pane ebraico Lechem

ECCEZIONALE: L’unica prova scientifica che Gesù di Betlemme è Dio! [ Dio o la Chiesa Cattolica, non fanno del terrorismo religioso del tipo: “se, tu vuoi andare in Paradiso tu devi essere cristiano necessariamente!” Dio è amore, quindi, chi è amore universale, sarà salvato a prescindere da quelle che potrebbero essere le sue scelte religiose! Ma, NON AVVENGA A NESSUNO DI ESSERE UN AMMINISTRATORE INGRATO e disonesto, circa i doni ricevuti, CHE, tu non sia lo scellerato che, HA SAPUTO egoisticamente PRENDERE DA TUTTI, MA che NON HA SAPUTO restituire agli altri il dono di se! Perché, Dio JHWH ti ha dato l’Universo, ti ha dato suo Figlio Gesù di Betlemme sulla Croce, ecc.. quindi anche tu devi imparare a dare qualcosa di te alla società! Non è sufficiente che tu dia qualcosa, tu devi dare qualcosa di te stesso, allora: fai del tuo cuore un pane che altri, tutti coloro che hanno fame possano mangiare! ] [ Per la scienza statistica la POSSIBILITà truffaldina di poter realizzarne solo 37 di queste profezie è di uno su 100.000.000.000.000.000. Josh McDowell [ “A Ready Defense”(Nashville, Tennessee: Thomas Nelson, 1993) pag. 210] riporta queste straordinarie probabilità: “Affinché una persona possa adempiere 48 di queste profezie, il numero diventa sconcertante: 1 possibilità su 10: alla centocinquantasettesima potenza (1 seguito da 157 zeri). Aggiungete a questo le altre 250 profezie e diventa impossibile per qualsiasi persona, tranne, che, per Dio, riuscire a corrispondere a quella particolare sequenza di tempi ed eventi. L'AGNELLO DI DIO: 332 PROFEZIE ADEMPIUTE PER IMPRESSIONARVI! ECCO, COSA fu profetizzato da: 500: a 1600 anni prima di Cristo detto Gesù di Betlemme.

* Il Messia sarebbe sorto dalla discendenza di Abramo; Isacco; Giacobbe;
* Il Messia sarebbe disceso da Giuda; nato a Betlemme; nella casa di Davide;
* Sarebbe nato soprannaturalmente da una Vergine a Betlemme, ma che sarebbe stato chiamato il Nazaneno «Nezer»!
* Sarebbero stati costretti a fuggire in Egitto; ci sarebbe stata la strage degli innocenti; preceduto da una stella, adorato dai Magi;
* Il Messia avrebbe predicato in Galilea e al Giordano;
* Cristo sarebbe stato respinto dal suo stesso popolo;
* Cristo discendente di Isai, padre di Davide, avrebbe mostrato un carattere inusuale;
* Sarebbe entrato trionfalmente su un asinello a Gerusalemme.
* Sarebbe Stato tradito per trenta pezzi d’argento; dal suo migliore amico, che si sarebbe ucciso, che avrebbe gettato il denaro (trenta pezzi d’argento) nel Tempio, e che con quel denaro, Caifa Sommo Sacerdote avrebbe comprato il campo del Vasaio!
* Fu predetto che quel denaro(trenta pezzi d’argento) sarebbe stato insanguinato;
* Sarebbe stato accusato da falsi testimoni; e sarebbe stato abbandonato dai suoi amici!
* Sarebbe rimasto in silenzio quando lo avrebbero accusato durante il processo farsa;
* Che si sarebbe offerto volontariamente per i peccati del genere umano;
* Che sarebbe stato flagellato (inusuale per chi veniva crocifisso); e crocifisso con dei criminali comuni;
* Davide, specificò che le mani e i piedi gli sarebbero stati forati;
* Sarebbe stato deriso, insultato e ingiuriato, dal popolo;
* Che avrebbe avuto la vergogna della nudità; e sarebbe stato ucciso da pagani;
* Che gli avrebbero dato da bere fiele ed aceto;
* Che il costato sarebbe stato trafitto da una lancia (Zaccaria);
* Che avrebbero tirato a sorte la sua tunica; * non gli avrebbero spezzato nessun osso (inusuale);
* che ci dovevano essere due notti in un giorno (eclissi di sole), nel giorno della sua morte(inusuale);
* Sarebbe stato sepolto nella tomba di un ricco (inusuale);
* Davide, dichiarò la Sua risurrezione dopo la sua morte;
* Davide, dichiarò che sarebbe asceso al cielo;
* Che il suo messaggio avrebbe raggiunto le estremità della terra;
* che sarebbe stato distrutto il Tempio Ebraico (Daniele)

Studio Biblico sulle Profezie Messianiche ("progetto HaEven") Secondo le profezie, il Messia deve:
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41.- Essere assetato durante l'esecuzione della sua condanna a morte. Profezia nel Tanach: Antico Testamento
Salmo. 22:15: il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi si attacca al palato; tu m'hai posto nella polvere della morte.
    Adempimento nel Nuovo Testamento:
Giovanni 19:28: Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
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42.- Bere aceto per soddisfare la sete. Profezia nel Tanach: Antico Testamento.
Salmo 69:21: Hanno messo fiele nel mio cibo, e mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi.
    Adempimento nel Nuovo Testamento:
Matteo 27:34: Gli diedero da bere del vino mescolato con fiele.
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43.- Morire senza alcun osso rotto. [ Profezia nel Tanach: Antico Testamento
Esodo. 12:46: Si mangi ogni agnello per intero in una casa. Non portate fuori casa nulla della sua carne e non gli spezzate neanche un osso. Salmo 34:20: Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno.
    Adempimento nel Nuovo Testamento:
Giovanni 19:33_36: ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: «Nessun osso di lui sarà spezzato».
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Profezia nel Tanach: Antico Testamento Antico Testamento
44.- Essere considerato un trasgressore.
Isaia 53:12: ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori.
    Adempimento nel Nuovo Testamento:
Matteo. 27:38: Allora furono crocifissi con lui due ladroni, uno a destra e l'altro a sinistra.
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45.- Essere messo a morte, e nessuno sarà per Lui.
Profezia nel Tanach: Antico Testamento: Daniele 9:26: Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso e nessuno sarà per lui.
Adempimento nel Nuovo Testamento:
Romani 5:16: Riguardo al dono non avviene quello che è avvenuto nel caso, dell'uno che, ha peccato; perché, dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni.
1Pietro 3:18: Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio.
Fu messo a morte quanto alla/nella carne, ma, reso vivente quanto allo Spirito.
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46.- Essere Colui, la cui morte avrebbe espiato i peccati dell'umanità.
Profezia nel Tanach: Antico Testamento Isaia 3:5-7,12:
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.
Adempimento nel Nuovo Testamento:
Marco 10:45: Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. Giovanni 1:29: Ecco l'Agnello di Dio,
che toglie il peccato del mondo. v 3:16: Perché Dio ha tanto amato il mondo,
che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia vita eterna. Atti 8:32,33: Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo:
«Egli è stato condotto al macello, come una pecora; e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa,
così egli non ha aperto la bocca. Nella sua umiliazione egli fu sottratto al giudizio.
Chi potrà descrivere la sua generazione. Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra».
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47.- Essere seppellito con il ricco.
Profezia nel Tanach: Antico Testamento
Isaia 53:9: Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
ma nella sua morte, egli è stato con il ricco,
perché non aveva commesso violenze n'é c'era stato inganno nella sua bocca.
Adempimento nel Nuovo Testamento:
Matteo 27: 57-60: Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il
quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito,
e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia.
Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l'apertura del sepolcro, se ne andò.
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48.[ Profezia nel Tanach: Antico Testamento Risuscitare dai morti. Isaia 53:10: Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l'opera del Signore prospererà nelle sue mani. Salmo 2:7 il Signore mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato."
Salmo 16:10 poiché, tu non abbandonerai, l'anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo SAntO subisca la decomposizione.
Adempimento nel Nuovo Testamento:
Matteo. 28:1-20: Dopo il sabato, verso l'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra, il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito SAntO, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente». Atti 2:23-36: Quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la
prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò. (...) Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito SANTO promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice: «Il Signore ha detto al mio Signore: "Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi"». Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Atti 13:33-37: Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo: "Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato". Siccome lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia più a tornare alla decomposizione, Dio ha detto così: "lo vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide". Difatti egli dice altrove: "Tu non permetterai che il tuo SAntO subisca la decomposizione". Or Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo corpo si è decomposto; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subito decomposizione.
1 Cor. 15:4-8: che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le scritture; che apparve a Pietro, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all'aborto. (Tratto dal Jewish New Testamento di David Stem)
Deo Gratias. RINGRAZIAMO BENNY HINN PER QUESTO SUO LAVORO: IL SIGNORE CONFONDA SEMPRE I SUOI NEMICI. Deo Gratias
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LE 332 PROFEZIE MESSIANICHE DELL’ Antico Testamento. ok? ALLELUIA, ALLELUJAH
Nell'Antico Testamento troviamo numerosissime profezie che riguardano il tempo dell'apparizione del Messia, la sua vita, il Suo ministero terreno. A mano a mano che gli anni passavano, Dio, tramite gli scrittori sacri, aggiungeva particolare a particolare finché - come un grande e meraviglioso mosaico - il Messia e la Sua opera furono così ben descritti da risultare perfettamente riconoscibili ad ogni persona sinceramente alla ricerca della verità. Ecco descritti, in modo schematico, i passi messianici più importanti. Nei Vangeli, e specialmente in Matteo (che scrive per i suoi connazionali giudei), si fa continuamente riferimento all'Adempimento delle antiche profezie messianiche nella vita di Gesù Cristo:

1. La discendenza del Cristo ]] In Genesi 3:15, nella prima promessa di un Salvatore fatta ad Adamo ed Eva subito dopo il peccato, il Messia futuro viene semplicemente definito come "progenie della donna" (ove la donna, secondo la terminologia biblica, è intesa come "popolo di Dio") che schiaccerà il capo al serpente (Satana) e lo vincerà, venendo da lui però ferito al calcagno (il Diavolo avrebbe provocato la morte del Salvatore). Quando Dio chiamò Abramo ad uscire dalla sua terra per andare in un "paese che io ti mostrerò", precisò anche: "In te saranno benedette tutte le famiglie della terra" (Genesi 12:1-3 - L). Questo passo è sempre stato inteso come messianico; infatti, in che modo Abramo e la sua progenie sarebbero stati fonte di benedizione per il mondo intero, se non a causa del Messia promesso che sarebbe nato dalla stirpe del patriarca discendente di Sem, figlio di Noè? In Genesi 49:10, troviamo che Giacobbe mentre dà la sua benedizione ai dodici figli, prima di morire, fornisce una precisazione importante: "Colui che darà il riposo e al quale ubbidiranno i popoli" sarebbe stato un discendente della tribù di Giuda. In Geremia 23:5-6/33:14-16, si precisa che, fra tutte le famiglie di Giuda, è quella del re Davide che avrebbe avuto il privileGiovanni di annoverare fra i suoi discendenti il "Germoglio giusto" il quale "sarà chiamato: l'Eterno nostra giustizia", che tutti gli Ebrei identificavano con il Messia tanto attEso.

2. La nascita a Betlemme ]] Il testo del profeta Michea (5:1-2) è molto preciso riguardo al luogo di nascita dell'Unto del Signore: "Ma da te, o Bethlehem Efrata... uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni..." (L - cfr. Matteo 2:3-6).

3. Il precursore: Giovanni Battista ]] Isaia 40:3-5 e Malachia 3:1 annunciavano l'apparizione di un "precursore", descritto così dal profeta Isaia "una voce grida: Nel deserto preparate la via del Signore! Raddrizzate nella steppa la strada per il nostro Dio..." (P - cfr. Matteo 3:3). Dio lo definirà poi, tramite il profeta Malachia come "il mio messaggero" che "prepara la via davanti a me" (cfr. Matteo 11:9-10).

4. Nato da una vergine ]] Isaia 7:14 dice che una giovane vergine avrebbe concepito e partorito un figlio di nome Emmanuele. L'arcangelo Gabriele, apparso a Maria (cfr. Matteo 1:23), dopo averle comandato di chiamare il bambino Gesù (che vuol dire "Yahweh salva") le ricorda questa profezia di Isaia. Ovviamente, il nome 'Emmanuele' doveva essere preso per il suo significato etimologico (molto importante per i popoli semiti), infatti 'Emmanuele' significa "Dio con noi": Dio in persona stava per nascere come uomo nel mondo!

5. Sarebbe stato Figlio di Dio ]] Nel Salmo 2:7 si legge: "L'Eterno mi disse: Tu sei il mio figliuolo, oggi t'ho generato" (L). In Atti 13:33 ed Ebrei 1:5/5:5, l'apostolo Paolo applica questo salmo a Cristo. In Matteo 22:41-46, troviamo Gesù che fa riflettere i Farisei chiedendo loro di chi doveva essere discendente il Messia promesso. I Farisei rispondono senza esitazione che sarebbe stato "figlio" di Davide, ovvero doveva essere di discendenza "regale". Questo lo aveva già predetto Balaam, poco dopo l'esodo d'Israele dall'Egitto: "Lo vedo, ma non ora; lo guardo, ma non da vicino: una stella si muove da Giacobbe, si alza uno scettro da Israele..." (Numeri 24:17 - P). Cristo replica allora ai dottori della legge citando il Salmo 110:1 che diceva: "L'Eterno dice al mio Signore: 'Siedi alla mia destra finché io faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi' (ND). Poi chiede: "Se dunque Davide lo chiama Signore, com'è Egli suo figliuolo?" (L). I Farisei non seppero cosa rispondere: il Maestro voleva che comprendessero la Sua discendenza "umana" da Davide, ma anche quella divina da Dio stesso.

6. La fuga in Egitto e la strage degli innocenti ]] Osea 11:1 è un passo in cui Dio parla del popolo eletto, dicendo: "Fin dall'Egitto chiamai il mio figliuolo" (L), mentre Geremia 31:15 si riferisce alle donne della Giudea che piangono i loro figli uccisi durante l'assedio dei Babilonesi: "S'è udita una voce in Ramah, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata..." (L). Come molti testi dell'Antico Testamento, questi versetti hanno un duplice significato: uno storico contemporaneo o per un futuro imminente ed uno messianico. Ne siamo sicuri perché, nel suo vangelo, Matteo (2:15,18) ne fa l'applicazione, riferendoli al ritorno dalla fuga in Egitto della famiglia di Gesù e alla strage degli innocenti perpetrata da Erode, che voleva eliminare il Messia.

7. Data del battesimo e della morte ]] Nel libro del profeta Daniele (9:24-27), troviamo una grandiosa profezia messianica che precisava la data dell'inizio del ministero pubblico del Cristo, che coincideva con il Suo battesimo, nonché la data della morte. Daniele 9:24 Settanta settimane sono fissate, per il tuo popolo e per la tua santa città
per mettere fine all'empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi. 25. Sappi e intendi bene, da quando uscì la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme, fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane. Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze e fossati, e ciò in tempi angosciosi. 26. Dopo sessantadue settimane, un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui; il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate. 27. Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta; sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore».

8. I miracoli compiuti ]] Isaia 35:5-6 parla dei grandi e svariati miracoli che avrebbe compiuto l'Unto del Signore, miracoli di cui si narra in tutti i Vangeli. Isaia 35:5-6. 5. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. 6. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa.

9. Avrebbe parlato in parabole ]] Il Salmo 77:2 Aprirò la mia bocca in parabole, rievocherò gli arcani dei tempi antichi. [[ preannuncia l'abitudine di esporre gli insegnamenti in parabole, che Gesù effettivamente, usò molto nel corso del Suo ministero terreno. Interrogato dai discepoli sul perché di questa Sua abitudine, il Salvatore citò un passo di Isaia 6:9-10 che metteva in risalto la durezza del cuore del popolo di Israele che "udiva con le orecchie, ma non comprendeva, guardava senza vedere...". In pratica, Gesù fa intendere che parlava in parabole, perché solo chi era un sincero ricercatore delle profonde verità spirituali si dava la pena di approfondire il significato simbolico di quello che diceva il Maestro. Isaia 6,9. Egli disse: «Va' e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, osservate pure, ma senza conoscere. 10. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d'orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi, né oda con gli orecchi, né comprenda con il cuore. né si converta in modo da esser guarito».

10. Avrebbe abitato in Galilea ]] Isaia 8:23/9:1 parla della gloria che avrebbe visto quella contrada d'Israele, a causa della presenza del Messia. Isaia 8:23. poiché, non ci sarà più oscurità, dove ora è angoscia. In passato umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e la curva di Goim. Isaia 9:1 Il popolo che camminava nelle tenebre, vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa, una luce rifulse. (cfr. Matteo 4:12-16). Matteo 4:12-16. (12. Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea 13 e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 15. Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; 16. il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte, una luce si è levata.

11. Sarebbe stato Luce e Salvezza per tutte le nazioni ]] Isaia 42:6-7 6. «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia, e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo, e luce delle nazioni, 7. perché tu apra gli occhi ai ciechi, e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre./ Isaia 49:6. mi disse: «È troppo poco che tu sia mio servo, per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza, fino all'estremità della terra»./ Isaia 56:8. Oracolo del Signore Dio, che raduna i dispersi di Israele: «Io ancora radunerò i suoi prigionieri,
oltre quelli già radunati». ] [  parla del fatto che, l'Unto del Signore sarebbe stato una luce per tutte le nazioni del mondo e non solo per il popolo d'Israele. Simeone, uomo pio che, avvertito dallo Spirito, riconobbe in Gesù, nato da poco, quel Messia che attendeva da tanto tempo, parlò di Lui come della "Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele" (Luca 2:32 - L)..

12. La pietra angolare ]] Il Salmo 118:22-23. e Isaia 28:16. Dice il Signore Dio: «Ecco io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata: chi crede non vacillerà. parlavano di un fondamento posto dal Signore, di una pietra angolare solida e preziosa, che però sarebbe stata rigettata. Gesù applica questi passi a se stesso (cfr. Matteo 21:42 e paralleli) E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo, ed è mirabile agli occhi nostri?. Anche nelle epistole se ne parla.

13. L'entrata trionfale in Gerusalemme ]] Zaccaria 9:9-11 diceva: "... Il tuo re viene a te, Egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d'asina..." (L). Il Salmo 8:2. 2 O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. 3. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti, affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.]] parlava delle lodi uscite dalla bocca di fanciulli. Ambedue le cose si avverarono quando Gesù, una settimana prima della Sua morte, entrò trionfalmente in Gerusalemme montato su di un puledro d'asina, mentre i fanciulli intorno a Lui gridavano: "Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi" (L - vedi Matteo 21).

14. Sarebbe stato odiato senza ragione ]] Nel Salmo 69:4,7,8 Davide parlava dell'odio di cui egli era oggetto, senza alcuna ragione. Questo passo era anche messianico, come molti altri salmi. Giovanni 15:24-25 [applica questo testo a Cristo]. 24 Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25 Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

15. Sarebbe stato tradito da un amico ]] Sempre in un salmo di Davide (Salmo 41:9) si diceva: "Perfino l'uomo con il quale vivevo in pace... che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me." (L). In Giovanni 13:18 si applica questo stesso testo al tradimento di Giuda. Gesù annuncia il tradimento di Giuda (Mt 26:21-25; Mr 14:18-21; Lu 22:21-23) «Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelti; ma, perché sia adempiuta la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno".

16. Predetta l'angoscia di Cristo prima della morte ]] Il Salmo 22:11-15 è uno dei salmi messianici per eccellenza. Ai vv. 11-15 è predetta l'angoscia che avrebbe afferrato Cristo all'idea della separazione dal Padre, a causa del peccato del mondo che pesava su di Lui. Salmi 22:11-15. 11. Non allontanarti da me, perché l'angoscia è vicina, e non c'è nessuno che mi aiuti. 12. Grandi tori mi hanno circondato, potenti tori di Bashan mi hanno attorniato; 13. essi aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente. 14. Sono versato come acqua, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle mie viscere. 15. Il mio vigore si è inaridito come un coccio d'argilla e la mia lingua è attaccata al mio palato; tu mi hai posto nella polvere della morte.

17. Sarebbe stato abbandonato dai discepoli ]] In Matteo 26:31 leggiamo che Gesù, antivedendo il terrore che avrebbe fatto fuggire tutti i discepoli, vi applica una profezia contenuta in Zaccaria 13:7: Insorgi, spada, contro il mio pastore, contro colui che è mio compagno. Oracolo del Signore degli eserciti. Percuoti il pastore e sia disperso il gregge, allora volgerò la mano sopra i deboli.]] "Allora Gesù disse loro: Questa notte voi tutti avrete in me una occasione di caduta; perché è scritto: 'Io percoterò il pastore e le pecore della greggia saranno disperse'." (L).

18. I trenta sicli e il campo del vasaio ]] In Zaccaria 11:12-13 troviamo una stupefacente profezia in cui Dio stesso parla, attraverso il profeta, dicendo: "Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare. Ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d'argento. E l'Eterno mi disse: Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo al quale m'hanno stimato! E io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nella casa dell'Eterno per il vasaio." (L). In Matteo 27:9-10 è citata questa profezia. Sappiamo infatti che Giuda tradì il Maestro per quella cifra. Poi, resosi conto di quello che aveva fatto, gettò i trenta sicli d'argento nel tempio. I Farisei dissero: "Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue. E tenuto consiglio, comprarono con quel danaro il campo del vasaio da servir di sepoltura ai forestieri." (Matteo 27:6-7 - L).

19. I maltrattamenti ]] Isaia 50:6/ Isaia 53:7 predice che il Figlio di Dio avrebbe subito dei maltrattamenti, la cui descrizione si trova in tutti gli ultimi capitoli dei Vangeli. [[ Isaia 50:6. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia, agli insulti e agli sputi. Isaia 53:7. Maltrattato, si lasciò umiliare, e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

20. Gli scherni ]] Nel Salmo 22:7-8 si legge: "Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, dicendo: Egli si è affidato all'Eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poiché lo gradisce!". In Matteo 27:39-43 possiamo leggere queste stesse parole pronunciate con sarcasmo dai dottori della legge e dagli anziani del popolo giudeo davanti alla croce.

21. Le Sue sofferenze e la morte espiatoria ]] In uno dei più toccanti passi dell'Antico Testamento e di tutta la Bibbia, Isaia (52:13. Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e molto innalzato. 14. Come molti si stupirono di lui, tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto, e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo, 15. così si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato, e comprenderanno ciò che mai avevano udito.) (Isaia cap.53 leggi tutto il capitolo), il profeta messianico, descriveva l'angoscia, i maltrattamenti e la morte espiatoria del Salvatore. Profetizzava anche che, sarebbe stato sepolto nella tomba di un ricco (Isaia 53:9. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza, né vi fosse inganno nella sua bocca.), come infatti avvenne, essendo stato Gesù sepolto nella tomba nuova del ricco Giuseppe d'Arimatea.

22. La morte sulla croce, le vesti spartite ]] Sempre nel Salmo 22:16-18, si parlava di "mani e piedi forati", di spartizioni d'indumenti e di tiro a sorte di una veste. Tutto ciò si avverò in modo stupefacente alla morte di Cristo, quando i soldati romani, dopo averlo crocifisso, si spartirono le Sue vesti, come era usanza allora. Salmi 22:16. Poiché cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. 17. Io posso contare tutte le mie ossa; essi mi guardano e mi osservano. 18. Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica. ] compimento [ Giovanni 19:23-24, citando questo salmo, precisa che i soldati, vedendo che la tunica di Gesù era senza cuciture e quindi di buona fattura, decisero di tirarla a sorte fra loro.

23. Aceto da bere e morte di crepacuore ]] Il Salmo 69:20-21 parlava di cuore spezzato dal dolore ] Salmo 69:20. L'oltraggio mi ha rotto il cuore e sono tutto dolente; ho aspettato chi mi confortasse, ma invano; ho atteso chi mi consolasse, ma non ci fu alcuno. 21. Mi hanno invece dato fiele per cibo, e per dissetarmi mi hanno dato da bere dell'aceto.] ... si pensa che sia stata proprio questa la morte di Gesù: infatti Pilato si meravigliò che fosse morto così in fretta, dato che il supplizio della croce era stato studiato apposta per durare molte ore. Nel salmo si parla anche di fiele e aceto offerti da bere (cfr. Matteo 27:33,34,48).

24. "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" ]] Nel Salmo 22:1 troviamo la stessa frase che pronunciò Gesù prima di spirare, sentendosi separato dal Padre: su di Lui pesavano tutti i peccati del mondo e proprio questo gli procurò la morte (cfr. Matteo 27:46).

25. Nessun osso ne sarebbe stato spezzato ]] In Esodo 12:46 e Numeri 9:12, fra le altre istruzioni relative alla Pasqua, troviamo la prescrizione di mangiare l'agnello senza spezzarne alcun osso. Ora, sappiamo che la Pasqua ebraica, oltre a ricordare il passagGiovanni (dal significato della parola 'Pasqua') dalla schiavitù alla libertà d'Israele, prefigurava anche il sacrificio espiatorio del Messia promesso. I soldati romani venuti - come era d'uso - per spezzargli le ossa delle gambe ed affrettarne la morte, perché stava per cominciare il sabato, lo trovarono già morto e non lo toccarono, salvo forargli il costato con una lancia per assicurarsi dell'avvenuta morte (cfr. Giovanni 19:36, che cita appunto i due passi dell'Antico Testamento sopraindicati).

26. Non avrebbe subìto la decomposizione della morte ]] Leggiamo nel Salmo 16:10: "Perché tu non lascerai l'anima mia nello Sceol (= tomba) e non permetterai che il tuo SAntO veda la corruzione" (ND). In Atti 2:27,31/ Atti 13:35-37 si applica questo passo alla resurrezione di Cristo, il cui corpo non subì le conseguenze fisiche della morte.

27. L'ascensione ]] Nei Salmi 24:7-10 7 O porte, alzate i vostri frontoni;
e voi, porte eterne, alzatevi; e il Re di gloria entrerà.
8 Chi è questo Re di gloria? È il SIGNORE, forte e potente,
il SIGNORE potente in battaglia.
9 O porte, alzate i vostri frontoni;
alzatevi, o porte eterne, e il Re di gloria entrerà.
10 Chi è questo Re di gloria? È il SIGNORE degli eserciti;
egli è il Re di gloria. [Pausa]
 e 68:18, troviamo preannunciata l'ascensione di Cristo al cielo, dopo la resurrezione (cfr. Atti 1:9/Efesi 4:7-8).

28. La Sua opera sacerdotale in cielo ]] In Zaccaria 6:12-13 troviamo specificato che il Messia, chiamato "il Germoglio", svolgerà un'opera sacerdotale nel Tempio di Dio. Basta leggere l'epistola agli Ebrei per trovare spiegato tutto ciò.
332 profezie messianiche dell'Antico Testamento
Introduzione: Per potersi occupare, nei particolari, della profezia messianica, devono essere esposte, dapprima, alcune considerazioni sulla formazione dell'Antico Testamento (AT) e sulla sua trasmissione fino a noi.

L'AT fu scritto in uno spazio di tempo oltrepassante i 1100 anni; cioè dal tempo di Mosè, 1500 avanti Cristo (a.C.) circa, fino al tempo del profeta Malachia, 420 a.C. circa.
Leggendo l'AT suscitano profonda impressione il desiderio e l'attesa ardenti di un futuro Salvatore, l'Unto, il Messia (= il Re consacrato dall'unzione sacra), che doveva eliminare i problemi di fondo dell'umanità e stabilire una giustizia eterna. Questo Messia promesso viene descritto fin nei minimi particolari negli scritti dell'AT. Però, meraviglia trovare in molti libri dell'AT dichiarazioni concernenti un «Messia sofferente», che doveva essere odiato, respinto e ucciso in modo crudele dal suo stesso popolo, mentre egli soffrirebbe per i peccati di molti. D'altra parte, l'AT parla di un «Messia trionfante», che alla sua venuta, deve instaurare un glorioso regno di pace per il mondo intero. L'apparente paradosso è di facile soluzione, se si pensa che queste due descrizioni differenti illustrano due apparizioni del medesimo Messia, ma concernono eventi distinti per tempi diversi.
Le profezie del «Messia trionfant [Nuovo Testamento] e» concernono ancora l'avvenire; mentre quelle del «Messia sofferente» hanno avuto già nel passato il loro pieno adempimento.

Si tratta, al riguardo, di più di 330 profezie assai esatte ed estremamente differenziate. Nelle prossime pagine verrà dimostrato irrefutabilmente e su basi storiche, che tali profezie si sono adempiute letteralmente in Gesù di Nazaret, personagGiovanni storico. Ma prima deve essere esposto come risulti davvero impossibile che queste profezie siano falsificazioni inserite in epoca posteriore.
Negli anni 1947 e seguenti, furono scoperti, in numerose grotte di Qumran, sul Mar Morto, manoscritti biblici, che hanno sollevato indicibile meraviglia in tutto il mondo. Questi manoscritti, che in parte risalgono ad anni precedenti l'era cristiana, contengono tutti i libri dell'AT, ad eccezione del libro di Ester. Poiché una gran parte delle profezie messianiche si trova nel libro del veggente Isaia, la scoperta di un rotolo completo di questo profeta assunse la massima importanza. Il testo è scritto su pergamena di pelle di capra, in ebraico non vocalizzato. Il rotolo, composto di 15 pezzi di pelle cuciti insieme, è lungo 7,34 metri e largo 26 cent [Nuovo Testamento] imetri. Il suo straordinario grado di conservazione è davvero sensazionale.

Il professor Andre Lamorte scrive a proposito dell'età di questo testo: «Il rotolo completo di Isaia è considerato oggi, e definitivamente, copiato prima dell'era cristiana. I pareri degli esperti in materia di datazione variano, generalmente, fra l'inizio del 1° secolo e la fine del 2° secolo a.C.»1
Poiché tutte le profezie messianiche del libro di Isaia si trovano in questo rotolo, è assolutamente impossibile dubitare della loro genuinità.
Ora questo rotolo si trova in possesso del giovane Stato di Israele. Esso fu pure fotografato in grandezza naturale e pubblicato per intero. Perciò, in tal forma è ora accessibile ad ogni interessato, nel libro «Scrolls from Qumran Cave I»2.

La genuinità delle profezie messianiche negli altri libri dell'AT, può essere altresì dimostrata con i manoscritti del Mar Morto. Frank Moore Cross scrive nel suo libro «L'antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica», che il ritrovamento dei manoscritti di Qumran rende impossibile ritenere un qualsiasi libro dei profeti anteriori o dei posteriori (per tacere del tutto del Pentateuco) scritto più tardi dei primi anni del 2° secolo a.C.3. Dei profeti anteriori fanno parte i libri di Giosuè, Giudici, 1. e 2. Samuele e 1. e 2. Re; dei profeti posteriori i libri di Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Habacuc, Aggeo, Zaccaria e Malachia. Il Pentateuco comprende i cinque libri di Mosè. Con ciò appare in modo lampante che nessun passo di questi libri può essere ancora messo in dubbio. Poiché in seguito verranno richiamate anche molte profezie messianiche contenute nei Salmi, deve essere attirata l'attenzione segnatamente sul ritrovamento del manoscritto di un salterio risalente al 2° secolo a.C.4

Del libro del profeta Daniele sono venuti alla luce numerosi frammenti. Per mezzo della paleografia, un manoscritto della grotta IV è stato datato alla fine del 2° secolo a.C.4a

1. Le profezie messianiche non si trovano solo nei profeti ma anche nella Legge di Mosè e negli altri scritti dell'AT.
2. Si deve fare una differenza fra le profezie in cui: a) Dio parla del suo Messia; b) uomini parlano del Messia, o c) parla il Messia stesso.
3. Molte profezie dell'AT sono scritte non solo col tempo futuro ma anche usando il perfetto o il passato remoto, per accentuare così la sicurezza dell'Adempimento di tali profezie. Si tratta esattamente del cosiddetto «perfetto profetico». Questa espressione è un terminus technicus particolare alla grammatica ebraica.9a
4. Il «Messia sofferente» e il «Messia trionfante» possono essere trovati in un solo e medesimo passo dell'AT.

5. L'autore della profezia messianica è JAHWE, il Dio della Bibbia. Il suo nome significa COLUI CHE E' ETERNO o COLUI CHE NON MUTA. Si tratta quindi sempre della designazione dell'Essere per eccellenza e in senso assoluto. Egli non è sottoposto ai mutamenti di passato, presente e futuro, perciò potè, con la sua prescienza delle cose future, far conoscere l'avvenire ai suoi profeti in modo infallibile.

La libera volontà e la libertà di decisione dell'uomo, e la sua correlativa responsabilità, non vengono escluse a causa della profezia messianica, giacché JAHWE non le ha predestinate, ma esclusivamente preconosciute. Perciò la Bibbia parla della «prognosi» di Dio (vedasi 1 Pietro 1:2 e anche Romani 8:29), cioè della prescienza, della preconoscenza di Dio.

6. Il [Nuovo Testamento] mostra che tramite la profezia messianica può essere «dimostrato», nel vero senso della parola, che Gesù di Nazaret è il Messia preannunciato. Negli Atti degli Apostoli 9:22 è detto di Paolo e in Atti degli Apostoli 18:28 di Apollo, che essi hanno applicato nei confronti degli Ebrei questo tipo di dimostrazione della fede cristiana. Nel primo caso viene usata nel testo originario la parola «symbibazo» e nel secondo la parola «deiknymi». «Symbibazo» indica una dimostrazione tramite conclusioni logiche tratte da una quantità di materiale apportato a prova. «Deiknymi» designa una prova fatta con una esposizione evidente e chiara dei motivi di dimostrazione.

Non potrà mai essere accentuato abbastanza che nessuna religione diversa dal cristianesimo biblico conosce un tale genere di dimostrazione probante!
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Primo capitolo ] [ Il moment [Nuovo Testamento] o della venuta del Messia: Le settimane d'anni del profeta Daniele.

Il nono capitolo del profeta Daniele è di grande importanza per la profezia biblica. In tale capitolo viene nominato il moment [Nuovo Testamento] o esatto della venuta del Messia, dell'Unto, come Capo.

Il significato dell'espressione «Settimane d'anni»

La parola «Shabua» usata in ebraico corrisponde esattamente alla parola «Eptade». Essa designa una «Composizione di sette» o una «Unità di sette».

Nel contesto di Daniele 9, questa parola «Shabua», che altrimenti indica anche una settimana di sette giorni, può avere solo il significato di una «Eptade di anni».

Per gli Ebrei del AT contare in settimane d'anni non era affatto cosa nuova. Già nella Legge di Mosè, Dio ordinò al popolo di Israele di contare con un ciclo di settimane d'anni. Ogni sette anni, la terra doveva essere lasciata incoltivata, e ogni sette volte sette anni, doveva essere celebrata la festa del giubileo (vedasi Levitico 25:1-7, 8-13).

Fondo storico.

Negli anni 606 a.C. e seguent [Nuovo Testamento] i, il re Nebucadnetsar menò i Giudei in cattività a Babilonia. Gerusalemme, la città magnifica, fu completamente distrutta, il tempio di Dio e i palazzi furono rasi al suolo o incendiati (vedasi 2. Cronache 36).

L'esilio dei Giudei durò settanta anni, come aveva predetto Geremia (Geremia 25:11-12). Daniele si trovò allora pure fra i deportati e operò in tal tempo come profeta.

La data del decreto della ricostruzione di Gerusalemme.

Dal primo verso del nono capitolo di Daniele risulta, che la seguente profezia in vista del Messia risale all'anno 536 a.C. (I anno di regno del sovrano dei Medi Dario, figlio di Assuero (= ca. 536 a.C), un tempo quindi in cui Gerusalemme giaceva distrutta.

Nei versi 25 e 26 si legge: «Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un Unto (Messia), di un Capo, vi sono sette settimane e 62 settimane. Essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le 62 settimane, un Unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario ...» (Versione Elberfeld in tedesco; Diodati e altre).

Allorché i Romani nell'anno 70 d.C. misero fine allo Stato giudaico, si sfasciò l'ident [Nuovo Testamento] ità nazionale della tribù di Giuda. Allora Giuda perdette pure la guida politica. Conseguent [Nuovo Testamento] emente il Messia deve essere venuto prima di tale anno. Gesù ha effettivamente fatto la sua comparsa in Israele circa 40 anni prima!

A complement [Nuovo Testamento] o

Notiamo ancora a titolo complement [Nuovo Testamento] are circa la cattività babilonese di Giuda, che allora 1'ident [Nuovo Testamento] ità nazionale di Giuda non s' era sfasciata, giacché tale tribù fu in un certo senso solo spostata geograficamente come nazione. Da Ezechiele 8:1 e 20:1 si ricava che pure in quel periodo Giuda ebbe una guida politica. La tribù passò semplicemente, da tale moment [Nuovo Testamento] o, sotto il dominio straniero.
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Secondo capitolo. Discendenza e provenienza del Messia
1. Il suo albero genealogico
Fin verso l'anno 70 d.C.(!) era, almeno in casi normali, possibile ad ogni Ebreo di nascita di risalire con precisione lungo il suo albero genealogico, giacché 1 Cronache 9:1 testimonia che tutto il popolo d'Israele era annotato in tavole genealogiche. Il possesso di una tale tavola era di int [Nuovo Testamento] eresse personale eminent [Nuovo Testamento] e, giacché chi non poteva dimostrare in tal modo la sua discendenza non veniva riconosciuto come Israelita, fatto che comportava vari svant [Nuovo Testamento] aggi (vedasi Esra 2:59-62 e Neemia 7:61-65).
Allorché qualcuno assumeva in Israele una posizione pubblica, e con ciò veniva anche ad esser conosciuto, era naturale che divenisse nota anche la sua tavola genealogica, o almeno alcuni noti ascendent [Nuovo Testamento] i in essa riportati. Se qualcuno, la cui tavola genealogica non fosse stata assolutamente ineccepibile, avesse voluto assumere una posizione pubblica, sarebbe stato immediatamente rifiutato come incompetent [Nuovo Testamento] e.
Queste asserzioni preliminari sono assai importanti in vista del fatto che nell'AT fu profetato a certe persone che il Messia sarebbe stato un loro diretto discendent [Nuovo Testamento] e.
Le tavole genealogiche negli evangeli di Matteo e Luca
In Matteo 1 è trasmessa la tavola genealogica di Giuseppe, il padre putativo di Gesù, e in Luca 3 quella di Maria, la madre di Gesù. Quest'ultima tavola è di grande importanza per l'ulteriore trattamento.

Riportiamo la tavola concernent [Nuovo Testamento] e Maria da Luca 3:23-3816: «E Gesù, quando cominciò anch'egli ad insegnare, aveva circa trent [Nuovo Testamento] 'anni ed era figliuolo, come credevasi, di Giuseppe, di Heli (padre di Maria), di Matthat, di Levi, di Melchi, di Jannai, di Giuseppe, di Mattatia, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai, di Maath, di Mattatia, di Semein, di Josech, di Joda, di Joanan, di Rhesa, di Zorobabele, di Salatiel, di Neri, di Melchi, di Addi, di Cosam, di Elmadan, di Er, di Gesù, di Eliezer, di Jorim, di Matthat, di Levi, di Simeone, di Giuda, di Giuseppe, di Jonam, di Eliakim, di Melea, di Menna, di Mattatha, di Nathan, di Davide, di Jesse, di Jobed, di Boos, di Sala, di Naasson, di Aminadab, di Admin, di Arni, di Esrom, di Fares, di Giuda, di Giacobbe, d'Isacco, d'Abramo, di Tara, di Nachor, di Seruch, di Ragau, di Falek, di Eber, di Sala, di Cainam, di Arfacsad, di Sem, di Noè, di Lamech, di Mathusala, di Enoch, di Jaret, di Maleleel, di Cainam, di Enos, di Seth, di Adamo, di Dio.»

Promesse di Dio ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe
Verso il 1920 a.C, Iddio promise ad Abrahamo varie volte che il Messia sarebbe stato un suo discendent [Nuovo Testamento] e. In Genesi 22:18 si legge, ad esempio: «... E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.»

Nel testo originano si legge «nel tuo seme»; questo discendente è il Messia, poiché di lui è detto nel [Nuovo Testamento] che egli sarà una benedizione per tutte le nazioni (Galati 3:16).

Verso il 1900 a.C, Dio promise varie volte che il Messia sarebbe stato un discendente di Isacco. In Genesi 26:4, ad esempio, Dio dice ad Isacco: «... tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.»

«... tutte le famiglie della terra saranno benedette nella tua progenie» (Genesi 28:14), fu promesso da Dio verso il 1760 a.C. a Giacobbe, che ricevette in seguito il nome di Israele e gli fu confermato che il Messia sarebbe stato un suo discendent [Nuovo Testamento] e. Quindi verso il 1760 a.C. era già stato rivelato chiaramente che il Messia sarebbe stato un Ebreo. Ma da quale delle 12 tribù di Israele doveva provenire?

Il Messia viene dalla tribù di Giuda
Verso il 1690 a.C, il patriarca Giacobbe annunciò ai suoi dodici figli quello che in avvenire sarebbe avvenuto ai loro discendenti.
A suo figlio Giuda disse: «Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo (in ebraico Schilo), e al quale ubbidiranno i popoli.» (Genesi 49:10)

Il Messia sarà un discendente di Giuda e non di Beniamino, Giuseppe, Neftali, Ascer, Gad, Issacar, Zabulon, Levi, Simeone o Ruben. 1. Cronache 5:2 (circa 530 a.C.) dice la medesima cosa ma con altre parole: «Giuda ebbe, è vero, la prevalenza tra i suoi fratelli, e da lui e disceso il principe.»

(La parola principe [in ebraico «Nagid»] è la stessa usata in Daniele 9:25.)

Ma da quale famiglia di Giuda deve provenire il Messia?

Il Messia discende dalla famiglia di Isai

Nel capitolo 11:1 il profeta Isaia risponde alla suddetta domanda: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.»

(Nel Targum Jonathan Ben Uzziel14, questo passo viene inteso come messianico, giacché è stato inserito il titolo «Messia» come delucidazione!)

Con ciò viene asserito che il Messia proverrà dalla famiglia di Isai il Betlemita. Però Isai aveva otto figli (vedasi 1. Samuele 16). Chi di loro sarebbe stato l'avo del Messia?

Il Messia è un discendente di Davide.
In diversi punti dell'AT viene detto che il Messia dovrà essere un figlio di Davide, il figlio di Isai. Verso il 600 a.C, Geremia annunciò in 23:5 (vedasi 33:15): «Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale ... farà ragione e giustizia nel paese.»

Nel Salmo 132:11 è scritto: «L'Eterno ha fatto a Davide questo giurament [Nuovo Testamento] o di verità», e non lo revocherà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere.»

Iddio si era impegnato verso Davide giurando (vedasi anche il Salmo 89:35-36) che il Messia sarebbe stato un diretto discendente del re.

La conferma della tavola genealogica di Maria

Tutte le suddette persone si trovano nella tavola genealogica di Maria, madre di Gesù. Con ciò viene confermato che anche queste profezie hanno trovato Adempimento nel Gesù della storia.

Nel popolo ebraico, la sua ascendenza fu resa nota pubblicamente, perciò veniva chiamato «Figlio di Davide» (vedasi Luca 18:38-39, Matteo 21:9,15; 9:27; anche 15:22). Se tutto ciò non avesse avuto riscontro nella realtà, i capi del giudaismo d'allora avrebbero potuto farvi ricorso come argoment [Nuovo Testamento] o da opporre alla pretesa messianica di Gesù. Però, un fatto tanto facilmente verificabile non poteva essere negato o cont [Nuovo Testamento] estato.

Lo storico Luca

Poiché la tavola genealogica di Gesù è stata tramandata da Luca, bisogna anche dire che l'archeologia ha confermato Luca quale storico fidato, esatto e preciso. Il famoso archeologo William Ramsay ha scritto che la rappresent [Nuovo Testamento] azione della storia fatta da Luca è insuperabile per la sua fidatezza. Una ricapitolazione del suo giudizio su Luca, maturato dopo lunghi lavori d'investigazione, è riportata nel libro «The Bearing of Recent [Nuovo Testamento] Discovery», pag. 222.
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2. Il luogo natale del Messia [ Profezia del veggente Michea] Nell'8° secolo a.C, Michea il Morashtita operò come profeta (vedasi Michea 1:1). Egli dovette render noto il luogo natale del Messia. Nel capitolo 5:1, Iddio dice: «Ma da te, o Bethleem Efrata, piccola per esser fra i migliai di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.»

In Palestina vi erano due città col nome di Betleem: una in Galilea (vedasi Giosuè 19:15-16) e una in Giudea. Per distinguerla, quest'ultima era detta Betleem Efrata.
Il Messia doveva nascere in questo villaggio, posto a un po' più di 10 chilometri a sud di Gerusalemme e che al tempo di Gesù deve avere avuto meno di 1000 abitant [Nuovo Testamento] i. Il profeta Michea lo dice chiaramente e con sicurezza molti secoli prima dell'adempimento.

Conferma del [Nuovo Testamento]
Nel [Nuovo Testamento] viene confermato che Gesù nacque in Betleem Efrata. Matteo 2:1 scrive: «Or essendo Gesù nato in Betleem di Giuda, ai dì del re Erode...»
Il medico Luca conferma questo fatto pure nel 2° capitolo del suo Evangelo. Si pensi, in tal nesso, a quanto è stato scritto nel capitolo «Lo storico Luca»!

Michea 5:1 è sempre stato ben compreso.
Allorché Erode il Grande apprese che era nato un nuovo re, riunì tutti i capi sacerdoti e gli scribi per sapere quale fosse il paese natale del Messia. Essi gli risposero: «In Betleem di Giuda, poiché così è scritto per mezzo del profeta.» (Matteo 2:5)

Non solo per i dotti era chiaro questo punto, ma pure per la gente del popolo, che secondo Giovanni 7:41-42 diceva: «Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo (il Messia)? La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villagGiovanni dove stava Davide?»

Un'ulteriore prova che Michea 5:1 veniva ben inteso è fornita dalla traduzione dei Settanta in cui questo verso fu riprodotto tanto bene che se ne può concludere che il traduttore comprese assai esattamente quello che volgeva in greco.

Michea 5 nel Targum Jonathan.
Il Targum Jonathan Ben Uzziel relativo ai profeti14 mostra anche assai chiaramente l'interpretazione messianica che si dava a questo passo nel giudaismo. Per chiarezza, il titolo «Messia» vi è immesso direttamente nel testo.

3. Gesù il Nazareno.
Nel [Nuovo Testamento] Gesù vien detto 18 volte «Nazareno». Questo nome deriva dall'ebraico «Nezer», che significa «Ramo», «Germoglio», «Virgulto».
Fra la gente contemporanea, negli anni 29-32 d.C., Gesù era generalmente noto col nome di «Gesù il Nazareno». E' notare che così lo chiamavano pure i suoi maggiori nemici (vedasi Giovanni 18:5-7). Così fu adempiuto quello che i profeti avevano annunciato, che egli sarebbe stato chiamato «Germoglio», «Rampollo», «Virgulto».

Le affermazioni dei profeti Zaccaria, Geremia e Isaia.
Il profeta Zaccaria(6:12) annunciò verso il 520 a.C. quanto segue, circa il Messia: «Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco un uomo, che ha nome il Germoglio.»
«Ecco, io faccio venire il mio servo, il Germoglio.» (3:8) (Questi due passi di Zaccaria sono indicati come messianici nel Targum Jonathan.[14]
Geremia(23:5) annunciò lo stesso quasi 80 anni prima di Zaccaria: «Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale ... farà ragione e giustizia nel paese.»
Anche il profeta Isaia(4:2) nominò il Messia in questo modo: «In quel giorno, il germoglio dell'Eterno sarà lo splendore e la gloria.»

Un gioco di parole ebraiche.
Sebbene nei passi predetti venga usata in ebreo la parola «Zamach» («Germoglio», «Ramo», «Virgulto»,) ogni Ebreo che conosceva la Scrittura, sentendo parlare di Gesù «il Nazareno», non poteva fare a meno di collegare il nome «Nazareno» con la parola «Zamach» dei passi predetti. I significati dei nomi hanno nella Bibbia una grande importanza!

Nell'AT ci sono pure altri accenni al «Nazareno». In Isaia 11:1 si legge, per esempio: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.» La parola usata testo originario per «Rampollo» è «Nezer»!

Una questione giustificata.
Però ora bisogna chiedersi a ragione perché Gesù non fu mai chiamato il Betlemita, ma solo «Gesù il Nazareno» sebbene egli fosse nato a Betleem.
I seguenti accenni devono chiarire come stanno le cose. Allorché il terribile e crudele re Erode, detto il Grande ordinò la strage degli innocenti (vedasi Matteo 2), Giuseppe e Maria fuggirono col bambino in Egitto. Dopo la morte di Erode, ritornarono e volevano ristabilirsi a Betleem. Ma allorché Giuseppe apprese che Archelao, il più crudele dei figli di Erode il Grande,[17] era a capo della Giudea (veramente questo regno sarebbe spettato a Erode Antipa, fratello di Archelao, ma in un impeto d'ira Erode il Grande, poco prima della sua morte, aveva cambiato il Testamento e posto Archelao in luogo di Erode Antipa,[18] Giuseppe s'intimorì e non vi andò più.

Perciò Giuseppe e Maria si recarono col bambino Gesù nella regione di Galilea e si stabilirono a Nazaret. Lì Gesù visse per circa 28 anni. Per tal motivo, fu detto «Gesù il Nazareno».
E' sorprendente vedere come la situazione politica abbia svolto una parte importantissima nell'Adempimento di questa predizione messianica.
Anche oggi, e spesso proprio dai suoi critici, Gesù viene detto «il Nazareno» o «Gesù di Nazaret», cosicché la profezia che il Messia sarebbe stato chiamato «il Nazareno» viene ancora confermata proprio dai suoi nemici.

4. Dall'Egitto.
Sembra cosa alquanto paradossale quando si constata che nell'8° secolo a.C. Iddio fece preannunciare dal profeta Osea che il Messia sarebbe venuto dall'Egitto. In Osea 11:1 si legge: «E fin dall'Egitto, chiamai il mio figliuolo.» In Matteo 2, si può leggere l'Adempimento di questa profezia.

Maria e Giuseppe che erano fuggiti in Egitto in seguito all'ordine emesso da Erode di uccidere i piccoli bambini di Betleem, ritornarono di nuovo nel paese d'Israele dopo la morte di questo regnante. Quindi il Messia venne effettivamente dall'Egitto.

Ora appare tutto chiaro: i profeti si sono espressi tutti con molta precisione. Il Messia doveva venire al mondo in Betleem, doveva essere chiamato «Nazareno» ed esser richiamato in patria dall'Egitto!

Terzo capitolo: Presentazione pubblica del Messia (29-32 d.C.)

1. Il precursore. Il preannuncio dei profeti Malachia e Isaia.

Nel terzo capitolo del profeta Malachia 3:1, si ode la voce del Messia, quando dice: «Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me.»

Poco prima che il Messia facesse la sua comparsa, doveva sorgere un profeta, il quale avrebbe preparato il popolo all'imminente arrivo del Messia.

Anche Isaia parla di tal precursore. Lo chiama «una voce di uno che grida nel deserto». Isaia 40:3 19: «La voce d'uno grida: Preparate nel deserto la via dell'Eterno.»

In Luca 3:4 si legge: «E' scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V'è una voce d'uno che grida nel deserto...» Così Isaia fa sapere che questo precursore sarà nel deserto, particolare non detto dal profeta Malachia.

La funzione del precursore.

Questo precursore aveva il compito di preparare il popolo di Israele alla prossima venuta del Messia in modo che lo accogliesse con cuore ben disposto. Nel cuore di questo popolo non doveva esserci più nulla che potesse rivelarsi d'impedimento all'accoglienza del promesso Messia; anzi nel suo cuore dovevano esserci le «vie del Santuario», («le tue vie» secondo un'altra versione di questo Salmo 84:5). Perciò in Isaia 40:4-5 viene detto inoltre:

«Ogni valle sia colmata, ogni monte ed ogni colle siano abbassati; i luoghi erti siano livellati, i luoghi scabri diventino pianura. Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne, ad un tempo, la vedrà.»

Il preannuncio di questo precursore trovò il suo perfetto Adempimento in Giovanni Battista, il figlio di Zaccaria. La sua apparizione avvenne verso il 29 d.C. Luca scrive che egli si present [Nuovo Testamento] ò nel 15. anno di regno dell'imperatore Tiberio (Luca 3:1).

Da 450 anni, nessun altro profeta

La comparsa di Giovanni Battista causò una sensazione perché quasi da 450 anni non era sorto in Israele nessun altro profeta (l'ultimo profeta dell'AT era stato Malachia). In una testimonianza storica del periodo intertestamentario durato 450 anni si trova un lamento sulla mancanza di profeti in Israele. In 1. Maccabei 9:27 si legge: «Ci fu grande tribolazione in Israele, come non si verificava da quando fra loro erano scomparsi i profeti.»

Il Talmud nella redazione babilonese riferisce che dopo gli ultimi profeti Aggeo, Zaccaria e Malachia, lo Spirito Santo si era ritirato da Israele.

Quanto sia stata grande la sensazione causata dalla comparsa di Giovanni Battista, lo si vede dal fatto che Gerusalemme, tutta la Giudea e l'intera regione costeggiante il Giordano vennero da lui (Matteo 3:5).

L'attività di Giovanni Battista

Giovanni battezzava nel deserto e predicava il battesimo di penitenza per il perdono dei peccati. Servendosi di un linguagGiovanni enormemente impressionant e e sconvolgente, fece comprendere al popolo di Israele che il Messia sarebbe venuto entro breve tempo e che ognuno doveva convertirsi, cioè confessare i propri peccati al Dio vivente, risentirne pentimento ed esser pronto ad incontrare il Messia promesso. Se però non avessero accolto il Messia e non si fossero pentiti, non avrebbero potuto sfuggire all'ira ventura di Dio. Si vedano in proposito le varie relazioni degli evangeli sulla comparsa di Giovanni Battista nel deserto di Giudea (Matteo 3, Marco 1, Luca 3 e Giovanni 1).

Si presenta Gesù

In Matteo 3:13 viene raccontato che pure Gesù venne per farsi battezzare da Giovanni, allorché questi predicava presso il Giordano. Ciò concorda con Isaia 40:5 dove si legge: «Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne, ad un tempo, la vedrà; perché la bocca dell'Eterno l'ha detto.»

Gesù, il Messia, l'incarnato Jahwe dell'AT, cominciò la sua attività pubblica immediatamente dopo la comparsa in scena di Giovanni Battista. A questo proposito, Isaia parla dell'apparizione di nostro Signore Gesù come della «gloria dell'Eterno rivelata». E' interessante in merito conoscere quanto asserisce un testimone oculare. Il discepolo Giovanni testimonia quanto segue del Signore Gesù: «Piena di grazia e di verità, noi abbiamo cont [Nuovo Testamento] emplato la sua gloria, gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre.» (Giovanni 1:14)

Giovanni Battista e Giuseppe Flavio

Lo storico Giuseppe Flavio che visse nel 1° secolo d.C. conferma la storicità di Giovanni Battista nella sua opera «Ant [Nuovo Testamento] iquitates Judaicae» (XVIII, 5.2).

2. L'attività pubblica del Messia

Il luogo della comparsa

Quando l'Ebreo dell'AT voleva sapere in quale regione o zona del paese il Messia avrebbe dato inizio al suo servizio pubblico, doveva leggere Isaia 8:23-9:1: «Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch'è ora nell'angoscia. Come nei tempi passati Iddio coprì d'obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così nei tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, di là dal Giordano, la Galilea dei gentili. Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte, la luce risplende.»

Osservazioni chiarificatrici dei passi precedent [Nuovo Testamento] i L'espressione «gran luce» designa quella che emana il sole (vedasi Genesi 1:16). Qui tale espressione è usata per il Messia che in Malachia 4:2 vien detto «sole di giustizia» e in Giovanni 8:12 «luce del mondo». Egli doveva risplendere nell'oscurità spirituale di Israele come un sole sorgent [Nuovo Testamento] e. Da Isaia si ricava che gli abitant [Nuovo Testamento] i di Zabulon e di Neftali presso il mar di Tiberiade, (detto pure lago di Gennesaret o mar di Galilea), avrebbero visto per primi questa luce e perciò ne sarebbero stati coperti di gloria. Dopo queste osservazioni su Isaia è chiaro che il Messia avrebbe cominciato il suo servizio pubblico nella regione della Galilea.

La conferma data dal [Nuovo Testamento]

In Matteo 4:12-14,17 sta scritto: «Or Gesù avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea. E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare (detto di Tiberiade o di Galilea) ai confini di Zabulon e di Neftali,... Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino.»

La stessa cosa viene confermata anche in Luca 23:5 (vedasi pure Matteo 4:18-25).

I miracoli del Messia

In parecchi passi dell'AT viene asserito con forza che alla comparsa del Messia vi sarebbero stati dei miracoli. In Isaia 35:4-6 si legge: «Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: Siate forti, non temete! Ecco il vostro Dio verrà! Verrà egli stesso a salvarvi. Allora s'apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto cant [Nuovo Testamento] erà di gioia.»

In Isaia 29:24 è profetizzato ancora un ulteriore miracolo: «I traviati di spirito impareranno la saviezza.»

Quindi tramite il Messia dovranno essere risanati paralitici, ciechi, sordi, muti e traviati di spirito.

L'Adempimento delle profezie confermato dal[Nuovo Testamento]

Nel[Nuovo Testamento] viene confermato con tutta la chiarezza possibile che questi, e altri miracoli, sono stati operati dal Signore Gesù. Ad esempio, in Giovanni 9 viene guarito un cieco, in Marco 2:3-12 un paralitico, in Matteo 15:29-31 un muto e in Marco 7:31-37 un sordo. Per quel che concerne i traviati di spirito, non si può pensare al lunatico di Matteo 4:24 che pure fu guarito?

L'Adempimento confermato da Giuseppe Flavio

L'Adempimento di queste profezie non viene confermato soltanto dagli scritti del[Nuovo Testamento], ma anche da altre font [Nuovo Testamento] i storiche. Lo storico ebraico Giuseppe Flavio scrive, di nuovo nella sua opera «Ant [Nuovo Testamento] iquitates Judaicae» pubblicata nell'anno 93 d.C, il seguent [Nuovo Testamento] e interessante riferimento al Signore Gesù: «In tal tempo, (cioè al tempo di Pilato, 26-36 d.C), apparve Gesù, un uomo sapient [Nuovo Testamento] e, taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu un maestro per gli uomini che accettavano volent [Nuovo Testamento] ieri la verità.»20

L'autenticità della citazione di Flavio

Siamo qui in possesso di una conferma davvero straordinaria che il Signore Gesù ha operato miracoli, apportata da un Ebreo vissuto nel 1° secolo, e che non era nemmeno cristiano. Questo passo fu messo in dubbio da vari critici come «int [Nuovo Testamento] erpolazione cristiana posteriore». Per esser precisi, dal punto di vista della critica dei testi (cioè dall'esame dei vecchi manoscritti tramandatici), non appare giustificato neanche il minimo dubbio in merito a una simile falsificazione.

Vi è da aggiungere l'interessante constatazione che Eusebio (263-339) ha conosciuto questo passo, perché lo riporta due volte nei suoi scritti. Una volta nella «Storia della chiesa» I,12 e una volta nella «Demonstratio Evangelica» III,5.

Vi è pure da notare che, fra gli altri, il Dott. H. St. John Thackeray, uno dei più importanti studiosi inglesi delle questioni concernent [Nuovo Testamento] i Giuseppe Flavio, ha di recent [Nuovo Testamento] e constatato che questo passo mostra determinate peculiarità linguistiche che sono caratteristiche di Giuseppe Flavio!

I miracoli vengono confermati dal Talmud

Nel Talmud babilonese (Trattato Sanhedrin 43a) viene ammesso, che in Israele sono effettivamente, successi dei miracoli, operati dal Signore Gesù. Tuttavia se ne parla in modo blasfemo qualificandoli di operazioni magiche (vedasi Matteo 12:24).

La testimonianza di Giustino Martire

Un'ulteriore conferma dei miracoli del Signore Gesù si trova in Giustino Martire (morto verso il 165 d.C). Nel suo «Dialogus cum Tryphoni Judeo», capitolo 69, Giustino viene a parlare dei rimproveri mossi dagli Ebrei al Signore Gesù. Egli vi menziona che si chiama il Signore Gesù mago («Magos») e anche traviatore del popolo («Laoplanos»).

La testimonianza di Origene

Un ulteriore documento quasi dello stesso tenore si trova presso Origene (185-254 d.C.), che ne parla nel suo scritto «Cont [Nuovo Testamento] ra Celsum» 1,28. Origene vi si riferisce a uno scritto anti cristiano compilato da un certo Celso verso il 178 d.C.

Salmo 72

Anche nel Salmo 72:12-13, come del resto pure in molti altri passi dell'AT, si parla dell'attività pubblica del Messia. Vi è scritto:

«Poiché egli libererà il bisognoso che grida, e il misero che non ha chi l'aiuti. Egli avrà compassione dell'infelice e del bisognoso, e salverà l'anima dei poveri.»

Il bisognoso che grida

In Luca 18:35-43 è scritto: «Or avvenne che com'egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando; e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse. E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno. Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me! E quelli che precedevano, lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuolo di Davide, abbi pietà di me! E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò: Che vuoi tu ch'io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch'io ricuperi la vista. E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t'ha salvato. E in quell'istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.»

Il misero che non ha chi l'aiuti

L'invocazione del «misero che non ha chi l'aiuti» si trova, ad es., in Giovanni 5, dove si parla di un uomo che era malato già da 38 anni e pur dovette dire di non avere nessuno che lo assistesse. Anch'egli venne risanato da Gesù.

Compassione dell'infelice e del bisognoso

Luca 13:10 e seguent [Nuovo Testamento] i dice della compassione del Messia per un essere infelice o debole, come può pure essere tradotta la parola ebraica del Salmo 72. La compassione per un povero o per un mendicante viene, ad es., pure descritta in Giovanni 9 (vedasi verso 8).

Il profeta
Dopo aver ora scritto di alcune delle opere del Messia, vogliamo occuparci brevemente delle parole pronunciate dal Messia. In Deuteronomio 18, Mosè annunciò il Messia come profeta. Tal passo fu sempre ben compreso come profezia messianica, il che fra l'altro risulta dai ritrovamenti di Qumran, in cui si parla di questo Messia venturo. Ecco il testo di Deuteronomio 18:15,17-19: «L'Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d'infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto... E l'Eterno mi disse: Quello che han detto, sta bene; io susciterò loro un profeta come te, di mezzo ai loro fratelli, e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole ch'egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.»

L'adempimento

Gesù ha dimostrato di essere anche profeta, facendo predizioni sul futuro, il cui Adempimento può essere facilmente dimostrato. 21

Per l'esattezza, la parola ebraica usata per «profeta» non indica solo un preannunciatore di cose future, ma anche, in genere, chi annuncia la volont [Nuovo Testamento] à di Dio. Questo è importante, perché dal Salmo 40:10 risulta che il Messia annuncierà in Israele (la grande assemblea) fedeltà, salvezza, benignità, verità e giustizia di Dio.

L'Adempimento di tutto ciò si trova negli Evangeli (vedasi ad es., il Sermone sul monte; Matteo 5). Adesso però si pone la questione di sapere come il popolo di Israele reagirebbe nei confronti del suo Messia.

3. La reazione del popolo di Israele verso il suo Messia

Uno dei maggiori paradossi

Il Messia promesso e tanto desiderato doveva essere respinto e odiato dal suo popolo! Così predissero i profeti, e così si adempì effettivamente col Signore Gesù. In Isaia 49:7 si parla del Messia come di «colui ch'è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione».2" Nel Salmo 69:4 si ode il Messia lament [Nuovo Testamento] arsi dell'odio che gli venne opposto da parte del popolo: «Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi dei capelli del mio capo; sono potent [Nuovo Testamento] i quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici.»

Nel Salmo 109:3-4 dice: «M'hanno assediato con parole d'odio, e m'hanno fatto guerra senza cagione. Invece dell'amore che porto loro, mi sono avversari, ed io non faccio che pregare.»

I capi del popolo ebraico disprezzano il Messia

Nel libro del profeta Isaia è menzionato il disprezzo del Messia da parte dei capi della nazione ebraica. In Isaia 53:2-3 sta scritto:

«Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.»

L'espressione «Ishim» usata dall'ebraico, tradotta qui con uomini, int [Nuovo Testamento] ende, fra l'altro, persone potent [Nuovo Testamento] i e d'elevata condizione!22

Al Messia vengono tesi tranelli

Il Messia dice nel Salmo 35:7: «Poiché, senza cagione, m'hanno teso di nascosto la loro rete, senza cagione hanno scavato una fossa per togliermi la vita.»

Varie volte vien rapportato nel[Nuovo Testamento] che al Messia furono tesi tranelli da parte di guide spirituali del giudaismo e che lo si voleva cogliere in fallo con domande tendenziose (vedasi Luca 11:53-54; 14:1-5; Marco 12:13-17; vedasi anche Luca 6:7).

Int [Nuovo Testamento] enzioni omicide contro il Messia

Nel Salmo 31:13 il Messia si lagna ancora per qualcosa di peggio: «Perché odo il diffamare di molti, spavent [Nuovo Testamento] o m'è d'ogni int [Nuovo Testamento] orno, ment [Nuovo Testamento] r'essi si consigliano a mio danno, e macchinano di togliermi la vita.»

Marco 3 illustra l'adempimento: «E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.» (3:6)

Giovanni 11:53 conferma pariment [Nuovo Testamento] i l'Adempimento del Salmo 31:13.

respinto, il 15 Nisan del 32 d.C.

Il Messia doveva essere respinto completamente sia dal popolo minuto che dai suoi capi. Come si manifestò in modo impressionant [Nuovo Testamento] e il rifiuto totale in quel 15 Nisan del 32 d.C, allorché Gesù fu di front [Nuovo Testamento] e a Pilato!

«E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo, disse loro: Voi mi avete fatto comparir dinanzi questo uomo come sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo in presenza vostra esaminato, non ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l'accusate; e neppure Erode, poiché egli l'ha rimandato a noi, ed ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò. Ma essi gridarono tutti insieme: Fa' morir costui, e liberaci Barabba! (Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio.) E Pilato da capo parlò loro, desiderando

liberar Gesù; ma essi gridavano: Crocifiggilo, crocifiggilo! E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò. Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvent [Nuovo Testamento] o. E Pilato sent [Nuovo Testamento] enziò che fosse fatto quello che domandavano.» (Luca 23:13-24)

4. Giuda Iscariota.
Nel precedente capitolo abbiamo scritto dell'inimicizia e dell'odio del popolo d'Israele contro il Messia. Però nell'AT si parla in vari punti specialmente di un determinato uomo del popolo d'Israele che odierà il Messia in un modo tutto particolare. Questa persona preannunciata ha trovato il suo Adempimento completo in Giuda Iscariota. Si tratta dei passi di Salmi quali il 41, il 55, il 69, il 109 e Zaccaria 11.

Salmo 41

Nel Salmo 41:9 il Messia parla per bocca di Davide: «Perfino l'uomo col quale vivevo in pace (cioè il mio amico) nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro di me.»

L'amico e il confidente.
Quest'uomo doveva dunque essere un amico del Messia. Giuda Iscariota lo fu effettivamente durante tre anni circa, allorché era discepolo del Signore Gesù (vedasi i raccont [Nuovo Testamento] i degli evangeli e Matteo 26:50, dove viene detto «amico»). Di quest'uomo viene pure affermato che il Messia aveva fiducia in lui. Non ha forse quanto detto trovato il suo Adempimento nel fatto che il Signore Gesù affidò la tenuta della borsa comune a Giuda? (Giovanni 12:6; 13:29).

Il pane del Messia.
Il Salmo 41:9 è ricco di dettagli. Questo nemico doveva mangiare il pane (ebraico: «Lechem») del Messia. Perciò questo traditore doveva ricevere dal Messia un boccone di pane, e mangiarlo, prima di «alzare il calcagno» contro l'Unto.

L'Adempimento si trova in Giovanni 13:21-30 dove viene descritta l'ultima Pasqua del Signore Gesù con i suoi discepoli:

«Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e così apertamente si espresse: In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà. I discepoli si guardavano l'un l'altro, stando in dubbio di chi parlasse. Or, a tavola, inclinato sul seno di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava, Simon Pietro quindi gli fece cenno e gli disse: Di', chi è quello del quale parla? Ed egli, chinatosi così sul petto di Gesù, gli domandò: Signore, chi è? Gesù rispose: E' quello al quale darò il boccone dopo averlo int [Nuovo Testamento] int [Nuovo Testamento] o. E int [Nuovo Testamento] int [Nuovo Testamento] o un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. E allora, dopo il boccone, Satana ent [Nuovo Testamento] rò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto. Ma nessuno dei commensali int [Nuovo Testamento] ese perché gli avesse detto così. Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa; ovvero che desse qualcosa ai poveri. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.»

Salmo 55.
Nel Salmo 55:12-14, il Messia dice: «Poiché non è stato un nemico che mi ha fatto vituperio; altriment [Nuovo Testamento] i, l'avrei comportato; non è stato uno che mi odiasse a levarmisi contro; altriment [Nuovo Testamento] i, mi sarei nascosto da lui; ma sei stato tu, l'uomo che io stimavo come mio pari, il mio compagno e il mio int [Nuovo Testamento] imo amico. Insieme avevamo dolci colloqui, insieme ce n'andavamo fra la folla alla casa di Dio.»

I rapporti fidati.
Anche in questo passo, il traditore viene chiamato «amico» dal Messia. Viene pure ripetuto ancora una volta che il Messia aveva fiducia in lui. Quasi per tre anni, Giuda Iscariota era stato l'accompagnatore fidato del Signore Gesù, insieme con gli altri discepoli, e adempì così il Salmo 55:14 in modo assai preciso:

Andare alla casa di Dio.
Dai raccont [Nuovo Testamento] i evangelici risulta che Giuda Iscariota andava spesso nel tempio con Gesù e gli altri discepoli. Proprio in tali occasioni, conveniva spesso nel tempio una gran folla, per ascoltare i discorsi del Signore Gesù (vedasi in merito, ad es., Luca 19:47-21:38, specialmente Luca 19:47-48 in collegament [Nuovo Testamento] o con 20,45)! Così si adempì letteralmente anche l'«insieme ce n'andavamo tra la folla alla casa di Dio»!

Il vituperio.
Dal Salmo 55:12-14 risulta inoltre che questo traditore farà vituperio al Messia. Non si è qui costretti a pensare subito al bacio di Giuda? Non fu un terribile vituperio allorché Giuda Iscariota consegnò il Signore Gesù denunciandolo con un bacio (vedasi Matteo 26:47-50)?

E' vero che spesso si parla del bacio di Giuda, ma chi ha già sentito parlare di un saluto di Giuda? In Matteo 26:49 si legge che Giuda Iscariota salutò Gesù con queste parole: «Chaire, Rabbi!», allorché lo tradì con un bacio.

Di solito questo saluto viene tradotto semplicemente «Ti saluto, Maestro». Ma se si vuole tradurre letteralmente dal greco questa formula di saluto, essa significa «Rallegrati, Maestro!». Che saluto blasfemo e perfido, considerando l'imminent [Nuovo Testamento] e morte terribile e crudele del Signore Gesù crocifisso!

I trent [Nuovo Testamento] a sicli d'argent [Nuovo Testamento] o

In Zaccaria 11 (circa 520 a.C.) si parla dei trent [Nuovo Testamento] a sicli d'argent [Nuovo Testamento] o per i quali Giuda Iscariota tradì il Signore Gesù. Nel verso 12, il Messia dice: «Ed essi mi pesarono il mio salario; trent [Nuovo Testamento] a sicli d'argent [Nuovo Testamento] o.»

In Matteo 26:14-16 se ne trova l'Adempimento esatto: «Allora uno dei dodici, detto Giuda Iscariot, andò dai capi e disse loro: «Che mi volete dare, e io ve lo consegnerò? Ed essi gli cont [Nuovo Testamento] arono trent [Nuovo Testamento] a sicli d'argent [Nuovo Testamento] o. E da quell'ora cercava il moment [Nuovo Testamento] o opportuno di tradirlo.»

La morte del traditore: il suo ufficio

In seguito al suo tradimento, Giuda Iscariota si suicidò (Matteo 27:5). La sua fine fu predetta nel Salmo 109:8-9: «Siano i suoi giorni pochi: un altro prenda il suo ufficio. Siano i suoi figliuoli orfani e la sua moglie vedova».

Quale ufficio occupava Giuda Iscariota, che doveva ora passare ad un altro? Luca 6:13-16 ci dice che Giuda aveva ricevuto dal Signore Gesù l'ufficio di apostolo. Dopo la morte di Giuda Iscariota, questo ufficio passò a un certo Mattia (vedasi Atti degli Apostoli 1:21-26).

Osservazioni conclusive

A mo' di conclusione deve essere detto chiaramente che Giuda Iscariota non era predestinato a tale atto. Dio, Colui che è in eterno (Jahwe!), che non è sottoposto ai mutamenti di passato, presente e futuro, come esponemmo già nell'Introduzione, ha saputo prima, che Giuda Iscariota avrebbe consegnato ai nemici il Messia di propria volontà, e perciò potè far conoscere ai profeti, con molti secoli d'anticipo, le azioni e le intenzioni di questo uomo.

Quarto capitolo. La condanna, l'esecuzione e la risurrezione del Messia.
1. La condanna

Nel precedente capitolo fu trattato il paradosso del rifiuto del Messia promesso, da parte del popolo d'Israele. Nel presente, saranno trattate alcune profezie, che hanno esposto il punto culminantr del rigetto, cioè la condanna e la crocifissione del Messia. Nel Salmo 69:4 si sente la voce del Messia, nel suo lament [Nuovo Testamento] o: «Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi dei capelli del mio capo; sono potent [Nuovo Testamento] i quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici.»

Fu già citato il lament [Nuovo Testamento] o del Messia nel Salmo 31:13: «Perché odo il diffamare di molti, spavent [Nuovo Testamento] o m'è d'ogni int [Nuovo Testamento] orno, mentre essi si consigliano a mio danno e macchinano di togliermi la vita.» (vedasi Marco 3:6 e Giovanni 11:53)

Colpito di condanna

Questo odio e questo rifiuto fecero sì che il Messia promesso nell'AT venisse condannato a morte. Nel noto capitolo 53 del profeta Isaia viene descritto col verbo al perfetto profetico come il Messia doveva essere condotto per esser condannato: «Maltrattato, umiliò sé stesso, e non aperse la bocca. Come l'agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca.» (Isaia 53:7)

Non vien forse detto questo, con chiarezza ed evidenza, negli Evangeli? Egli si lasciò portar via senza opporre alcuna resistenza, anzi volontariamente.

Testimoni ingiusti

Nel Salmo 35:11,12 si sente il Messia che dice: «Iniqui testimoni si levano... Mi rendono male per bene...»

Nel Salmo 38:14 viene espressa la medesima realtà: «Son come un uomo che non ascolta, e nella cui bocca non è replica di sorta.»

Il perfetto Adempimento di questa parola profetica si trova in Matteo 26:59-62: «Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente, si fecero avanti due testimoni che dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni. E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Ma Gesù taceva.»

In questo passo, appare in tutta la sua evidenza, l'odio risentito contro il Messia. Doveva essere assassinato a tutti i costi, sebbene egli avesse fatto loro soltanto del bene e non lo si potesse accusare d'alcun misfatto.

I maltrattamenti: In Isaia 50 viene preannunciato il modo con cui il Messia sarà trattato in questa seduta del tribunale: «Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance, a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto all'onta e agli sputi.» (Isaia 50:6)

Matteo 26:66-67 illustra l'adempimento: «Ed essi, rispondendo, dissero: E' reo di morte. Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni; e altri lo schiaffeggiarono.»

Anche il profeta Michea fa conoscere dettagli di questa seduta giudiziaria: «Colpiscono con la verga la guancia del giudice d'Israele (cioè del Messia)!» (Michea 4:14)

Matteo 27:30 ne descrive l'adempimento: «E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo.»

La flagellazione

Giovanni 19:1 dice: «Allora dunque Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.»

Leggendo di questa scena della flagellazione, si deve sapere che i flagelli usati allora dai Romani erano strisce di cuoio fissate ad un manico e portant [Nuovo Testamento] i all'estremità pezzetti di metallo appunt [Nuovo Testamento] iti, pietre e persino ganci, che laceravano la carne del flagellato e la riducevano ad una informe massa sanguinant [Nuovo Testamento] e. Nel Salmo 129:3 il Messia parla profeticamente della sua flagellazione: «Degli aratori hanno arato sul mio dorso, v'hanno tracciato i loro lunghi solchi.»

La corona di spine

In Matteo 27:29 è detto che al Signore Gesù fu posta sul capo una corona di spine. Si trattava di spine che potevano raggiungere 5-8 centimetri. Secche, erano dure e acuminate, come aghi. Se a qualcuno veniva imposta sul capo una simile corone di spine, la pelle ne veniva lacerata in innumerevoli punti, insorgevano grandi dolori, il sangue colava abbondante, i capelli ne venivano impiastricciati e pendevano in disordine. Uno spettacolo altamente sconvolgente! Adesso si comprendono le parole di Isaia 52:14, con le quali secoli prima Iddio aveva attestato del suo Messia: «Come molti, vedendolo, son rimasti sbigottiti tanto era disfatto il suo sembiante sì da non parere più un uomo, e il suo aspetto sì da non parer più un figliuol d'uomo.»

2. La crocifissione.
Nel Salmo 22, un Salmo di Davide, fu descritta fin nei minimi dettagli la crocifissione del Messia, mille anni prima che avvenisse il fatto. La crocifissione stessa non era mai stata il tipo di condanna con cui gli Ebrei punivano un malfattore (gli Ebrei lapidarono spesso i malfattori; vedasi ad es., Levitico 20:2 e altri passi). L'esecuzione tramite crocifissione fu praticata solo secoli dopo la stesura del Salmo 22, anzitutto dai Romani.

Da parte ebraica, il Salmo 22 fu interpretato come messianico nel libro Pegista Rabbati. I dolori vi vengono intesi come dolori espiatori! 22a.

Facciamo seguire il Salmo in parola: «Per il capo dei musici. Su Cerva dell'aurora. Salmo di Davide.

(1) Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito? (2) Dio mio, io grido di giorno, e tu non rispondi; di notte ancora, e non ho posa alcuna. Eppur tu sei il SAntO, che siedi circondato dalle lodi d'Israele. I nostri padri confidarono in te; confidarono e tu li liberasti. Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furon confusi.

(6) Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini, e lo sprezzato del popolo.

Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell'Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!

Sì, tu sei quello che m'hai tratto dal seno materno; m'hai fatto riposar fidente sulle mammelle di mia madre. A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre. Non ti allontanare da me, perché l'angoscia è vicina, e non v'è alcuno che m'aiuti. Grandi tori m'han circondato, potenti tori di Basan m'hanno attorniato; aprono la loro gola contro a me, come un leone rapace e ruggente. (14) Io son come acqua che si sparge, e tutte le mie ossa si sconnettono; il mio cuore è come la cera, si strugge in mezzo alle mie viscere. (15) Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi s'attacca al palato; tu m'hai posto nella polvere della morte.

(16) Poiché cani m'han circondato; uno stuolo di malfattori m'ha attorniato; m'hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano e mi osservano; (18) spartiscono fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste.

Tu dunque, o Eterno, non allontanarti, tu che sei la mia forza, t'affretta a soccorrermi. Libera l'anima mia dalla spada, l'unica mia, dalla zampa del leone. Tu mi risponderai liberandomi dalle corna dei bufali.

Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea. O voi che temete l'Eterno, lodatelo! Glorificatelo voi, tutta la progenie di Giacobbe, e voi tutta la progenie d'Israele, abbiate timor di lui!

Poiché egli non ha sprezzata né disdegnata l'afflizione dell'afflitto, e non ha nascosta la sua faccia da lui; ma quando ha gridato a lui, egli l'ha esaudito. Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea; io adempierò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.

Gli umili mangeranno e saranno saziati; quei che cercano l'Eterno lo loderanno; il loro cuore vivrà in perpetuo. Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell'Eterno e si convertiranno a lui; e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno nel tuo cospetto. Poiché all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni. Tutti gli opulenti della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendono nella polvere e non possono mantenersi in vita s'inchineranno dinanzi a lui.

La posterità lo servirà; si parlerà del Signore alla futura generazione. Essi verranno e proclameranno la sua giustizia, e al popolo che nascerà diranno come egli ha operato.»

Mani e piedi forati. Nel verso 16, il Messia dice: «Poiché cani m'han circondato; uno stuolo di malfattori m'ha attorniato m'hanno forato le mani e i piedi.»

L'espressione «Cani» serviva a designare i non Ebrei (vedasi Matteo 15:21-28).23 Doveva essere un gruppo di non Ebrei, una banda di stranieri, che forerebbe al Messia le mani e i piedi,24 cioè che lo crocifiggerebbe.

Matteo 27:27-31, conferma questa realtà con molta chiarezza: «Allora, i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. E spogliatolo, gli misero addosso un mant [Nuovo Testamento] o scarlatto; e int [Nuovo Testamento] recciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e una canna nella man destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui lo beffavano, dicendo: Salve, re dei Giudei! E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo. E dopo averlo schernito, lo spogliarono del mant [Nuovo Testamento] o, e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo menaron via per crocifiggerlo.»

Vestiti divisi e sorteggiati

Nel verso 18 è detto di questi non Ebrei, che prima si dividono i vestiti del Messia e poi getteranno la sorte sulla sua veste. Anche questi dettagli hanno trovato preciso adempimento: «I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica. Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Dissero dunque fra loro: Non la stracciamo, tiriamo a sorte a chi tocchi.» (Giovanni 19:23-24)

Ossa sconnesse.
Nel verso 14 il Messia dice: «... e tutte le mie ossa si sconnettono.»
Che parole terribili e sconvolgenti! Le membra, che ora pendono ai chiodi conficcati nelle mani e nei piedi, vengono sconnesse dal peso del corpo del crocifisso!

Sudore e sete.
La grande afflizione, il sudore e la sete del Messia colpito da sofferenze indescrivibili, vengono espressi dai versi 14 e 15: «Io son come acqua che si sparge... Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi s'attacca al palato.»

Luce e tenebre.
Nel verso 2 si parla di periodi int [Nuovo Testamento] ermittent [Nuovo Testamento] i di luce e di oscurità: «Dio mio, io grido di giorno, e tu non rispondi: di notte ancora, e non ho posa alcuna.»

Marco 15:25,33-34 ne mostra l'adempimento: «Era l'ora terza quando lo crocifissero... E venuta l'ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all'ora nona.»

Anche in Isaia 50 (come nel Salmo 88, versetto 1) si parla di questa oscurità. Con stretto riferimento alla condanna del Messia, Iddio dice in Isaia 50:3: «Io rivesto i cieli di nero, e dò loro un cilicio per coperta.»

Conferma dell'oscurità data da Tallo.
Le tenebre durate tre ore il giorno della crocifissione del Signore

Gesù vengono confermate pure da font [Nuovo Testamento] i extrabibliche. Lo storico samaritano Tallo, che scrisse a Roma nell'anno 52 d.C, ne parlò nelle sue oramai irreperibili, «Historiae». Però un loro framment [Nuovo Testamento] o si trova in Giulio Africano ai primi del terzo secolo d.C. Vi si legge: «Tallo spiega nel terzo libro delle sue che l'oscurità fu dovuta ad un eclissi solare, immotivatamente, come mi sembra.»25

L'obiezione di Giulio Africano è importantissima, poiché realmente non può essersi trattato di un eclissi solare, giacché questa non causa tre ore int [Nuovo Testamento] ere di oscurità totale e poi perché in tempo di plenilunio è impossibile che si verifichi un'eclissi totale di sole (la crocifissione ebbe luogo il 15 Nisan del 32 d.C, e verso questa metà del mese la luna era piena). Si deve essere trattato di un miracolo, che però i profeti hanno predetto nel modo più esatto possibile e che può essere document [Nuovo Testamento] ato ottimamente con font [Nuovo Testamento] i storiche.

Derisione e vergogna.
Nei versi 6-8, il Messia parla della derisione e dei dileggi che dovrà sopportare da ogni parte: «Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini, e lo sprezzato dal popolo. Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell'Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!»

Il [Nuovo Testamento] mostra in Matteo 27:39-44 come anche questo s'adempì: «E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce! Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: Ha salvato altri e non può salvar sé stesso! Da che è il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S'è confidato in Dio; lo liberi ora, s'Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio. E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.»

Annoverato fra i malfattori; la sua misericordiosa intercessione.
Isaia 53:12 parla dei due malfattori che furono crocifissi con Gesù, come pure della sua misericordiosa int [Nuovo Testamento] ercessione per i suoi torment [Nuovo Testamento] atori: «Ha dato sé stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori (o malfattori), perché egli ha portato i peccati di molti e ha int [Nuovo Testamento] erceduto per i trasgressori.» (Vedasi Luca 23:32-34: «Or due altri, due malfattori, erano menati con lui per esser fatti morire. E quando furono giunti al luogo detto, crocifissero quivi lui e i malfattori, l'uno a destra e l'altro a sinistra. E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!»)

Fiele e aceto.
Un ulteriore dettaglio della crocifissione si trova nel Salmo 69:21, dove il Messia crocifisso dice: «Anzi mi han dato del fiele per cibo, e, nella mia sete, m'han dato a ber dell'aceto.» Per fiele sta in ebraico «Rosch» e in greco «Chole».25a

Questo passo attesta che al Messia fu dato prima fiele per cibo e poi aceto per la sua sete. L'Adempimento per il fiele (greco: «Chole»!) offerto al Messia, si trova in Matteo 27:32-35: «Or nell'uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e lo costrinsero a portar la croce di Gesù. E venuti ad un luogo detto Golgota, che vuol dire: Luogo del Teschio, gli dettero a bere del vino mescolato con fiele; ma Gesù non volle berne. Poi, dopo averlo crocifisso...»

La descrizione del modo in cui si diede l'aceto al Messia, si trova in Matteo 27:45-48: «Or dall'ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all'ora nona. E verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce: Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Ma alcuni degli astant [Nuovo Testamento] i, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia. E subito un di loro corse a prendere una spugna; e inzuppatala d'aceto e postala in cima ad una canna gli die' da bere.»

La morte.
La conclusione di tutti questi dolori insondabili viene espressa nel Salmo 22:15, dove il Messia prega il suo Dio: «Tu m'hai posto nella polvere della morte.»

Nel Salmo 31,5 si trova l'ultima parola del Messia crocifisso: «Io rimetto il mio spirito nelle tue mani» (vedasi il relativo Adempimento in Luca 23:46).

Nel sepolcro di un ricco.
Un'importante profezia messianica si trova in Isaia 53:9, dove è scritto: «Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca.»

I malfattori venivano spesso bruciati ad occidente di Gerusalemme, nel fuoco del Tofet. Questo quindi sarebbe stato il sepolcro del condannato. Ma da Isaia 53:9 si vede che Dio non permetterà nessun altro oltraggio dopo la morte del Messia, e che il Messia riposerà da morto presso un ricco. L'Adempimento di questa profezia si trova in Matteo 27:57-60: «Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anch'egli discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò, che il corpo gli fosse rilasciato. E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto, e lo pose nella propria tomba nuova, che avea fatto scavare nella roccia e dopo aver rotolato una gran pietra contro l'apertura del sepolcro, se ne andò.»
In ebraico la parola «morte» di Isaia 53:9 sta al plurale, volendo così esprimere tutto lo strazio di questo genere di morte. [26]

La durata della vita.
Si trova nell'AT anche un accenno all'età che avrà il Messia morente? Nel Salmo 102: anche un Salmo messianico, il Messia si lagna, pregando il suo Dio, per il fatto che deve morire: «Io ho detto: Dio mio, non mi portar via, nel mezzo dei miei giorni!» (Salmo 102:24) L'espressione «nel mezzo dei miei giorni» è facile da comprendere se si conosce il Salmo 90, in cui si parla del breve tempo di vita dell'uomo su questa terra. Nel verso 10 si legge: «I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni... e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliamo via.»

Se quindi la durata probabile della vita di un Ebreo era in media di 70 anni, appare chiaro quel che si intende con l'espressione «nel mezzo dei miei giorni». Il Signore Gesù ha adempiuto anche questa profezia, giacché morì a circa 36 anni. Cominciò il suo servizio pubblico quando aveva all'incirca 33 anni (Luca 3:23) e operò quasi tre anni fino alla sua morte in croce.

Nessun osso rotto.
Una predizione alquanto strana è scritta per il Messia nel Salmo 34:20: «Egli (Jahwe) preserva tutte le ossa di lui, non uno ne è rotto.»

Se si confront [Nuovo Testamento] a questa profezia col suo adempimento, appare tutto chiaro. In Giovanni 19:31-33 si legge: «Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno) chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via. I soldati dunque vennero e fiaccarono le gambe al primo, e poi anche all'altro che era crocifisso con lui; ma venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe.»

Il posto preciso della sua morte.
Il punto preciso dove il Messia doveva morire era noto già dal tempo di Abrahamo (circa 1900 a.C.).

In Genesi 22:1-19 viene descritta la storia del sacrificio di Isacco. Essa ebbe luogo su un monte della terra di Moriah o del Moriah, (secondo un'altra versione: ebraico «Erez hammorijah»!, vedasi Genesi 22:2).

Moriah è il monte del tempio di Gerusalemme (cfr. 2. Cronache 3:1). Perciò, il «paese di Moriah», o del Moriah, è semplicemente la regione circostante Gerusalemme. Isacco non vi trovò la morte, perché, come figlio di Abrahamo era unicamente un Typos, un modello in vista del Messia. Al luogo del sacrificio di Isacco (non si trattò quindi del monte Moriah stesso, ma di una montagna ad esso prossima!), Abrahamo diede il nome «Jahwe jireh». (L'Eterno vede o provvede, vedasi verso 14 e versi 7-8). Ciò significa che Iddio avrebbe provveduto su tale monte per la vera vittima a cui questa storia mira tipologicamente (come esempio). Perciò Genesi 22:14b afferma: «Per questo si dice oggi: Al monte dell'Eterno sarà provveduto.»

Non è forse morto realmente nel paese di Moriah il nostro Signore Gesù, fuori di Gerusalemme, sulla collina del Golgota? (vedasi Giovanni 18+19; Ebrei 13:12). In tal modo, ha adempiuto pure questa profezia!

L'importanza della passione e della morte del Messia.
Per poter illustrare l'importanza della passione e della morte del Messia, si deve fare qualche passo indietro. La Bibbia afferma in moltissimi versi dell'AT (ad es. nel Salmo 14) e del [Nuovo Testamento], che tutti gli uomini hanno peccato, senza alcuna eccezione. Romani 3:23 dice: «Non v'è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio.»

Iddio però è un Dio infinitamente SAntO e giusto (Giosuè 24:19; Salmo 7:11), e non può in nessun modo tollerare o passare sopra il peccato, cioè su tutto ciò che è in cont [Nuovo Testamento] raddizione coi suoi pensieri o la sua persona (vedasi Habacuc 1:13). Perciò avrebbe dovuto maledire e condannare ogni uomo. Ma la Bibbia dice pure che Dio è amore (1. Giovanni 4:8) e perciò non vuole maledire e condannare nessuno, anzi «vuole che tutti gli uomini siano salvati», dice 1. Timoteo 2:4! Così si rese necessario che Dio trovasse una soluzione per poter offrire agli uomini, in conformità alla sua sant [Nuovo Testamento] ità e giustizia, il perdono dei peccati e la salvezza eterna. Ma questo era solo possibile se un uomo perfetto, senza peccato e SAntO, sopportasse come sostituto il giudizio di Dio. Così Iddio inviò suo Figlio e lo fece divenire uomo, La Scrittura dice espressamente del Signore Gesù che egli non commise alcun peccato (1. Pietro 2:22) e nel[Nuovo Testamento] lo chiama sette volte il «Giusto». Allorché il Signore Gesù era appeso alla croce, Iddio lo caricò dei peccati di tutti quelli che hanno creduto in lui e che ancora crederanno. Sì, nelle tre ore di tenebre, egli lo ident [Nuovo Testamento] ificò con tutti questi peccatori e scaricò su di lui tutto il giudizio dell'ira divina (1. Pietro 2:24; 2. Corinzi 5:21; Isaia 53:10). In queste tre ore, Iddio abbandonò completamente il Messia e perciò questi dovette emettere il terribile grido: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Salmo 22:1; Matteo 27:46) Quindi Gesù, il Messia, morì (Matteo 27:50), portando a termine l'opera redentrice (Giovanni 19:30)! Ora Iddio può donare il perfetto perdono ad ogni peccatore che si affida al Signore Gesù come trasgressore pent [Nuovo Testamento] ito e convertito, confessandogli in preghiera i propri peccati (1. Giovanni 1:9); ma sempre in base al sangue versato da Gesù sul Golgota (Efesini 1:7). Infatti leggiamo in Ebrei 9:22 che senza spargiment [Nuovo Testamento] o di sangue è escluso che vi possa essere remissione dei peccati. In questo moment [Nuovo Testamento] o hanno trovato Adempimento pure le parole di Isaia 53:3-6: «Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia. Era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. E, nondimeno, eran le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s'era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cadere su lui l'iniquità di noi tutti.»

3. Leggendo Isaia 53

Poiché Isaia assume un posto di tanta importanza nella profezia messianica, questo passagGiovanni deve essere considerato a parte e più a fondo. I capitoli 52:13-53:12 possono essere definiti a ragione «L'evangelo secondo Isaia». L'Eterno annunciò quasi 700 anni prima di Cristo, tramite i profeti, che la «Speranza d'Israele», il Messia atteso, sarebbe stato incomprensibilmente disprezzato e respinto dal suo popolo. Tuttavia questo «Evangelo» mostrò anche che il Messia non sopporterà dolori solo da parte degli uomini, ma anche sotto la mano di Dio, cosicché egli morrà sostitutivamente come giusto per gli ingiusti, per poterli salvare dai loro peccati.

L'autenticità di Isaia

Per poter rifarsi alla fidatezza e all'autenticità di Isaia, bisogna riandare con la mente ancora una volta a quanto detto nell'Introduzione circa la traduzione dei Settanta e il rotolo completo di Isaia trovato a Qumran. Infatti Isaia 53 è contenuto per intero in ambedue le opere!

La diversa interpretazione ebraica di Isaia 53

Oggi il giudaismo ha abbandonato completamente l'interpretazione messianica di questo passo di Isaia. Ma come tuttavia dimostra la letteratura rabbinica, per lunghissimo tempo non fu così. Il parere più diffuso oggi sostiene che il «Servo di Dio» non è il Messia, ma il popolo d'Israele, o una sua parte. Sul popolo d'Israele sarebbero caduti i dolori descritti qui. Questa interpretazione di Isaia 53 è però insostenibile per vari motivi del cont [Nuovo Testamento] enuto:

- Quando mai ha sofferto il popolo d'Israele, o una sua parte, per i peccati di altri? Neanche uomini giusti come Noè, Daniele e Giobbe avrebbero potuto farlo, come attesta Ezechiele 14:12-20!

- Può forse essere detto di un qualsiasi Ebreo, a parte il Messia, che «non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca?» (Isaia 53:9)

- Quando mai il popolo d'Israele, o una parte di esso, è stato nel sepolcro di un ricco, anziché in uno posto fra i malfattori? (Isaia 53:9)

Int [Nuovo Testamento] erpretazioni messianiche nella letteratura rabbinica

Come già detto, nella letteratura messianica c'è tutta una serie di passi che collegano Isaia 53 al Messia. Tali passi si trovano, ad esempio, nel Talmud babilonese, Sanhedrin 98b, nel Trattato Abkath Rokel del libro Paskita (700 d.C), in un comment [Nuovo Testamento] o a Genesi 1:3 del rabbino Moses Haddarschan (11° secolo) e nel libro Rabboth (300 d.C.) su Ruth 2:12. Il rabbino Alschesch (16° secolo) dice circa Isaia 53: «I nostri antichi rabbini hanno pensato, sulla scorta della tradizione, che qui si parli del re Messia. Perciò pure noi, seguendoli, riteniamo, che dobbiamo pensare che il soggetto di questa predizione sia Davide; egli è il Messia, come è ben chiaro.»28

Nel Midrasch Tanchuma (9° secolo?) è detto a proposito delle parole «Ecco, il mio servo prospererà» (Isaia 52:13): «Questi è il re Messia che è elevato ed esaltato, reso eccelso, più in alto di Abrahamo, innalzato sopra Mosè, e più degli angeli che servono.»29

Nel Targum Jonathan Ben Uzziel14, le trasposizioni aramaiche dei profeti, che si rifanno a una tradizione rimont [Nuovo Testamento] ant [Nuovo Testamento] e al tempo precristiano, nella frase «Ecco, il mio servo prospererà» (Isaia 52:13) viene inserito addirittura il titolo «Messia».30 Vi sarebbero ancora molti altri int [Nuovo Testamento] eressant [Nuovo Testamento] i document [Nuovo Testamento] i del genere; tuttavia ora vogliamo occuparci del modo in cui queste profezie, redatte per una gran parte col «perfetto profetico» (vedasi Introduzione) si sono adempiute nel Gesù della storia.

Osservazioni sul testo di Isaia 53

Isaia 52:13: «Ecco, il servo prospererà, (o "agirà saggiamente", secondo un'altra versione) sarà elevato, esaltato, reso sommamente eccelso.»

Prima che venga descritta la terribile Passione del Messia, viene rappresent [Nuovo Testamento] ato il suo trionfo. Il Messia deve essere tolto dal sepolcro (alla risurrezione, Atti degli Apostoli 2:24); elevato in cielo (all'ascensione, Atti degli Apostoli 1:9); e sovranamente innalzato (sul trono, alla destra di Dio; Marco 16:19).

Isaia 52:14: «Come molti, vedendolo, son rimasti sbigottiti, (tanto era disfatto il suo sembiant [Nuovo Testamento] e sì da non parere più un uomo, e il suo aspetto sì da non parer più un figliuol d'uomo).»

Qui si parla del Messia maltrattato dagli uomini: il dorso del Signore Gesù fu trasformato in una sanguinolent [Nuovo Testamento] a massa e la sua carne dilaniata, allorché Pilato lo fece flagellare (con cinghie di cuoio, dalle estremità munite di acuminati pezzi di metallo, pietre o ganci; Giovanni 19:1). Sul suo capo fu posta una corona di spine, con aculei lunghi 5-8 cent [Nuovo Testamento] imetri, cosicché il sangue gli scorreva abbondant [Nuovo Testamento] e sui capelli e sul volto (Giovanni 19:2).

Isaia 52:15: «Così molte saranno le nazioni di cui egli desterà l'ammirazione: i re chiuderanno la bocca dinanzi a lui, poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato, e apprenderanno quello che non avevano udito.»

Il messaggio del martoriato Messia Gesù, fu poi annunciato in tutto il mondo fuori dei confini d'Israele, ove esso sollevò grande impressione (vedasi Romani 15:18-21). Persino i Re udirono tale notizia (Agrippa: Atti degli Apostoli 26:27-28; l'imperatore romano: vedasi Atti degli Apostoli 25:11,12 ecc).

Isaia 53:1: «Chi ha creduto a quello che noi abbiamo annunziato? E a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?»
Sebbene l'annuncio del Messia e delle sue sofferenze si diffondesse in tutto il mondo, esso incont [Nuovo Testamento] rò una grande incredulità. Solo pochi Ebrei vi credettero (Giovanni 12:37-38). Ma anche fra i non Ebrei, i pagani, sollevò (e solleva) un rifiuto profondo.

Isaia 53:2a: «Egli è venuto su dinanzi al lui come un rampollo, come una radice ch'esce da arido suolo.»
Questo verso parla della crescita del Messia come piccolo bambino (la parola ebraica «Joneq» = «Rampollo» significa contemporaneamente anche «Lattante»!). Questa crescita del Signore Gesù avvenne però «dinanzi a lui», cioè in completa comunione col suo Dio (Luca 2:40,41-52). Egli crebbe nel mezzo di un popolo cont [Nuovo Testamento] raddistint [Nuovo Testamento] o da durezza di cuore, incredulità e religiosità morta, cioè «da arido suolo».

Isaia 53:2b+3: «Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.»
Fra gli Ebrei si attendeva come Messia un combattente per la libertà, che avrebbe scosso il giogo dei Romani. Così si ebbe per Gesù che venne come mansueto servo del Signore, solo disprezzo e onta. Furono specialmente i capi del popolo che lo rifiutarono (la parola ebraica «Ishim» indica uomini di particolare alta condizione). Solo pochissimi riconobbero la sua gloria, «Piena di grazia e di verità,... gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre» (Giovanni 1:14).

Isaia 53:4a: «E, nondimeno, erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s'era caricato.»
Il Signore Gesù ha risentito profondamente le sofferenze dei molti malati di Israele: e le portò durante tutta la sua vita su questa terra (Matteo 8:16.17; vedasi Giovanni 11:33-36). (Si osservi che in questo verso si parla di «malattie» e «dolori» e non di «misfatti» o « trasgressioni»!).

Isaia 53:4b-6: «E noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cader su lui l'iniquità di noi tutti.»

Era evidente che il Messia Gesù soffrisse per la malvagità dei Romani e degli Ebrei (però questo fatto, da solo, non poteva rimettere nessun peccato), mentre nel passo profetico si afferma che nelle tre ore di tenebre Iddio lo punì alla croce come sostituto per i peccati di tutti quelli che, pentendosene, li hanno confessati al Creatore (o che lo faranno in seguito) ed hanno avuto fiducia nel sacrificio di espiazione del Golgota (o vi crederanno in avvenire) (1. Giovanni 1:9; Romani 3:23-26).

Isaia 53:7: «Maltrattato, umiliò sé stesso, e non aperse la bocca. Come l'agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca».

Il Signore Gesù sopportò tutti i maltrattamenti senza opporre resistenza. Come si è adempiuto esattamente: «come la pecora, ... non aperse la bocca...» (vedasi Matteo 26:62; 27:12-14 ecc.)!
Nell'AT si offrivano a Dio sacrifici di animali per i peccati commessi; è interessante osservare che, per es, da questo passo di Isaia si può riconoscere, che già in quel tempo era chiaro, che tali vittime erano solo prototipi in vista del sacrificio del Messia che realmente toglie i peccati!
Isaia 53:8: «Dall'oppressione e dal giudizio fu portato via (o strappato in fretta e furia). E fra quelli della sua generazione chi riflette ch'egli era stato strappato dalla terra dei viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo?»

La condanna del Signore Gesù fu solo una falsa procedura corrotta, che si ridusse a una breve caricatura di processo. Poiché «nei processi in questioni di vita e di morte» il Sinedrio doveva di solito citare come testimoni persone che avessero potuto deporre a favore dell'accusato. Dove erano invece i difensori di Gesù? In fretta e furia, si svolse il procediment [Nuovo Testamento] o. Chi può descrivere la corruzione di quella gent [Nuovo Testamento] e? Uccisero il loro Messia! Ma contemporaneamente egli morì per tutto Israele (vedasi Matteo 1:21; Giovanni 11:50,51)!

Isaia 53:9: «Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca.»

La sepoltura degli empi sarebbe stata nella valle di Hinnom, fuori della città di Gerusalemme, dove venivano bruciati i rifiuti cittadini. Ma Iddio non consent [Nuovo Testamento] ì un ulteriore oltragGiovanni Così avvenne che egli fu posto nel sepolcro del ricco Giuseppe di Arimatea (Matteo 27:57-60). La sua innocenza viene confermata tramite una triplice testimonianza apostolica:
- non conobbe peccato (2 Corinzi 5:21: Paolo)
- non commise peccato (1 Pietro 2:22: Pietro)
- non fu trovato peccato in lui (1 Giovanni 3:5: Giovanni). Isaia 53:10: «Ma piacque all'Eterno di fiaccarlo coi patiment [Nuovo Testamento] i. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per la colpa, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e l'opera dell'Eterno prospererà nelle sue mani.»

Quando il Signore Gesù fu posto in croce, carico di colpe altrui, l'Iddio SAntO e Giusto dovette abbandonarlo per tre ore (Matteo 27:45,46) e colpirlo al nostro posto. Ma avendo portato a termine l'opera redentrice, «prolungherà i suoi giorni», risorgendo dai morti il terzo giorno (Atti degli Apostoli 1:3; 10:40,41; Romani 6:9; Apocalisse 1:18 ecc).
Isaia 53:11: «Egli vedrà i frutto del torment [Nuovo Testamento] o dell'anima sua, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità.»

La sua opera redentrice comporta delle impensabili conseguenze: i peccatori possono essere liberati dalle loro colpe e sono «il frutto del torment [Nuovo Testamento] o dell'anima sua». Per mezzo suo, tutti i credent [Nuovo Testamento] i possono essere giustificati davanti a Dio (Romani 3:26).

Isaia 53:12: «Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potent [Nuovo Testamento] i, perché ha dato sé stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch'egli ha portato i peccati di molti, e ha int [Nuovo Testamento] erceduto per i trasgressori.»

Il Signore si è sacrificato di sua spont [Nuovo Testamento] anea volont [Nuovo Testamento] à (ha dato se stesso nella morte; vedasi Giovanni 10:17,18) ed è stato annoverato fra i trasgressori (ebraico «Posch gim» = delinquent [Nuovo Testamento] i, Luca 23:33), perciò Dio gli darà come ricompensa avvenire il regno messianico (Apocalisse 20:6), e anche il residuo fedele di Israele vi parteciperà (= i potent [Nuovo Testamento] i). Quando era in croce, il Signore Gesù ha int [Nuovo Testamento] erceduto per i trasgressori (Luca 23:34). Egli portò i peccati di molti, ma non di tutti (vedasi Ebrei 9:28; Marco 10:45)! Chiunque non confessa a Dio la propria colpa e non lo ringrazia per aver sacrificato il suo Messia Gesù, cadrà sotto il giudizio eterno di Dio (Matteo 25:41,46). Ma oggi è ancora giorno di salvezza; chiunque viene al Signore Gesù sarà accolto (Matteo 11:28-30)!

4. La risurrezione

Anche la risurrezione del Messia fu preannunciata nell'AT! Nel Salmo 16:8-10 parla il Messia stesso: «Io ho sempre posto l'Eterno davanti agli occhi miei; poiché egli è alla mia destra, io non sarò punto smosso. Perciò il mio cuore si rallegra e l'anima mia festeggia; anche la mia carne dimorerà al sicuro; poiché tu non abbandonerai l'anima mia in poter della morte (ebraico: Scheòl) né permetterai che il tuo SAntO vegga la corruzione.» (versione Diodati; o «la decomposizione», secondo la Riveduta della SBG 1982).

Questo passo non può assolutamente riferirsi a Davide, il compositore di questo Salmo, giacché egli morì 1000 prima che vivesse il Messia e «vide» conseguent [Nuovo Testamento] emente «la corruzione», «la decomposizione». Il suo sepolcro poteva essere visitato a Gerusalemme ancora nel 32 d.C. (vedasi Atti degli Apostoli 2:29)! Ma del Signore Gesù ci viene attestato con somma chiarezza che egli è risorto tre giorni dopo la morte e che egli «non vide la corruzione», la «decomposizione» (vedasi Matteo 28; Marco 16; Luca 24; Giovanni 20 e 21).

Giuseppe Flavio conferma la risurrezione

La risurrezione di Gesù Cristo non ci viene confermata solo da font [Nuovo Testamento] i storiche bibliche. Lo storico Giuseppe Flavio pubblicò nell'anno 93 la sua opera in 20 volumi «Ant [Nuovo Testamento] iquitates Judaicae», che egli scrisse per i Romani, affinchè questi fossero meglio informati sugli Ebrei e sulla loro religione. In essa egli si pronuncia brevemente sul giudizio e sulla risurrezione del Signore Gesù: «In tal tempo (cioè quello di Pilato, 26-36 d.C), apparve Gesù, un uomo sapient [Nuovo Testamento] e, taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu maestro per gli uomini, che accettavano volent [Nuovo Testamento] ieri la verità. Guadagnò alla sua causa molti Ebrei e anche molti Greci. Quest'uomo era il Messia. E dopo che Pilato l'ebbe condannato a morte su incitament [Nuovo Testamento] o dei nostri propri capi, quelli che lo amavano non lo abbandonarono. Giacché egli apparve loro di nuovo vivente, dopo tre giorni ...».31 Già trattando L'autenticità della citazione di Flavio (pag. 35) accennammo che questo passo fu messo in dubbio da vari critici. Si rivedano dunque gli argomenti esposti prima a favore delL'autenticità di questa citazione di Giuseppe Flavio.

Più di 500 testimoni oculari

In tutto vi furono più di 500 testimoni oculari della risurrezione (vedasi 1. Corinzi 15:3-9). Non è possibile dichiarare impostori tutti questi uomini, giacché l'insincerità è in cont [Nuovo Testamento] raddizione fondament [Nuovo Testamento] ale con l'insegnament [Nuovo Testamento] o del [Nuovo Testamento], a cui essi si attenevano con la massima fermezza e anche perché alcuni di loro non temettero di dover subire il martirio a motivo della loro fede!

Senza risurrezione, non c'è Cristianesimo
Va notato attent [Nuovo Testamento] amente il fatto seguent [Nuovo Testamento] e: verso l'anno 57 d.C, l'apostolo Paolo scrisse in una lettera ai Corinzi che la certezza della fede cristiana si basa sulla realtà della risurrezione, cioè se la risurrezione del Signore non fosse un fatto storico, la fede dei Cristiani non avrebbe alcun senso. Infatti in 1. Corinzi 15:16-19 si legge testualmente: «Difatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è risuscitato; e se Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che dormono in Cristo son dunque periti. Se abbiamo speranza in Cristo per questa vita soltant [Nuovo Testamento] o, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini.»

Se i testimoni oculari della risurrezione fossero stati ingannatori, come avrebbero poi potuto far dipendere tutta la loro predicazione da una menzogna? Perciò la risurrezione deve essere stata un'incrollabile certezza. Paolo scrive poi nel verso seguent [Nuovo Testamento] e (1. Corinzi 15:20): «Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono.»

L'importanza della risurrezione ] La risurrezione di Cristo dai morti è così importante perché risuscitando il suo Messia dai morti, Iddio voleva dare a tutti la prova che aveva accettato completamente il suo sacrificio sostitutivo ed è pront [Nuovo Testamento] o a perdonare chiunque vi ricorre e fa sua personalmente, in fede, questa opera espiatrice, confessando senza esitazioni la sua colpa personale.


Appendice. A) Note ( T - tedesco; F -> francese; I - inglese; V. - vedasi )
1 A. Lamorte: Israele - la sua terra e il suo libro, Beatenberg, 1970, pag. 28, T; v. A. Lamorte: Le scoperte archeologiche del Mar Morto - fantasia o storia? Bevaix, pag. 34,
2 John C. Trever: Manoscritti della grotta 1 di Qumran (Il grande rotolo di Isaia), Gerusalemme, 1972, I
3,4,4a Frank Moore Cross: L'antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica, Neukirchen-Vluyn,
1967, pag. 154; 155; 56; T 5,6 La Septuagint [Nuovo Testamento] a in greco e inglese, Bagster e Figli SRL, Londra, Introduzione, pag. 1; vedasi Giovanni 10:34 con Salmo 82:6 e 1. Corinzi 14:21 con Isaia 28:11,12, I
7 Traduzione della Bibbia, Lutero, con Apocrifi in appendice, Stoccarda, 1955, pag. 31, T
8 Kurt Aland, Breve lista dei manoscritti greci del [Nuovo Testamento], Berlino, 1963, T Kurt e Barbara Aland: il testo del Nuovo Testamento, 1982, pag. 87, T
9 V. anche: W. Gitt, Profezia - Manifestazione di Dio nel tempo e nello spazio, in: factum 1/2-1981, T
9a Hollenberg-Budde: Libro scolastico ebraico, Basilea e Stoccarda, 1957, pag. 75, T 9b V. Sir R. Anderson: Il principe che viene, Grand Rapids, Michigan, X edizione, 1957, pag. 67-75,1
10 Citato secondo Dale Rhoton: La logica della fede, Strombeeck Bever, Belgio, 1970, pag. 19, T
11 Citato secondo Michael Green: Nessuno venga a parlarmi di fatti, II edizione, Neuhausen-Stoccarda, 1974, pag. 19, T
12 Citato secondo Frederick F. Bruce, M.A., D.D.: La credibilità degli scritti del Nuovo Testamento, Un esame dei reperti storici, Bad Liebenzell, 1976, pag. 124, T
12a V. Talmud babilonese, Nazir 32b; Giuseppe Flavio: Ant [Nuovo Testamento] iquitates Judaicae, X, II.7; De bello Judaico, IV, 6.3 e VI, 5.4, T
13 Citato secondo Abrahamo Meister: L'Adempimento della promessa messianica dell'AT con Gesù di Nazareth, Dott. S. Kulling, Chrischonarain 201, 4126 Bettingen, pag 19, T
13a Talmud babilonese, Sanhedrin 98b
14 «Targum», plurale «Targumim»: trascrizioni e traduzioni aramaiche di quasi tutto l'AT. In seguito alla cattività babilonese, l'aramaico sostituì l'ebraico come lingua nazionale. Perciò da tal moment [Nuovo Testamento] o, alla lettura dell'AT, il testo dovette sempre essere tradotto in aramaico. Dapprima fu fatto oralmente e a memoria. Più tardi queste tradizioni di versione furono fissate per iscritto nei Targumim. Poiché esse cont [Nuovo Testamento] engono anche aggiunte come spiegazione, informano sul pensiero teologico nel giudaismo fino al tempo precristiano. Dei più antichi ed importanti Targumim fanno parte il Targum Onkelos per i cinque libri di Mosè e il Targum Jonatlìan Ben Uzziel per i profeti
15 Lo «Shebet» è in rapporto col popolo d'Israele anche espressione del fatto che la tribù che Io possiede viene considerata da Dio come testimone responsabile di front [Nuovo Testamento] e agli altri popoli.
16 Che Matteo 1 effettivamente riproduca la tavola genealogica di Giuseppe e Luca 3 quella di Maria deve essere dimostrato: in Matteo 1:16 si ha: «Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria». Da ciò risulta che Giacobbe era il padre reale di Giuseppe. In Luca 3:23 sta scritto, secondo alcune traduzioni: «Giacobbe figlio di Heli». Però nell'originale greco manca la parola «figlio»! Egli era infatti figlio di Giacobbe; e di Heli, padre di Maria, era unicamente il genero.
17 Circa la crudeltà di Archelao v. «De bello Judaico», II, 7,3 di Giuseppe Flavio
18 V. «De bello Judaico», 1,33
19 Questa citazione corrisponde alla traduzione dei LXX in Isaia 40:3; v. Matteo 3:3
20 Citato secondo Michael Green, pag 19, v. 11
21 V. per es. le sue profezie sulla distruzione di Gerusalemme (Luca 19:41-44 e 21:20-24). La sua profezia in Luca 21:20-24 servì alla salvezza di tutti i Cristiani durante l'assedio di Gerusalemme nel 70 d.C. Allorché Tito, dopo aver accerchiato la città, ritirò le sue truppe per un «motivo inspiegabile» come tramanda Giuseppe Flavio, i Cristiani si diedero alla fuga fidando nell'ordine del Signore e poterono mettersi al sicuro. In seguito vi furono l'assedio definitivo e la distruzione della città. 21a Questo verso viene interpretato messianicamente nel Talmud babilonese, Sanhedrin 97b
22 V. ad es., Benjamin Davidson, II lessico analitico ebraico e caldeo, Londra, 1970,I 22a Pesiqta Rabbati, Pisqua 36, 161b su Isaia 60:1,2 e Pisqua 37,162b su Isaia 60:10
23 Nell'AT si fa una differenza chiara e assai esatta fra animali puri e animali impuri (v. Leviti-co 11:5; Deuteronomio 14). Secondo tale ripartizione, i cani appartengono agli animali impuri. Perciò i non Ebrei, che non appartengono al popolo di Dio ( = Israele) possono essere designati figurativamente con l'espressione «Cani». Quindi non si tratta in nessun caso di un insulto, come invece lo è in italiano e anche in altre lingue!
24 La traduzione con «forato» è molto corretta. Anche la LXX comprende in tal modo l'espressione ebraica. Quindi «Kaari» per «kaarim» può essere inteso quale part. att. masch. plur. dalla radice «kvr». V. Benjamin Davidson, II lessico analitico ebraico e caldeo, pag. 45 (XXXI, I, I) e pag. 367,I
25 Citato secondo Michael Green, v. 11, pag. 15, T
25a Si int [Nuovo Testamento] ende con ciò un narcotico, un anestetico, uno stupefacent [Nuovo Testamento] e
26 V. la nota della traduzione Elberfeld di Isaia 53:9, T
27 La rottura delle ossa doveva accelerarne la morte
28 Citato secondo Abraham Meister, v. 13, pag. 13, T
29 Come sopra
30 Praticamente tutti i dolori verranno in seguito, ma facendo violenza alla lingua, tenuti lont [Nuovo Testamento] ani dal Messia. Però deve trattarsi del frutto di un lavoro redazionale posteriore fatto per motivi polemici.
31 Citato secondo Michael Green, pag. 19, vedi sopra
B) Citazioni bibliche
L'autore ha usato, per il testo tedesco, maggiormente la versione Elberfeld. Per la traduzione in italiano, le citazioni bibliche sono state tratte, per lo più, dalla Versione Riveduta italiana, edita dalla Società biblica britannica e forestiera. Il nome di Dio è stato reso con «Jahwe». Si è fatto pure ricorso alle versioni: Riveduta della Società biblica di Ginevra 1982, Diodati e ad altre ancora, pure usate in Italia.
C) Edizioni dei testi originari dell'AT e del [Nuovo Testamento]
- Biblia Hebraica Stuttgartensis Thora, Neviim Uketubim Stoccarda, 1967/77
- Novum Testament [Nuovo Testamento] um Graece Nestle-Aland XXVI edizione, Stoccarda, 1979
- The Greek New Testament [Nuovo Testamento] United Bible Societies Third Edition, 1975
- Septuagint [Nuovo Testamento] a Alfred Rahlfs Stoccarda, 1935
- Versione Elberfeld XII edizione Wuppertal, 1951
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Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine DEL TEMPO». Atti 2:23-36:
Quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi,
per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò.
...Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo
Spirito SAntO promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.
Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice: «Il Signore ha detto al mio Signore: "Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi"». Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Atti 13:33-37: Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è
scritto nel salmo secondo:
"Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato".
Siccome lo ha risuscitato dai morti,
in modo che non abbia più a tornare alla decomposizione,
Dio ha detto così: "lo vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide". Difatti egli dice altrove:
"Tu non permetterai che il tuo SAntO subisca la decomposizione".
Or Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione,
si è addorment [Nuovo Testamento] ato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo corpo si è decomposto; ma colui
che Dio ha risuscitato, non ha subito decomposizione.
1 Cor. 15:4-8: che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le
scritture; che apparve a Pietro, poi ai dodici.
Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta,
dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti.
Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all'aborto.
(Tratto dal Jewish New Testament di David Stem)
"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". DIVINITÀ (di Gesù Cristo): è dogma fondamentale del Cristianesimo.

Nell'A. T. la divinità di Cristo è adombrata:
a) Testi messianici (Gen., 3. 14 ss.; ibid. 12. 1-3 e 49,14; Num., 24. 17; Salmi; 2, 44, 71, 88, 109; Profezie: Is., 7, 14 e 9, 6; Mich., 5, 2; Ger., 23; 6; Dan., 7, 13; Malach., 3. 1). Questi testi hanno tutti la loro forza se si considerano alla luce del N. T.; presi m sé stessi non sono tutti apodittici, ma suggeriscono almeno una vaga trascendenza del futuro Messia. Particolare valore ha il testo di Is., 9, 6 dove il Messia è vaticinato come (* = Dio forte), titolo attribuito altrove a Jahwe. Non meno valida è la profezia di Mal., 3, 1, dove si predice il Precursore e il Messia. che entrerà nel tempio come Dominatore (ebr. = nome di Jahwe).
b) Testi sapienzali, che presentano la divina Sapienza quasi personificata in modo da far pensare a una distinzione di termini o soggetti nel seno della Divinità
(Prov. 8. 12 ss.; Eccli., 24, 5 ss.; Sap., 7, 21 ss. e 18, 14).
Nel N. T. la divinità di Cristo è evidente:
1) il Messia vaticinato è Cristo (in tutto l'Evangelo);
2) nei Sinottici: Cristo è Figlio di Dio unico (* = prediletto = unico): Mt., 3, 17 e 17, 5; Mc., 1, 11 e 9, 7; è confessato tale da S. Pietro (Mt., 16, 16 ss.) e Gesù approva e loda. Inoltre Gesù distingue il Padre coi possessivi «mio» e «vostro» e mai si associa con gli uomini dicendo «nostro». davanti al Sinedrio si afferma Figlio di Dio ed è condannato per questo. Si proclama superiore a Salomone (Mt., 12. 41), completa la legge divina (Mt., 5, 21), rimette i peccati alla Maddalena, al Paralitico, promette la vita eterna a chi lo ama sopra ogni cosa e lo segue, risorge da morte a vita e sale al cielo.
3) Evangelo di S. Giovanni: Cristo è il Verbo eterno, veramente Dio; è l'Unigenito dal Padre, che esiste prima di Abramo, che è una cosa sola col Padre e manda lo Spirito Santo.
4) S. Paolo afferma energicamente la divinità di Cristo specialmente in Rom., 9, 5; Col., 1, 15 e 2, 9; Filipp., 2, 6 ss.; Ebr., 1, 11; Tit., 2. 13,
La Tradizione è un coro unanime, una testimonianza di parole, di arte, di vita, di sangue. suggellata dal Conc. Niceno (325).

Per quantoriguarda altre profezie e attese messianiche, troviamo qualcosa di molto interessante anche al di fuori delle Scritture Ebraiche nelle quali sono riportati i vaticini dei profeti ebrei. Anche in altri popoli della terra si aspettava un Messia, come appunto è dimostrato dai Magi.
Chi erano e qual'era il loro sistema religioso? E' opportuno chiederselo, sia per vedere se l'attesa messianica era solo degli Israeliti, sia perchè i fatti relativi ai Magi viene riportato direttamente dal Vangelo.
 Nella " Vita di Gesù Cristo " di Giuseppe Ricciotti (Mondadori) pag. 272 troviamo questa annotazione int [Nuovo Testamento] eressant [Nuovo Testamento] e:

Il sistema teologico dei Magi è imperniato sul dualismo e sull’eterna lotta fra Bene e male e sull’attesa del saushyant [Nuovo Testamento] (soccorritore). Questo ruolo è assegnato a tre futuri personaggi che sarebbero sorti dopo Zaratustra e la cui attività è inquadrata in periodi different [Nuovo Testamento] i; all’ultimo di questi soccorritori è attribuita la parte più importante perché assicurerà il trionfo del bene sul male e condurrà l’umanità alla felicità.
Alcuni testi persiani, dopo aver nominato due soccorritori discendenti di Zaratustra, present [Nuovo Testamento] ano il terzo ed ultimo SOCCORRITORE, come partorito da una fanciulla "senza che alcun uomo le si avvicini" .
Con questo soccorritore, secondo quei testi persiani, avverrà la resurrezione dei morti, il giudizio generale dell’umanità e l’instaurazione di un regno di giustizia.
Storicamente è verosimile che verso l’inizio dell’Era cristiana fosse diffusa nella casta dei Magi (re astronomi sacerdoti) la conoscenza dell’aspettativa giudaica di un Re-Messia, che questa aspettativa straniera fosse ident [Nuovo Testamento] ificata con l’aspettativa persiana di un soccorritore e che taluni magi si int [Nuovo Testamento] eressassero della comparsa di questo atteso personaggio.
Il raccont [Nuovo Testamento] o evangelico dei Magi conferma questa ipotesi.
Un altro caso di rivelazione al di fuori della cerchia ebraica lo troviamo descritto nella Bibbia, oltre che per i magi, anche nel caso del profeta Balaam, appartenent [Nuovo Testamento] e al popolo cananeo il quale viene invitato dal suo popolo a maledire Israele, mentre Dio gli ispira una lunga benedizione che includeva la famosa frase "una stella si leverà da Giacobbe" proprio in riferimento alla venuta di un Salvatore.
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Rileggiamo ora con attenzione il testo di Matteo
Matteo 2,1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da orient [Nuovo Testamento] e a Gerusalemme e domandavano: 2. "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3. All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6. E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele". 7. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8. e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". 9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11. Ent [Nuovo Testamento] rati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono.

Come potrebbe, ragionevolmente una congiunzione di pianeti, o una cometa, o una stella qualsiasi che viaggia a miglioni di chilometri lontano dalla terra, fermarsi proprio sul luogo dove si trovava il Bambino, indicando ai Magi il luogo esatto senza possibilità di fare confusione? Forse che tale corpo celeste si sia ad un certo punto avvicinato alla sfera terrestre, tanto da rimanere a pochi metri da terra? Ma se riflettiamo meglio dobbiamo tener anche presente che un corpo celeste è di dimensioni enormi e anche se ammettessimo un avvicinamento alla terra e il suo arresto in un punto determinato, dovremmo tener conto che non indicherebbe solo una casetta ma una regione intera. Come allora poteva essere così ben identificabile il luogo della nascita dell’atteso Salvatore?

La logica conclusione è che non si tratta né di un evento astronomico né astrologico.

Il corpo luminoso che viene denominato stella, con ogni probabilità è quanto già notava a ragione, S.Basilio,che faceva osservare che la "stella" in sè non era né un pianeta, né una cometa o altro: era qualcosa di straordinario, per esempio nel suo moviment [Nuovo Testamento] o diverso da quello degli astri conosciuti, e non poteva certo essere ident [Nuovo Testamento] ificata con una stella da cui trarre un oroscopo. Essa era, secondo s.Basilio, un angelo o un diretto segno del cielo .

Si tratta di una opinione molto condivisibile e verosimile. Solo un essere int [Nuovo Testamento] elligente poteva guidare i Magi in modo da trovare la dimora poverissima della sacra Famiglia, in modo inequivocabile senza perdersi in una ricerca impossibile.
Quello che comunque ci int [Nuovo Testamento] eressa maggiormente è che anche al di fuori dell'Ebraismo vi erano dei vaticini, ispirati ai profeti dei loro popoli, che ident [Nuovo Testamento] ificavano con alcuni element [Nuovo Testamento] i precisi, i connotati che avrebbe permesso loro di riconoscere l'Atteso delle genti.

Coordinatrice
sabato 15 magGiovanni 2010 08:50
RINGRAZIAMO quant [Nuovo Testamento] i si sono adoperati per ricercare, verificare, catalogare e mettere insieme questo elenco di riferiment [Nuovo Testamento] i biblici. Il quadro complessivo ci dà la CERTEZZA MATEMATICA che in Gesù di Nazareth si sono adempiute tutte le profezie messianiche, e che quindi è Lui il Cristo, il vero Messia Atteso dalle genti, non solo dagli Ebrei, ma anche da altri popoli e religioni, considerato che gli stessi Magi stranieri ne aspettavano la venuta nella loro religione.
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W. Devivier S. J.
Gesù di Nazaret è il Messia promesso


Il compimento delle profezie che riguardano la Persona e la missione di
Gesù Cristo


Enumerazione di alcune Profezie.

Cominciando dalla caduta dei primo uomo, Dio non cessò d'inviare successivamente una moltitudine di profeti per annunciare e dipingere, con circostanze sempre più determinate, il Messia che alla religione mosaica doveva sostituire una religione più perfetta, destinata per tutti i popoli e per tutti i tempi. Questi inviati di Dio fissano con precisione sempre crescent [Nuovo Testamento] e il tempo in cui il Messia comparirà sulla terra, la famiglia alla quale apparterrà, la città in cui vedrà la luce: molti secoli prima danno le più precise circostante della sua nascita, della sua vita, della sua predicazione, de' suoi miracoli, dei suoi patiment [Nuovo Testamento] i, della sua morte, del suo trionfo sulla morte e sul mondo. Ricordiamo in modo speciale le celebri profezie di Giacobbe, di Daniele, d'Aggeo e di Malachia, che l'una dopo l'altra determinano sempre meglio il tempo in cui doveva comparire il Messia. Nello stesso tempo questi punti particolari faranno vedere l'importanza delle profezie a comprovare la divina missione del Salvatore.

1. Venuta e qualità del Messia.
"Figlio di Abramo" (Genesi, 12), discendente dalla tribù di Giuda (Gen.. 49), da Davide (Salm. 88, Is. II, Ger. 23 ecc.), il Messia aspettato da tutte le nazioni (Gen. 49, Agg. 52), nascerà dalla Vergine (Is. 7, Ger. A Ezech. 44), nella città di Betlemme (Mich. 5), prima della schiavitù della nazione (Gen. 49), la settantesima settimana d'anni dopo l'editto per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme (Daniele 9), e prima della distruzione di questo secondo tempio per opera d'una nazione straniera (Agg. 2, Malachia, 3).
La sua venuta sarà preceduta da una pace universale (Salm. 71, Is. 2, Daniele 2, Zacc. 3), e sarà annunziata e preparata da uno speciale inviato (Mal. 3), la cui voce risuonerà nel deserto (Is. 40).
Il Messia, di nome come di fatto, sarà Gesù ossia Salvatore (Habac. 3, Is. 5i, ecc.), Emmanuele ossia Dio con noi (Is. 7), il Cristo ossia l'Unto per eccellenza (Salm. 2, 44, Is. 61. Lament [Nuovo Testamento], 4), Figlio, di Dio (Salm. 2, Os. 11), Dio (Is. 9, 25, 35, 40, Salmo. 44, 109, Bar . 3, Mal. 3), e Dio nascosto (Is. 45), pont [Nuovo Testamento] efice secondo l'ordine di Melchisedec (Salm. 109), il giusto per eccellenza (Ger. 23, Sap. 2, Is. 45, 62 ecc.), il SAntO ed il SAntO dei Sant [Nuovo Testamento] i (Salm. 4, 15, Is. 12, Daniele 9), l'ammirabile, il consigliere, il Dio forte, il padre del futuro secolo, il principe della pace (Is. 9).

2. La sua nascita e la sua giovinezza.
Sarà adorato dai re d'Orient [Nuovo Testamento] e, che gli offriranno oro ed incenso (Salm. 71, Is. 60); il Salvatore soggiornerà in Egitto (Os. II), e a Nazaret in Galilea (secondo il testo ebreo Is. 3) converserà cogli abitant [Nuovo Testamento] i di Sion (Is. 12, ecc.) e colla sua presenza Onorerà il secondo tempio (Agg. 2, Mai. 3).
Sarà povero e fin dalla sua giovinezza attenderà al lavoro (Salm. 87), e tuttavia sarà re e possessore eterno di un regno che si estenderà fino all'estremità della terra (Salm. 2). Sarà obbedient [Nuovo Testamento] e (Salm. 39), e dolce e pacifico (Salm. 119).

3. La sua carriera apostolica.
Egli non schiaccerà coi piedi la canna spezzata e non spegnerà il lucignolo che fuma ancora (Is. 42); andrà a cercare le pecorelle smarrite, solleverà quelle che sono cadute, fascerà le piaghe di quelle che sono ferite fortificherà le deboli, confermerà le fedeli e le condurrà nelle vie della giustizia (Ezech. 34); consolerà gli afflitti (Is. 61), ed opererà miracoli a favore dei ciechi, dei sordi, dei muti ecc. (Is. 35, 42). Tuttavia ad ont [Nuovo Testamento] a dell'int [Nuovo Testamento] rinseca efficacia della sua divina parola (Is. 11,49), malgrado lo splendore di questa luce divina (Is. 9, 43, 6o), il Messia sarà una pietra di scandalo e una occasione di rovina per un gran numero di Giudei (Is. 1, 6, 8, 42).

4. La sua passione e la sua morte.
Isaia, Zaccaria ed i Salmi sono come una specie di Vangelo profetico. Lo si giudichi dai testi seguent [Nuovo Testamento] i: "Mi pesarono per mia mercede trent [Nuovo Testamento] a monete d'argent [Nuovo Testamento] o. E il Signore mi disse: Getta a quello statuario questa bella somma, a cui mi hanno stimato (Zacc. 21). veramente si addossò i nostri languori, si caricò dei nostri dolori. Ci parve simile ad un lebbroso colpito da Dio ed umiliato. Per le nostre iniquità è stato coperto di piaghe, fu sfracellato per i nostri delitti. Su di lui è caduto, il castigo che ci deve procurare la pace e colle sue lividure fummo guariti. Ci eravamo smarriti nelle false vie, e Dio lo aggravò di tutte le nostre iniquità, lo colpì per i delitti del suo popolo. Non c'è più in lui nè bellezza, nè splendore. Noi lo vedemmo: più non era riconoscibile, era un oggetto di disprezzo, l'ultimo degli uomini, un uomo di dolori e tutto sfigurato; come pecorella sarà condotto ad essere ucciso, e come un agnello si sta muto dinanzi a colui che lo tosa, cosi egli non aprirà la sua bocca (Is. 53); più somigliant [Nuovo Testamento] e ad un verme che ad un uomo, l'obbrobrio degli uomini e il rifiuto della plebe (Salino 21). Che piaghe Sono queste in mezzo alle vostre mani? Sono piaghe fattemi da quelli che si dicevano miei amici (Zacc. 13). Forarono le mie mani e i miei piedi, cont [Nuovo Testamento] arono tutte le mie ossa. Mi considerarono e mi esaminarono; si divisero le mie vestiment [Nuovo Testamento] a e gettarono le sorti per avere le mie vesti (Salmo 21). Quant [Nuovo Testamento] i mi videro si burlarono di me, mossero le labbra e scossero la testa. Confidò nel Signore, essi dicono; lo, liberi, lo salvi, se è vero che lo ama (Salm. 21, Sap. 2). Come tori mi circondarono, ruggirono come leoni; come una muta di cani mi si attaccarono con furore (Salmo. 21). Per cibo mi diedero fiele, e per calmare la mia sete mi offersero aceto (Salmo 68). Tutto il giorno fui oggetto di derisione per tutto il mio popolo (Ger. 3).

5. Stabiliment [Nuovo Testamento] o della sua Chiesa.
La più parte delle profezie l'annunziano: "Sugli abitatori di Gerusalemme Dio spenderà il suo spirito, loro darà uno spirito nuovo ed un cuor nuovo (Is. 46, Ezech. 37, Jol. 2). Predicata dapprima in Sion (Is. 2, Mich. 11) la parola di Dio sarà portata da testimoni fedeli (Is. 43, 44), in Africa, nella Lidia, in Italia, nella Grecia, alle isole lont [Nuovo Testamento] ane, ai popoli immersi nelle ombre della morte, che essi conquisteranno al Signore (Is. 60, 52). Li farà passare in mezzo al fuoco e li proverà come si prova l'oro (Zacc. 13). Una nuova alleanza riunirà tutti i popoli (Is. 49, Ger. 31, Os. 2 ecc.): lupi e agnelli, leoni e pecore, docili e pacifici vivranno insieme (Is. 11, Sof. 3, Ger. 32)".

6. Il sacrificio della legge nuova.
Per coronare il magnifico insieme delle rivelazioni sul Messia, Malachia, che termina la serie dei profeti, annunzia che i sacrifici dell’antica legge, fino ad allora offerti nel solo tempio di Gerusalemme, verranno surrogati da un'oblazione tutta pura, che sarà fatta in ogni luogo e presso tutti ì popoli (Mal. 1, 10, il). Isaia e Davide aggiungono che questo sacrificio della nuova alleanza sarà offerto da sacerdoti tolti da tutte le nazioni (Is. 66), sotto il pont [Nuovo Testamento] efice supremo secondo l'ordine di Melchisedec (Salmo 109).

7. Figure profetiche del Messia.
Dio voleva che lo spirito del suo popolo fosse continuamenteoccupato del futuro Redent [Nuovo Testamento] ore, e tutto glielo richiamasse alla sua immaginazione. Quindi non fu cont [Nuovo Testamento] ent [Nuovo Testamento] o di annunziarlo tramite il ministero dei profeti. Conformandosi al genio del popolo giudaico, e in generale di tutti i popoli dell’Oriente, procurò di figurare il Messia con tipi vivi e con fatti simbolici. Fra i primi citiamo Isacco, Giuseppe, Mosè, Davide, Giona; fra i secondi l'agnello pasquale, la manna, il serpent [Nuovo Testamento] e di bronzo. Anzi si può dine che tutto il culto e le istituzioni del popolo di Israele avevano un carattere tipica. "Tutto il governo di quel popolo, dice sant [Nuovo Testamento] 'Agostino, non fu che una cont [Nuovo Testamento] inua profezia del re che aspettava". Non è da trascurare questa specie di profezia, la quale, sebbene non serva di base alla prova che in questo moment [Nuovo Testamento] o esponiamo, può nondimeno compire e confermare gli argomenti esposti.

8. Tra la fine delle profezie messianiche e il principio del loro compimento corsero cinquecento anni. D'altronde sappiamo che per rendere impossibile ogni dubbio riguardo a questa anteriorità delle profezie, la Provvidenza dispose che fosse tradotto in greco l'Antico Testamento quasi 300 anni prima di Gesù Cristo, e che la traduzione detta dei Settanta fosse diffusa in tutto il mondo, molto tempo prima della venuta del promesso Messia.
Ma queste profezie che si succedettero tanto numerose in un corso di 4000 anni e che si trovarono concordi nell'annunziare lo stesso avvenimento straordinario, prodigioso, impossibile a prevedere si sono poi veramente compite? Ecco la questione che soprattutto importa esaminare.

L'avveramento delle profezie.
Per convincersi appieno del perfetto avveramento di tutte queste profezie in Gesù Cristo, e solo in Gesù Cristo basta leggere i Vangeli. L'accordo dell’Antico col Nuovo Testamento è tanto meraviglioso, che se con tutta certezza non sapessimo che i libri profetici esistevano molti secoli prima di Gesù Cristo, saremmo tentati a credere che quelle così numerose e precise circostanze furono scritte dopo gli avvenimenti da storici e non da profeti.
Sono noti gli sforzi tentati dai critici moderni, specialmente da Renan, Wellhousen, Darmstetter ecc. per togliere il carattere soprannaturale alla missione profetica, e per assegnare ai profeti una parte storica differente da quella che loro attribuisce la tradizione. Non v'ha genere di stortura che non si sia fatta subire ai testi, nessuna interpretazione fantastica alle quali non si sia fatto ricorso per abbassare i profeti alla stregua di semplici indovini, o per rappresentare le loro predizioni come scritte dopo il fatto. Orbene, se la teoria naturalistica è insostenibile in ciò che riguarda la storia e la religione d'Israele, perché non risponde ai fatti, essa è ancor meno sostenibile, come vedremo, in ciò che concerne l'annunzio dei Messia.

1. L'epoca della venuta del Messia era stata tanto bene determinata e diffusa per tutta la terra, che al tempo della proclamazione dell'impero romano sotto Augusto, non soltanto i Giudei, ma tutti i popoli aspettavano il grande avvenimento. Questa stessa attesa, che era stata predetta dai profeti, è attestata da tutti gli storici contemporanei. "Sulla fede di antiche profezie, dice Tacito, era generale la persuasione che prevarrebbe l'Oriente, e che dalla Giudea uscirebbero i padroni del mondo". Presso a poco coi medesimi termini parlano Svetonio e Giuseppe ebreo. L'attesa del liberatore promesso era così generale e così viva presso i Giudei, che molti tra essi seguirono ciecamente alcuni faziosi, i quali si spacciarono per precursori del Messia o per la stesso Messia. Da ciò le numerose ribellioni che precedettero la rovina di Gerusalemme.
Cosa notevole! mentre l'Europa aspettava un Salvatore dall'Oriente, gl'Indiani e i Cinesi l'aspettavano dall'Occidente. Codesto è affermato da Voltaire nelle sue aggiunte alla storia generale. Dall'una e dall'altra parte gli sguardi si concentravano sopra un piccolo punto del globo, che Boulanger, un altro incredulo, assai giustamente chiama "il polo della speranza di tutte le nazioni".
Le altre profezie si sono del pari avverate. Possiamo dire che il quadro delle profezie dell'Antico Testamento è il quadro della vita e della morte di Gesù Cristo, la storia compendiata delle sue opere e del meraviglioso stabilimento della sua Chiesa. Il confronto è chiaro e l'applicazione non solo è facile, ma si fa da se stessa. I profeti sono testimoni che depongono unicamente a favore di Gesù: Huic omnes prophetae testimonium perhibent, disse S. Pietro ai Giudei (Atti 10, 43). Tutte, le loro predizioni, tutti i tipi profetici, tutte le istituzioni figurative dell’antica legge si riferiscono a Gesù di Nazaret e provano che egli è il vero Messia designato dalla divina ispirazione, il Salvatore del genere umano.

2. Ci si dovrà dunque meravigliare vedendo gli apostoli invocare costantemente la testimonianza dei profeti per convincere i Giudei della divina missione di Gesù Cristo? Ad altri uditori presentavano argomenti d'un altro genere; ma per i loro compatrioti nulla poteva uguagliare la forza di questo. Perciò s. Pietro ne fece la base delle sue esortazioni che convertirono migliaia di persone. Dopo d'essersi dichiarato come testimone della voce celeste udita sul Tabor, fa appello alle profezie come ad una prova ancora più irrefragabile: Habemus firmiorem propheticus sermonem (II. Ep. 1, 19).
S. Paolo da parte sua consacrava giornate intere a far loro vedere Gesù nella legge di Mosè e nei profeti: Suadebat eis de Jesu ex lege Moysi et prophetis a mane, usque ad vesperam (Atti, VIII, 23).

3. Lo stesso Gesù rialzò il coraggio dei suoi discepoli, dimostrando loro che tutto quanto li turbava non era che il compimento delle profezie: Interpretabatur illis in omnibus scripturis quae de ipso erant (s. Luca, 24). E perciò aveva detto ai Giudei: Studiate le Scritture, voi i quali credete che contengano le parole di vita esse testificano a mio favore (S. Giov. 5, 39).
Conclusione.
Dal compimento di tante profezie, fatte molti secoli innanzi, circa avvenimenti che era impossibile congetturare, risulta colla massima evidenza che Gesù Cristo è veramente il Messia, l'inviato da Dio, annunziato ed aspettato da parecchie migliaia d'anni, e che per conseguenza la religione da lui fondata e da sì lungo tempo predetta, è veramente divina. Infatti, solo, Colui a cui tutti i secoli sono presenti e che solo può preparare e dirigere gli avvenimenti colla sua sapienza ed onnipotenza, potè fare somiglianti rivelazioni. "Il compimento di tutte le profezie, disse Pascal con ragione, è un miracolo perpetuo, e non c'è bisogno di altre prove per riconoscere la divinità della religione cristiana".
Non possiamo trattenerci dal citare qui una magnifica pagine di Lacordaire. Dopo aver accennato alle principali profezie messianiche, così esclamava:
"Eccovi, o signori, due fatti paralleli e correlativi, tutti e due certi, tutti e due di una proporzione gigantesca, l'uno che durò duemila anni prima di Gesù Cristo, l'altro che dura da mille ottocento dopo Gesù Cristo: l'uno che annunzia una rivoluzione importante ed impossibile a prevedere, l'altro che ne è il compimento, aventi tutti e due Gesù Cristo per principio, per termine, per congiunzione. Vi chiedo un'altra volta: che ne pensate? Prendereste forse il partito della negazione? Ma che cosa neghereste?
Forse l'esistenza dell'idea messianica? Ma questa si trova nel popolo giudeo, che è vivente, in tutta la serie dei monumenti della sua storia, nelle tradizioni universali del genere umano, nelle più aperte confessioni della incredulità più profonda.
Forse l'anteriorità delle circostanze profetiche? Ma il popolo giudeo che ha crocefisso Gesù Cristo, e che ha un interesse nazionale e secolare a rapirgli le prove della sua divinità, vi asserisce che le sue Scritture erano un tempo ciò che sono oggidì; ed a maggior sicurezza, duecentocinquant'anni prima dì Gesù Cristo, sotto il re d'Egitto Tolomeo Filadelfo, e dietro i suoi ordini, tutto l'Antico Testamento, tradotto in greco, divenne proprietà del mondo romano, di tutto il mondo civile.
Vi rivolgerete all'altro polo della questione, e negherete il compimento dell'idea messianica? Ma la Chiesa cattolica, figlia di questa idea, è sotto i vostri occhi, vi ha battezzati.
Forse cercherete il vostro punto d'appogio nell'incontro di questi due formidabili avvenimenti? Negherete che Gesù Cristo abbia nella sua persona verificato l'idea messianica, che egli sia giudeo, della tribù di Giuda, della casa di Davide, colui che fondò la Chiesa cattolica sopra la doppia rovina della Sinagoga e dell'idolatria? Ma le due parti interessate e nemiche inconciliabili convengono in tutto ciò. Il giudeo dice: sì; e il cristiano dice: si.
Direte che questo incontro di prodigiosi avvenimenti, al punto preciso di Gesù Cristo, è l'effetto dei caso? Ma il caso, se pur ve n'ha, non è che un accidente breve e fortuito, la sua definizione esclude l'idea di successione: non si dà caso di duemila anni, e di altri mille ottocento da aggiungersi a quei duemila".
"Signori, quando Dio lavora, nulla rimane a fare contro di lui, e Gesù Cristo ci appare il motore del passato e il motore dell'avvenire, l'anima dei tempi a lui anteriori, e l'anima dei tempi a lui posteriori. Per mezzo de' suoi antenati egli si lega al popolo giudeo, che è il più grande monumento sociale e religioso dei tempi antichi, e per la sua posterità si lega alla Chiesa cattolica, che è la più grande opera sociale e religiosa dei tempi nuovi. Egli ci appare tenendo nella sua mano sinistra l'Antico Testamento, il più gran libro dei tempi che lo precedettero, e nella sua mano destra tenendo il Vangelo, il più gran libro dei tempi che lo seguirono. E intanto, così preceduto e seguito, egli è in se stesso ancora più grande dei suoi antenati e della sua posterità dei patriarchi e dei profeti, degli apostoli e dei martiri. Benchè tutto quanto c'è di più illustre prima e dopo di lui lo suffraghi, la sua personale fisionomia si stacca ancora da questo fondo sublime, e ci rivela il Dio che non ha né modello né uguale" (41° conferenza, 1846).
(Tratto da W. Devivier S.J., Corso d'apologetica cristiana. Esposizione ragionata dei fondamenti della fede, 6.a ediz. italiana riveduta e aggiornata da P. Celestino Testore S.J., Libreria Emiliana Editrice, Venezia 1937).
EXCEPTIONAL: The only scientific test that Jesus di Nazaret is God.
Profezia = Progenie di una donna (nascita verginale) Riferimento = Genesi 3:15 Compimento Lu. 1:35; + Mt. 1:18-20
2. Profezia = Egli schiaccerà il capo di satana - Riferimento = Genesi 3:15 Compimento ----- Ebrei 2:14; + 1 Gv. 3:18
3. Profezia = Ascensione corporale al cielo - Riferimento = Genesi 5:24 Compimento Mr. 6:19
4. Profezia = Figlio di Sem - Riferimento = Genesi 9:26-27 Compimento Lu. 3:36
5. Dal seme di Abraamo - Riferimento = Genesi 12:3 Compimento At.3:25-26
6. Promesso alla discendenza di Abraamo- Riferimento = Genesi 12:7 Compimento Ga. 3:16
7. Sacerdote secondo Melchisedec - Riferimento = Genesi 14:18 Compimento ----- Ebrei 6:20
8. Re - Riferimento = Genesi 14:18 - Compimento Eb. 7:2
9. Prefigurazione dell'ultima cena Genesi 14:18 - Compimento Mt. 26:26-29
10. Progenie di Isacco Genesi 17:19 - Compimento Romani 9:7
11. L'Agnello di Dio promesso Genesi 22:8 - Compimento Gv. 1:29
12. La progenie di Isacco benedirà le nazioni Genesi 22:18 Ga.3:16
13. Il redentore dalla progenie di Isacco Genesi 26:2-5 ---- Ebrei 11:18
14. Il tempo della Sua apparizione Genesi 49:10 ---- Ga. 4:4 + Lu. 2:1-7;
15. Progenie di Giuda Genesi 49:10 ---- Lu. 3:33
16. Chiamato Shiloh o "Inviato" Genesi 49:10 ---- Gv. 17:3
17. Prima che Giuda perda l'identità Genesi 49:10 ---- Gv. 11:47-52
18. Obbedienza a Lui Genesi 49:10 ---- Gv. 10:16
19. Il Grande IO SONO Esodo 3:13-14 ---- Gv. 4:26
20. Un Agnello senza difetto Esodo 12:5 ---- 1 Pietro 1:19
21. Il sangue dell'Agnello salva dall'ira Esodo 12:13 ---- Ro. 5:8
22. Cristo nostra Pasqua Esodo 12:21-27 ---- 1 Co. 5:7
23. Nessun osso dell'Agnello sarà rotto Esodo 12:46 ---- Gv. 19:31-36
24. Predizione dell'esaltazione di Yeshua Esodo 15:2 ---- At. 7:55-56
25. Santità del Suo carattere Esodo 15:11 ---- Lu.1:35; + At. 4:27
26. Roccia spirituale d'Israele Esodo 17:6 ---- 1 Co. 10:4
27. Misericordioso Esodo 33:19 ---- Luca 1:72
28. Purificazione dalla lebbra Levitico 14:11 ---- Lu. 5:12-14; + Mt 8:2
29. Univocità della morte di Cristo Le. 16:15-17 ---- Ebrei 9:7-14
30. Sofferenza fuori dal campo Le. 16:27 ---- Mt 27:33; + Ebrei 13:11-12
31. Sangue, vita della carne Le. 17:11 ---- Mr. 26:28; + Mt. 10:45
32. Il sangue mezzo di espiazione Levitico 17:11 ---- Gv.3:14-18
33. "Se uno ha sete" Le. 23:36-37 ---- Gv.7:37-38
34. Nessun osso spezzato Numeri 9:12 ---- Gv. 19:31-36
35. Cristo elevato sulla croce Numeri 21:9 ---- Gv. 3:14-18
36. Il tempo: "Lo vedo, ma non ora" Numeri 24:17 ---- Galati 4:4
37. verrà un profeta De 18:15 ---- Gv.6:14
38. Credeste a Mosè, credete a me Deuteronomio 18:15-16 ---- Gv. 5:45-47
39. Inviato ad annunciare la Parola del Padre De. l8: 18 ---- Gv. 8:28-29
40. Se qualcuno non ascolterà ... De. 18:19 ---- At.3:23
41. Maledetto, appeso a un albero De. 21:23 ---- Galati 3:10-13
42. Cristo ci ha redenti. Rut : -9 ---- Ef. 1:3-7 .
43. Un Rè unto per il Signore 1 Samuele 2:10 ---- Mt. 28:18; + Gv. 12:15
44. Il seme di Davide 2Sa. 7:12 ---- Mt. 1:1
45. Il Figlio di Dio 2 Sa. 7:14 ---- Lu. 1:32
46. La casa di Davide stabilita per sempre 2 Sa. 7:16 ---- Lu. 3:31; + Ap. 22:16
47. Ascensione corporale al cielo 2 Re:11 ---- Lu. 24:51
48. Il seme di Davide 1Cronache 17:11 ---- Mt. 1:1; 9:27
49. Sul trono di Davide per sempre 1Cr. 17:12-13 ---- Lu. 1:32-33
50. "Io gli sarò Padre ed egli mio Figlio" 1 Cr. 17:13 ---- Ebrei 1:5
51. La resurrezione predetta Giobbe 19:23-27 ---- Gv.5:24-29
52. Divenne umile tra gli uomini Giobbe 25:6 ---- Mt.27:30-31
53. L'inimicizia preordinata dei rè Salmo 2:1-3 ---- At. 4:25-28
54. Ebbe il titolo di Unto (SI = leggi: salmo) Salmo 2:2 ---- At. 2:36
55. Il Suo carattere: la santità Salmo. 2:6 Ap. 3:7
56. Ebbe il titolo di Rè Salmo 2:6 ---- Mt. 2:2
57. Dichiarato Figlio diletto Salmo 2:7 ---- Mt.3:17,
58. La crocifissione e la resurrezione Salmo 2:7-8 ---- At. 13:29-33
59. La vita proviene dalla fede in Lui Salmo 2:12 ---- Gv. 20:31
60. Lode perfetta dalla bocca dei fanciulli Salmo 8:2 ---- Mt. 21:16
61. La Sua umiliazione e la Sua esaltazione . Salmo 8:5-6 . ---- Lu. 24:50-53;. + 1 Co. 15:27
62. Non avrebbe visto la corruzione Salmo 16:10 ---- At. 2:31
63. Doveva risorgere dai morti Salmo 16:9-11 ---- Gv. 20:9
64. La resurrezione predetta Salmo 17:15 ---- Lu. 24:6
65. Abbandonato per i peccati degli altri Salmo 22:1 2 Co. 5:21
66. Parole dal Calvario: "Mio Dio..." Salmo 22:1 ---- Mr. 15:34
67. Tenebre sul Calvario Salmo. 22:2 ---- Mt. 27:45
68. Scossero il capo Salmo 22:7 ---- Mt. 27:39
69. Ha confidato in Dio, che Dio lo aiuti SL 22:8 Mt. 27:43
70. Il Salvatore è nato SL 22:9 ---- Lu. 2:7
71. Morì con il cuore spezzato Salmo 22:14 ---- Gv. 19:34
72. Soffrì l'agonia sul Calvario Salmo 22:14-15 ---- Mr: 15:34-37
73. Ebbe sete SL 22:15 ---- Gv. 19:28
74. Gli forarono le mani e i piedi SL 22:16 ---- Gv. 19:34,37; + Gv. 20:27
75. Lo denudarono di fronte agli uomini Salmo 22:17-18 ---- Lu. 23:34-35
76. Si divisero le Sue vesti Salmo 22:18 ---- Gv. 19:23-24
77. Si rimise a Dio Salmo 22:20-21 ---- Lu. 23:46
78. Satana ferì il Redentore al tallone Salmo 22:20-21 ---- Ebrei 2:14
79. La Sua resurrezione fu proclamata Salmo 22:22 Gv. 20:17
Profezia Riferimento Compimento
80. Il Governatore delle nazioni Sl 22:27-28 ---- ? Colossesi 1:16
81. "E compiuto!" Salmo = Salmo 22:31 ---- Gv. 19:30
82. "Io sono il buon pastore" Salmo 23:1 ---- Gv. 10:11
83. La Sua esaltazione preannunciata Salmo 24:3 ---- At. 1:11; + FI. 2:9
84. La Sua ascensione Salmo 24:7-10 ---- Gv. 7:33
85. La Sua resurrezione prevista Salmo 30:3 ---- At. 2:32
86. "Nelle tue mani rimetto lo spirito mio" Salmo 31:5 ---- Lu. 23:46
87.1 suoi conoscenti fuggirono via da Lui Salmo 31:11 ---- Mr.14:50
88. Si accordarono per mandarlo a morte Salmo 31:13 ---- ? 11:53
89. Ha confidato in Dio, Dio lo liberi Salmo 31:14-15 ---- Mt. 27:43
90. Non un sol osso Gli fu spezzato Salmo 34:20 ---- Gv. 19:31-36
91. Falsi testimoni contro di Lui Salmo 35:11 ---- Mt. 26:59
92. Fu odiato senza motivo Salmo 35:19 ---- Gv. 15:25
93.1 Suoi amici guardarono da lontano Salmo 38:11 ---- Lu. 23:49
94. La gioia della resurrezione fu predetta Salmo 40:2-5 ---- Gv. 20:20
95. Il Suo diletto, seguire il Padre Salmo 40:6-8 ---- Gv. 4:34
96. La giustizia predicata in Israele Salmo 40:9 ---- Mt.4:17
97. Fu affrontato nel giardino Salmo 40:14 ---- v. 18:1
98. Tradito da un amico Salmo 41:9 ---- Gv. 13:18
99. Dalle Sue labbra scendeva la grazia Salmo 45:2 ---- Lu. 4:22
100. Sarebbe stato chiamato Dio o Elohim Salmo 45:6 ---- Ebrei 1:8
101. Unto dallo Spirito Santo Salmo 45:7 ---- Mt. 3:16; + Ebrei 1:9
102. Chiamato Cristo (Messia, Unto) Salmo 45:7-8 ---- Lu.2:ll
103. Degno della nostra adorazione Salmo 45:11 ---- Mt. 2:2
104. Tradito da un amico, non da un nemico Salmo 55:12-14 ---- Gv. 13:18
105. Morte del traditore impenitente Salmo 55:15 ---- Mt. 27:3-5; + At. 1:16-19
106. Diede doni agli uomini Salmo 68:18 ---- Ef. 4:7-16
Profezia Riferimento Compimento
107. Ascese al cielo SL 68:18 ---- Lu. 24:51
108. Fu odiato senza un motivo Salmo 69:4 ---- Gv. 15:25
109. Un estraneo per i Suoi fratelli Salmo 69:8 ---- Lu. 8:20-21
110. Zelante per la casa del Signore Salmo 69:9 ---- Gv. 2:17
111. Il dolore del Messia prima della croce ---- Salmo 69:14-20 ---- Mt. 26:36-45
112. "La mia anima è oppressa..." Salmo 69:20 ---- Mt. 26:38
113. Ebbe sete e gli fu dato aceto Salmo 69:21 ---- Mt. 27:34
114. Il Salvatore consegnato e percosso Salmo 69:26 ---- Gv. 17:4; + Gv. 18:11
115. Grandi personaggi l'avrebbero visitato SL 72:10-11 ---- Mt. 2:1-11
116. Un granello di frumento caduto a terra SL 72:16 Gv. 12:24
117. Il nome, Yinon, produce frutto SL 72:17 ---- Gv. 1:12-13
118. Tutte le nazioni benedette in Lui SL 72:17 ---- At. 2:11-12, 41
119. Avrebbe insegnato mediante parabole SL 78:1-2 ---- Mt. 13:34-35
120. Parlò saggiamente con autorità SL 78:2 ---- Mt. 7:29
121. Dalla tribù di Giuda Salmo 78:67-68 ---- Lu. 3:33
122. Avrebbe avuto compassione SL 86:15 ---- Mt. 9:36
123. Rimasero a guardare da lontano Salmo 88:8 ---- Lu. 23:49
124. Più grande dei re della terra Salmo 89:27 ---- Lu. 1:32-33
125. Il seme di Davide durerà in eterno Salmo 89:35-37 Lu. 1:32-33
126. Il Suo carattere: la fedeltà Salmo 89:36-37 ---- Ap. 1:5
127. Egli è da eternità a eternità Mi. 5:2 + Salmo 90:2; Gv. 1:1
128. Identificato come il Messia SL 91:11-12 Lu. 4:10-11
129. La Sua esaltazione preannunciata Salmo 97:9 At.1:11; + Ef. 1:20
130. Il Suo carattere: la bontà Salmo 100:5 Mt. 19:16-17
131. Sofferenza, il vituperio del Calvario SL 102:1-11 ---- Gv. 19:16-18
132. Il Messia è il Figlio che preesiste SL 102:25-27 ---- Ebrei 1:10-12
133. Schernito Salmo 109:25 ---- Mt. 27:39
Profezia Riferimento Compimento
134. Figlio di Davide Salmo 110:1 ---- Mt. 22:43
135. Asceso alla destra del Padre Salmo 110:1 ---- Mr 16:19
136. Il Figlio di Davide chiamato Signore SL 110:1 Mt. 22:44-45
137. Sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec SL 110:4 ---- Ebrei6:20
138. Il Suo carattere: compassionevole SL 112:4. ---- Mt. 9:36
139. La certezza della resurrezione SL 118:17-18 ---- Lu. 24:5-7; + Co: 15:20
140. La pietra rigettata è la pietra angolare Salmo 118:22-23 ---- Mt. 21:42
141. Il Benedetto presentato a Israele SL 118:26 Mt.21:9
142. Sarebbe venuto quando c'era il tempio SL 118:26 Mt. 21:12
143. Seme di Davide (frutto del Suo corpo) SL 132:11 ---- Lu.1:32
144. Il seme di Davide sorprende i re SL 138:1-6 ---- Mt. 2:2-6.
145. li ministero terreno di Cristo SL 147:3, 6 ---- Lu. 4:18
146. Egli manderà lo Spirito di Dio SL 147:18 ---- Gv. 1:6:7
147. Amico dei peccatori Pr 18 :24 ---- Mt. 11:19
148. Sempre amorevole Cantico 5:16 ---- Gv. 1:17
149. Giudice tra le nazioni Isaia = Is. 2:4 Lu. 11:22 .
150. Bel germoglio e vera vite Is.,4:2 Gv.l5:l
151. Quando Isaia vide la Sua gloria Is.6:1 Gv. 12:40-41
152. Le parabole cadono su orecchi sordi Is. 6:9-10 ---- Mt. 13:13-15
153. Ciechi a Cristo, sordi alle Sue parole Is. 6:9-12 ---- At. 28:23-29
154. Sarebbe nato da una - vergine Is.7:14 ---- Lu. 1:35
155. L'Emmanuele, Dio con noi Is. 7:14 ---- Mt. 1:18-23
156. Fu chiamato Emmanuele Is.8:8 ---- Mt: 28:20 .
157. Pietra d'intoppo, sasso d'inciampo Is. 8:14 1 ---- Pietro. 2:8
158. L'inizio del Suo ministero, in Galilea Is. 9:1-2 Mt. 4:12-17
159. Uh bambino ci è nato, l'umanità Is.9:6 Lu. 1:31
160. Un Figlio ci è stato dato, là divinità Isaia.9:6 ---- Lu. 1:32; + Gv. 1:14; + 1 Ti. 3:16
Profezia Riferimento Compimento
161. Dichiarato Figlio di Dio con potenza Is.9:6 ---- Romani 1:3-4
162. Chiamato Ammirabile, Peleh Is. 9:6 ---- Lu.4:22
163. Il Consigliere, Yaatz Is. 9:6 ---- Mt. 13:54
164. Dio potente, El Gibor Is. 9:6 ---- Mt 11:20
165. Padre eterno, Avi Adth Is.9:6 ---- Gv. 8:58
166. Principe della pace, Sar Shalom Is.9:6 ---- Gv. 16:33
167. Stabilirà un regno eterno Is.9:7 ---- Lu. 1:32-33
168. Il Suo carattere: giusto Is.9:7 ---- Gv. 5:30
169. Regno, trono e pace senza fine Is.9:7 ---- Lu. 1:32-33
170. Chiamato Nazareno Is. 11:1 ---- Mt.2:23
171. Ramo dal tronco d'Isai, figlio d'Isai Is. 11:1 ---- Lu. 3:23, 32
172. L'Unto dallo Spirito Is.11:2 Mt. 3: 16-17
173. Il suo carattere: saggezza Is. 11:2 Gv. 4:4-26
174. Il suo carattere: verità Is. 11:4 Gv. 14:6
175.1 Gentili Lo cercano Is. 11:10 Gv. 12:18-21
176. Chiamato Gesù, Yeshua (salvezza) Is. 12:2 ---- Mt,l:21
177. La resurrezione predetta Is: 25:8 ---- 1 Co. 15:54
178. La potenza della resurrezione predetta Is. 26:19 ---- Gv. 11:43-44
179. Preziosa pietra angolare Is. 28:16 ---- At. 4:11-12
180. Obbedienza ipocrita, alla Parola Is.29:13 ---- Mt. 15:7-9
181. I sapienti confusi dalla Parola Is. 29:14 ---- 1 Co. 1:18-31
182. Un rifugio, un luogo per nascondersi Is. 32:2 ---- Mt. 23:37
183. Egli verrà a salvarvi Is. 35:4 ---- Mt. 1:21
184. Avrà un ministero miracoloso Is.35:5 ---- Mt. 11:4-6 .
185. Sarà preceduto da un precursore Is. 40:3-4 ---- Gv. 1:23
186. "Ecco il vostro Dio!" Is. 40:9 ---- Gv. 1:36; + Gv. 19:14
187. Pastore, compassionevole donatore di vita Is.40:11 Gv. 10:10-18
188. Fedele, paziente redentore Is. 42:1-4 Mt. 12:18-21
189. Mansueto ed umile Is. 42:2 Mt. 11:28-30
190. Egli porta speranza ai disperati Is. 42;3 ---- Gv. 4:1-26
191. Le nazioni attendono i Suoi insegnamenti Is. 42:4 Gv. 12:20-26
192. La Luce, la salvezza dei Gentili Is. 42: 6 ---- Lu. 2: 32
193. Compassione universale Is.42:l,6 ---- Mt. 28:19-20
194. Gli occhi dei ciechi si aprono Is. 42:7 ---- Gv. 9:25-38
195. Egli è l'unico Salvatore Is. 43:11 ---- At. 4:12
196. Egli manderà lo Spirito di Dio Is. 44:3 ---- Gv. 16:7,13
197. Egli sarà il Giudice Is. 45:23 ---- Gv. 5:22; + Ro. 14:11
198. Il primo e l'ultimo Is.48:12 ---- Gv. 1:30; + Ap. 1:8, 17
199. Egli viene come il Maestro Is.48:17 ---- Gv. 3:2
200. Chiamato dal seno materno Is.49:l ---- Mt. 1:18
201. Un servo fin dal grembo materno Is. 49:5 ---- Lu. 1:31; + FI. 2:7
202. Egli è la salvezza per Israele Is. 49:6 ---- Lu. 2:29-32
203. Egli è la Luce dei Gentili Is. 49:6 ---- At. 13:47
204. Salvezza fino alle estremità della terra Is. 49:6 At. 15:7-18
205. Egli è detestato dalla nazione Is. 49:7 ---- Gv. 8:48-49
206. Il cielo si oscura alla Sua umiliazione Is. 50:3 ---- Lu. 23:44-45
207. Consigliere sapiente per chi è stanco Is. 50:4 ---- Mt. 11:28-29
208. Servo che obbedisce volontariamente Is. 50:5 ---- Mt. 26:39
209. "Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva" Is. 50:6 ---- Mt. 27:26
210. Fu colpito sulle guance Is. 50:6 ---- Mt. 26:67
211. Gli sputarono addosso Is. 50:6 ---- Mt. 27:30
212. Annuncio di buone notizie di pace Is. 52:7 ---- Lu. 4:14-15
213. Il Servo esaltato Is. 52:13 ---- At. 1:8-11; + Ef. 1:19-22
214. "Ecco il mio servo" Is. 52:13 ---- Filippesi. 2:5-8
215. Il Servo oltraggiato orribilmente Is. 52:14 ---- Lu. 18:31-34; + Mt. 26:67-68
216. Le nazioni sorprese dal Suo Messaggio Is. 52:15 Ro. 15:18-21
217. Il Suo sangue sparso, espiazione per tutti Is. 52:15 Ap. 1:5
218. Il Suo popolo non avrebbe creduto Is. 53:1 Gv. 12:37-38
219. Crebbe in una famiglia povera Is. 53:2 Lu. 2:7
220. Aspetto di un uomo comune Is. 53:2 FI. 2:7-8
221. Disprezzato Is. 53:3 Lu. 4:28-29
222. Rigettato Is. 53:3 Mt. 27:21-23
223. Grande tristezza e dolore Is. 53:3 Lu. 19:41-42
224. Gli uomini nascondono il volto Is. 53:3 Mr. 14:50-52
225. Un ministero di guarigione Is. 53:4 Lu. 6:17-19
226. Porta i peccati del mondo Is. 53:5 1 Pi. 2:24
227. Considerato maledetto da Dio Is.53:4 Mt. 27:41-43
228. Porta la colpa del peccato dell'uomo Is. 53:5 Lu. 23:33
229. Pace tra uomo e Dio Is. 53:5 ---- Colossesi?. 1:20
230. Lo avrebbero frustato Is. 53:5 ---- Mt. 27:26
231. Portò i peccati di tutta l'umanità Is. 53:6 Ga. 1:4
232 Dio volle portare il peccato dell'uomo Is. 53:6 1 Gv. 4:10
233. Oppresso ed afflitto Is. 53:7 Mt. 27:27-31
234. In silenzio davanti ai Suoi accusatori Is. 53:7 Mt. 27:12-14
235. Agnello sacrificale Is. 53:7 Gv. 1:29
236. Arrestato e perseguitato Is. 53:8 Mt. 26:47; Mt. 27:31
237. Lo avrebbero giudicato Is. 53:8 Gv. 18:13-22
238. Colpito e crocifisso Is. 53:8 ---- Mt. 27:35
239. Muore per i peccati del mondo Is. 53:8 ---- 1 Gv. 2:2
240. Sepolto nella tomba di un ricco Is. 53:9 ---- Mt. 27:57-60
241. Innocente, non compì alcuna violenza Is. 53:9 ---- Mr. 15:3
242. Non c'era inganno nella Sua bocca Is. 53:9 ---- Gv. 18:38
243. Dio volle che morisse per l'uomo Is. 53:10 ---- Gv. 18:11
244. Un'offerta per il peccato Is. 53:10 Mt. 20:28
245. E risorto e vive per sempre Is. 53:10 Mr. 16:19
246. Avrebbe prosperato Is. 53:10 Gv. 17:1-5
Profezia Riferimento Compimento
247. Dio soddisfatto per la Sua sofferenza Is. 53:11 ---- Gv. 12:27
248. Il Servo di Dio Is. 53:11 Ro. 5:18-19
249. Avrebbe giustificato gli uomini di fronte a Dio Is. 53:11 Ro. 5:8-9
250. Colui che portò il peccato di tutto Is. 53:11 ----- Ebrei 9:28
il genere umano
251. Esaltato da Dio per il Suo sacrificio Is. 53:12 Mt.. 28:18
252. Diede la vita per salvare l'umanità Is. 53:12 ---- Lu. 23:46
253. Messo insieme a dei criminali Is. 53:12 ---- Lu.23:32
254. Portò il peccato di tutta l'umanità Is. 53:12 2 Co. 5:21
255. Intercede per l'uomo Is.53:12 Lu. 23:34
256. Risuscitato da Dio Is.55:3 At; 13:34
257. Un testimone Is.55:4; Gv. 18:3,7 .
258. Dimora nell'eternità, vive nel cuore Is. 57:15 ---- Ro. 10:10
259. Il Suo ministero libera i prigionieri Is. 58:6 ---- Lu. 4:17-18
260. venne, per dare salvezza Is. 59:15-16 ---- Gv. 6:40
261. Intercede tra l'uomo e Dio Is. 59:15-16 ---- Mt.. 10:32 ,
262. venne a Sion come Redentore Is. 59:20, ---- Lu.2:38
263. Lo Spirito di Dio su di Lui Is. 61:1-2 ---- Mt:, 3:16-17'
264. Predicò la Buona Notizia Is. 61:1-2 ---- Lu.,4:17-21
265. Diede libertà dalla schiavitù Is. 61:1-2 ---- Gv. 8:31-32
266. Proclama un tempo di grazia Is. 61:1-2 ---- Gv.5:24
267. Potere per salvare Is.63:l ---- Mt.,9:6
268. Da gioia invece di dolore Is.61:3 ---- Gv.17:13
269. Discendente di Davide Geremia = Gr. 23:5-6 ---- Lu. 3:23-31
270. Il Messia sarebbe stato Dio Gr. 23:5-6 ---- Gv. 13:13
271. Il Messia Dio e uomo Gr. 23:5-6 1 ---- Ti. 3:16
272. Nato da una vergine Gr. 31:21 ---- Mt. 1:18-20
273. Il Messia era il Nuovo Patto Gr. 31:31 ---- Mt. 26:28 ,
274. Discendente di Davide Gr. 33:14-15 ---- Lu. 3:23-31
275. Proclamò la Parola di Dio Ez. 2:1 Gv. 17:8
276. Discendente di Davide Ez. 17:22-24 Lu. 3:23-31
277. Gli uomini si meravigliarono Ez. 32:10 Mr. 5:20
Profezia Riferimento Compimento
278. Discendente di Davide Ez. 34:23-24 Mt. 1:1
279. Sarebbe asceso al ciclo Daniele =Da.7:13-14 At. 1:9-11
280. Grandemente esaltato Da. 7:13-14 Ef. 1:20-22
281. Il Suo dominio eterno Da. 7:13-14 Lu. 1:31-33
282. Per mettere fine al peccato Da. 9:24 ---- Galati. 1:3-5
283; Sarebbe stato santo Da. 9:24 Lu. 1:35
284. L'ordine di ricostruire Gerusalemme Da. 9:25 Gv. 12:12-13
285. Il Messia soppresso Da. 9:26 Mt. 27:35
286. Morto per i peccati del mondo Da. 9:26 ----- Ebrei 2:9
287. Ucciso prima della distruzione del tempio Da. 9:26,1; Mt.27:50-51
288. Il Messia glorificato Da. 10:5-6 Ap. 1:13-16
289. La personificazione dell'amore Osea 11:4 2Co;5:14
290. Egli avrebbe sconfitto la morte Osea 13:14 1 Co. 15:55-57
291. Il Suo Spirito sparso Gioele 2:28" At. 2:17-18
292. Offre salvezza a tutto il genere umano Gioele 2:32 Ro. 10:12-13
293. Preesistenza di Cristo Mi. 5:1 ----- Ebrei 1:8
294. Nato a Betlemme Mi. 5:1 Mt. 2:1-2
295. Servo di Dio Mi. 5:1 Gv. 15:10
296. Dall'eternità Mi. 5:1. Gv,8:58
297. Avrebbe visitato il secondo tempio Aggeo. 2:6-9 Lu. 2:27-32
298. Discendente di Zorobabele Ag. 2:23 Lu. 3:23-27
299. Servo di Dio Za. 3:8 Gv. 17:4
300. Sacerdote e Re Zaccaria = Za. 6:12-13 ----- Ebrei8:l
301. Salutato con gioia a Gerusalemme Za. 9:9 Mt. 21:8-10
302. visto come re Za. 9:9 Gv. 12:12-13
303. Il Messia sarebbe stato giusto Za. 9:9 Gv. 5:30
304. Il Messia portava la salvezza Za. 9:9 Lu. 19:10
305. Il Messia sarebbe stato umile Za. 9:9 Mt. 11:29
306. Entrò in Gerusalemme su di un asino Za. 9:9 Mt. 21:6-9
307. La pietra angolare Za. 10:4 Ef. 2:20
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L‘AGNELLO DI DIO
Profezia Compimento 308. I capi indegni d'Israele Za. 11:4-6 Mt. 23:1-4
309. La protezione tolta a causa del rifiuto Za. 11:4-6 Lu. 19:41-44
310. Respinto a favore di un altro re Za. 11:4-6 Gv. 19:13-15
311. Ministero rivolto ai poveri Za. 11:7 Mt. 9:35-36
312. L'incredulità spinge al rifiuto Za. 11:8 Mt. 23:13-36
313. Disprezzato e detestato Za. 11:8 Mt. 27:20
314. Fine di coloro che Lo hanno respinto Za. 11:9 Mt. 3:10-11
315. La protezione tolta a causa del rifiuto Za. 11:10-11 ---- Lu. 19:41-44
316. Il Messia sarebbe stato Dio Za. 11:10-11 Gv. 14:7
317. Tradito per 30 pezzi d'argento Zaccaria. 11:12-13 ---- Mt. 26:14-15
318. Respinto Za. 11:12-13 Mt. 26:14-15
319. Argento gettato nella casa del Signore Za. 11:12-13 ---- Mt. 27:3-5
320. Il Messia sarebbe stato Dio Za. 11:12-13 ---- Gv. 12:45
321. Il Messia sarebbe stato trafitto Za. 12:10 ---- Gv. 19:34-37
322. Il Messia Dio e uomo Za. 12:10 Gv. 10:30 + ---- Gv 10,30
323. Il Messia sarebbe stato rifiutato Za. 12:10 ---- Gv.1-11
324. volle morire per il genere umano Za. 13:7 ---- Gv. 18:11
325. Una morte violenta Za. 13:7 Mt. 27:35
326. Dio e uomo Za. 13:7 Gv. 14:9
327. Israele disperso per averLo respinto Za. 13:7 Mt. 26:31-56
328. Un messaggero preparò la via Malachia. 3:1 Mt. 11:10
329. Improvvisa apparizione al tempio Malachia. 3:1 Mr. 11:15-16
330. Il Messaggero del Nuovo Patto Malachia. 3:1 Lu. 4:43
331. Il Precursore nello spirito d'Elia Malachia. 4:5 Mt. 3:1-2
332. Molti convertiti alla giustizia Malachia. 4:6 Lu. 1:16-17