BURUNDI IN AFRICA

Ernest: "I love love jesus because without jesus in the genocid of 1993 in our country i was died. from that date i live in the displaced camp to this time. so jesus is my saviour.
Io amore amare Gesù perché senza Gesù la genocid del 1993 nel nostro paese io ero morto. da quella data io vivo nel campo di sfollati a questo tempo. così Gesù è il mio salvatore.
UNIUS REI: "you tell me well, all your history, and, the history of Christians ... so, anonymously, I can publish everything: all your life: on my blog, ... I am the Observatory on the martyrdom of Christians, from 25 years of ... in which country do you live? tu raccontami bene, tutta la tua storia, e la storia dei cristiani...  così in forma anonima, io la posso pubblicare tutto: sul mio blog.. io sono l'osservatorio sul martirio dei cristiani, da 25 anni..
in che nazione vivi?
Ernest: " il mio paese è il BURUNDI IN AFRICA. In october21, 1993. molte persone sono morte nella mia famiglia. Guarda ad esempio mio cugino jean baptiste,
Quando era cattivo 3years persone tagliare la gamba dopo aver ucciso la sua mamma, sorella, fratello, i genitori di gd... e mio cugino è ha adottato nel 1998 in Francia. Ora egli saltare ed eseguire con una gamba. il motivo per cui ti ho detto che so che il potere di Gesù. amo Gesù 100 over100.
my country is BURUNDI IN AFRICA. In october21 , 1993. many people are died in my family.
look for example my cousin jean baptiste, when he was 3years bad persons cut his leg after killing his mom, sister, brother,gd parents... and in 1998 my cousin is adopted in france. now he jump and run with one leg. its why i told you i know the power of jesus. i love jesus 100 over100. who killed Christians in Burundi? becouse?
 UNIUS REI: "who cut your leg to your cousin? because someone wanted to hurt your family?
chi  ha ucciso i cristiani in Burundi? chi ha tagliato la gamba a tuo cugino?
perché, qualcuno ha voluto fare del male alla tua famiglia?
Ernest: "Ethnic group called Hutu(85%) massacre ethnic group called Tutsi(14%). imagine from 1993 we live in a displaced camp to this time.
Unius REI: "but, who put all this hatred between different Ethnic group,  Hutu against Tutsis ???
Ethnic group Hutu. we waiting the international justice but i have told to my family to give pardon to that Hutu who destroyed our house and so on... many problem for studying. i have three brothers who waiting to help for studying. they are on my charge.
Ernest: "Etnia Hutu. Siamo in attesa dell'internazionale giustizia ma mi abbiamo detto alla mia famiglia per dare il perdono a quel Hutu che ha distrutto la nostra casa e così via... molti problema per studiare. Ho tre fratelli che in attesa di aiuto per lo studio. sono sulla mia carica.
Unius REI: "oggi, non esiste una internazionale giustizia.. perché, all'Onu: sono tutti satanisti massoni salafiti shariah.. tutta la feccia dell'inferno!
ma, quando verrà Unius REI.. lui darà la giustizia: a tutti i popoli oppressi e prigionieri, a tutti coloro che hanno subito, la malvagità degli dei sistemi demonici religiosi ed imperialistici!
i am Unius REI.. Today, there is no justice International. because, at the UN: they are all Satanists Freemasons Salafis shariah.. all the dregs of hell! but when REI Unius will came.. He will give justice: to all oppressed peoples, and prisoners, to all those who have suffered, the wickedness of the religious demonici and imperialist systems!
Ernest: "good message. me i will be with jesus.
35 years ago, I was 20 years old, and I had to come to Rwanda, to teach at the mission, as is drove a tractor (which we gave away), and other agricultural techniques, ... because, with the Radio, and with my friend don Vito Raymond: in Palo del Colle, we made in a ship ... that we have shipped several containers ... but, then, I no longer are come in Rwanda!
my friend don Vito Raymond? He is now a Saint in paradise!
35 anni fa, io avevo 20 anni, ed, io dovevo venire in Rwanda, ad insegnare alla missione, come, si guidava un trattore (che noi abbiamo regalato), ed altre tecniche agricole.. perché, con la Radio Speranza, e con il mio amico don Vito Raimondo: di Palo del Colle, noi abbiamo fatto in una nave... che, noi abbiamo spedito diversi container... ma, poi io non sono più venuto!
il mio amico don Vito Raimondo? lui è ora un santo in Paradiso!
Ernest: "rwanda is near my country. the same genocid. ethnic group hutu massacre ethnic group tutsi. do you undestand the three italian sisters killed in our country burundi? its the hutu who killed that sisters in september2014. i invit you to come to visit our country.
Ruanda è vicino il mio paese. la stessa genocid. etnia hutu massacro etnia tutsi. Ti undestand tre sorelle italiani uccise nel nostro paese burundi? è l'hutu che ha ucciso quel sorelle in september2014. mi invit a venire a visitare il nostro paese.
who put the hatred between HUTU AGAINS TUTSI its belgian
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Unius REI: "anticristo? se, ci sono io lui non ci può essere, io ho un ministero politico universale
Vilma: "lascia stare l'anticristo, lo credi forse più potente di Dio? non ti ci fissare

Unius REI: "quindi tu sai che Gesù nell'Ascensione ha promesso di ricostituire il Regno di Israele.. ma, è questa la verità: i cristiani non pensano che gli Apostoli erano degli ebrei veri al 100%
allora vorresti dire che gli italiani sono fuori come tutti gli altri

Vilma: "gli ebrei non hanno riconosciuto Cristo ma si salveranno comunque se seguono le leggi,cosa non facile

Unius REI: "chi ti ha detto che tutti gli altri sono fuori? .. non ricordi gli angeli a Betlemme, cantavano pace in terra a tutti gli uomini di buona volontà?

Vilma: "lo so, forse non ho capito cosa intendevi
Unius REI: "chi non si salva per il patto (Antico o Nuovo TESTAMENTO), poi, si salverà per misericordia se sarà stato degno di misericordia, già, ma, chi ha odiato Gesù ed il suo messaggio... non ha nessuna possibilità di salvezza

Vilma: "Gesù dice "chi lo bestemmierà verrà perdonato" non verrà perdonato chi non spera in lui nell'ultimo giorno
Unius REI: "no! chi ha fatto di se stesso il nemico del Vangelo.. lui è senza speranza
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Allegra Mente
Lo hai mai visto lucifero?

Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
Allegra Mente https://www.facebook.com/profile.php?id=100007279306860 [io credo che, tutti hanno avuto ed hanno esperienze soprannaturali inconsapevoli, ma, chi ha un vero cammino di fede: queste realtà diventano in lui consapevoli ] ma [ nella mia attuale dimensione divina: di figlio di Dio, cioè, nella mia posizione di fede, io non posso vedere loro... e loro non verrebbero mai a vedere me, per non essere disintegrati prima del tempo! .. e poi, io sono un politico universale, agnostico come impostazione del pensiero logico razionale, quindi, io ho annullato alla mia fede, la possibilità di poter avere esperienze di tipo mistico, profetico, religiose, ecc..
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Vilma Rodi cos'è questa roba... Lorenzo https://www.facebook.com/lorenzo.scarola/posts/10203821301476223?comment_id=10203821795168565&offset=0&total_comments=1&notif_t=share_comment

Lorenzo Scarola dopo 32 anni, senza alcuna motivazione, il mio Arcivescovo mi ha rimosso il ministero di Accolitato.. forse perché, il Re di Giordania ha protestato in Vaticano.. perché, io ho detto che, è inevitabile che, tutti i palestinesi debbano essere deportati in Siria.. Quindi, il Vaticano dimostra di essere amico degli islamici assassini, gli sterminatori dei martiri cristiani, e nemico della sopravvivenza di Israele!... perché, nessuno deve dimenticare, che, io sono il progetto politico del Re di Israele! e che, io sono perseguitato per motivazioni politiche.. che, questo è una violazione ENORME.. perché, è stata sancito, che, i cristiani laici sono autonomi in scelte politiche... ma, questo è evidente, per il mio Arcivescovo, io non sono un laico.. anche se, lui mi ha impedito di diventare prete, con la accusa infamante di non essere integro mentalmente... questo è evidente, nel mio Arcivescovo, mio ex-parroco: io per lui: io sono sempre un chierico che merita di essere punito!
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Grazie per la richiesta di amicizia. Segnalo con l'occasione i nostri ultimi articoli sull'Isola di Patmos assieme all'invito a seguirci ed a diffondere la nostra rivista telematica. www.isoladipatmos.com
L’ISOLA DI PATMOS | Il luogo dell’ultima rivelazione
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LA QUESTIONE DEL MOTOTEISMO ISLAMICO

Appena sorto, l’Islam si gettò con incredibile energia ed audacia alla conquista del mondo e cominciò ad apparire nei territori circonvicini all’Arabia, dalla Siria, alla Palestina, all’Egitto, alla Turchia, ai territori dell’Africa del Nord, già cristiani da secoli. La cristianità si trovò così aggredita da questi eserciti fanatizzati. I predicatori e i propagandisti islamici erano accompagnati dalle truppe. Davanti a un atteggiamento così aggressivo, la cristianità si impaurì e non vide soluzione migliore che reagire con la forza. Da qui le Crociate.
Autore Giovanni Cavalcoli OPAutore
Giovanni Cavalcoli OP
corano la meccaLa Mecca, luogo sacro dell’Islam
L’attuale dibattito attorno alla religione islamica verte sul punto se il Dio del Corano è o non è il medesimo Dio dei cristiani. La risposta che si affaccia in molti nel modo più immediato è che non è il medesimo Dio, in quanto, mentre noi cristiani crediamo in un Dio Trinitario, il Corano lo respinge. In questa risposta apparentemente ovvia si nasconde in realtà un sottile equivoco, che occorre sfatare. Per essere corretti, dovremmo dire piuttosto che noi e i musulmani, come dice il Concilio Vaticano II, adoriamo «L’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini» (1). Quindi in realtà il nostro Dio e il loro è in se stesso il medesimo.
corano MeccaSi potrebbe parlare di “falso dio” per i Musulmani nel caso il Corano assegnasse a Dio attributi che non gli convengono. Ma questo, nell’insieme, non corrisponde alla realtà. Se confrontiamo i famosi 99 attributi di Allàh con quelli che San Tommaso d’Aquino assegna a Dio nella Summa Theologiae, noteremo una singolare concordanza. Se proprio devo pensare a un falso dio, preferisco pensare a quello di Hegel o di Rahner, piuttosto che a quello di Maometto. La differenza allora non sta nel fatto che esistano due Dèi: uno nostro, vero, e l’altro loro, falso. E neppure due dèi diversi. Questo sarebbe un assurdo politeismo, perchè in realtà Dio è uno solo. Tanto noi che loro crediamo in un solo Dio, il quale, da come risulta dagli attributi che il Concilio assegna al Dio coranico, è il vero Dio.
Il problema dunque del contrasto tra la teologia cristiana e quella coranica sta altrove. Che noi ecorano loro siamo monoteisti, credenti nel vero Dio, è fuori discussione. Il problema sta nel fatto che il Corano, in nome del Dio unico, respinge come politeismo ed empietà il dogma cristiano della Santissima Trinità e per conseguenza dell’Incarnazione e della Redenzione. Il Corano non concepisce come Dio possa avere un “Figlio”, perchè, per avere un figlio, dovrebbe avere una moglie. Si noti l’ingenuità di questa obiezione. Inoltre il Corano giudica assurdo pensare che Dio sia simultaneamente “uno e tre”. Dobbiamo tuttavia riconoscere che le obiezioni del Corano non sono prive di una loro apparente sensatezza, per cui devono essere prese in considerazione e ad esse si deve rispondere. La risposta decisiva, come sappiamo, è data dal Concilio di Calcedonia del 451, nel quale si distingue in Dio la natura divina una (fysis, dal greco Φύσις ) dalla persona trina (hypostasis, dal greco ὑπόστασις). Quanto al Figlio, è chiaro dalla rivelazione neotestamentaria, pensiamo soprattutto al Logos giovanneo, che non va inteso in relazione al sesso padre-madre, dato che Dio è purissimo Spirito senza sesso, ma ad una paternità divina asessuata, quindi non maschile, assimilabile alla Mente che produce l’Idea o il Pensiero, sicchè Cristo in questa visuale, è “Immagine del Padre ed Impronta della sua Sostanza” [Eb 1,3], è modello ideale ed archetipo in base al quale ed alla luce del quale il Padre ha pensato, progettato, voluto e creato il mondo.
corano bimbo tradizionale preghiera del venerdì
La questione non tocca l’esistenza ma la conoscenza di Dio, ossia ciò che noi uomini sappiamo o possiamo sapere di Dio, ciò che Dio ci ha rivelato di Se stesso. Siamo tutti d’accordo che Dio esiste; il problema è di sapere nel modo migliore possibile chi è Dio, quali sono i suoi veri attributi, e che cosa Dio esattamente ci ha rivelato di Sè; inoltre sapere di quale o di quali profeti dobbiamo fidarci per avere quella sublime e desideratissima conoscenza. È qui che c’è lo scontro fra Cristiani e Musulmani: che per noi cristiani il massimo Rivelatore di Dio è Gesù Cristo nel Vangelo, mentre per loro è Maometto nel Corano, grazie alla rivelazione ricevuta dall’Arcangelo Gabriele. Già subito qui c’è un motivo di contrasto, perchè noi cristiani ci chiediamo come ha potuto il medesimo angelo da una parte annunciare a Maria la sua maternità divina e dall’altra annunciare a Maometto che Gesù è un semplice profeta: un angelo che si contraddice nell’annunciare a nome di Dio la rivelazione divina ordinata alla salvezza dell’umanità?
Resta il fatto che il Dio del Corano è il vero Dio, anche se si potrebbero fare alcune obiezioni su certi suoiHallah attributi. Egli è Dio, sì, ma conosciuto in modo misto ad errori ed assai meno perfetto di quanto lo conosciamo noi per mezzo di Cristo come Dio Trinitario. Inoltre, il guaio peggiore è che il Corano non si limita ad ignorare il mistero trinitario, ma pretende di confutarlo in base al Dio unico conosciuto dalla semplice ragione. Tuttavia ciò non ha impedito che nei secoli XI-XIII l’Islam in tema di monoteismo abbia prodotto metafisici e teologi di alto livello, come Averroè, al-Kindi, Avempace, Algazele, Alfarabi e Avicenna, i quali, per dare un fondamento filosofico al Dio creatore insegnato dal Corano, hanno opportunamente pensato di utilizzare Aristotele, enucleando la distinzione tra essenza ed esistenza, come caratterizzante metafisicamente la creatura, nonchè il concetto dell’assolutamente Necessario, come caratterizzante l’essenza divina. E, come è noto, furono gli Arabi ad introdurre nel Medioevo in Europa la conoscenza della metafisica e della teologia di Aristotele, che furono poi utilizzate dai dottori cristiani, come San Tommaso e il Beato Duns Scoto, per interpretare il dogma cristiano.
roveto ardente Mosè dinanzi al roveto ardente
Il Dio del Corano ha evidenti agganci al Dio dell’Antico Testamento, maestoso e severo, un Dio più temibile che amabile, differente, come sappiamo, dal Dio del Nuovo Testamento, misericordioso e compassionevole, «lento all’ira e grande nell’amore», che vuole in Cristo essere amico dell’uomo ed abitare con la grazia nel suo cuore. Da qui la mistica cristiana, fenomeno raro nell’Islam e spesso guardato con sospetto, benchè esista anche lì la tradizione sufica, del resto probabilmente influenzata dal cristianesimo. Il Dio coranico, benchè sia presentato dal Corano come rivelato da Dio stesso, è il Dio della ragione, ossia quel Dio la cui esistenza e i cui attributi possono essere dimostrati dalla ragione applicando il principio di causalità e per analogia con le creature. Di fatti, quindi, tutti gli uomini ragionevoli conoscono almeno implicitamente questo Dio, quindi anche i Musulmani. A questo Dio tutti devono render conto del loro operato per ricevere il premio o il castigo eterno, come lo stesso Corano riconosce.
incarnazione… e il Verbo si fece carne
Che poi Dio Figlio si sia incarnato, questo lo sappiamo solo noi cristiani, mentre, come è noto, i Musulmani lo rifiutano, se ne rendano o non se ne rendano conto, lo capiscano o non lo capiscano, ne abbiano o non ne abbiano colpa. Il Corano, laddove non erra su Dio, non insegna nulla che non corrisponda a quanto la stessa ragione naturale può dimostrare su Dio (2). La religione islamica è nata da un bisogno religioso e di unità politico-nazionale del popolo arabo, non soddisfatto dal contatto umiliante col potente impero bizantino, espressione di una civiltà superiore, cristiana, ma di tendenza imperialistica e divisa da tormentose e complicate polemiche di carattere teologico, vertenti soprattutto sul mistero trinitario e sui sacramenti.
maometto e gabriele secondo la tradizione islamica l’Arcangelo Gabriele apparve a Maometto
Maometto, dal canto suo, animo religioso, energico e pratico, volle trovare una religiosità più semplice del complicato cristianesimo bizantino e credette di aver trovato la soluzione in un monoteismo privo del mistero trinitario e di tutte le conseguenze che da esso discendevano sul piano dottrinale, liturgico, morale e sociale. Dotato anche di grandi doti di organizzatore politico e di stratega militare, Maometto seppe dare a quei bisogni del suo popolo una soddisfazione così adatta, indovinata, convincente e feconda, da consentire alla sua opera di durare ancora oggi dopo quattordici secoli ed anzi di rafforzarsi immensamente con l’istillare nella religione del Corano una straordinaria forza di espansione, che dura a tutt’oggi in vari paesi del mondo, i quali appartengono ad altri popoli che nulla hanno a che vedere con gli arabi.
Il metodo dell’espansione islamica peraltro è molto diverso da quello cristiano. Mentre questo siarabi 1 fonda sulla fede in Cristo, uomo-Dio, che attira gli uomini a Sè e al Padre celeste con la forza dell’argomentazione e della persuasione, di una condotta integerrima, di una sapienza sublime, della testimonianza di un amore generoso, dei miracoli e delle profezie, Maometto, capo politico, religioso e militare ad un tempo, eccita e spinge i suoi fedeli alla conquista del mondo non solo e non tanto con la persuasività della parola, la sapienza delle sentenze e l’esempio di una condotta morale rigorosa, ma soprattutto con la forza delle armi, minacciando la divina vendetta a tutti coloro che non intendono accogliere il messaggio coranico. Come è noto, a chi muore nella guerra santa contro gli infedeli, è assicurato il paradiso.
arabi 2Appena sorto, l’Islam si gettò con incredibile energia ed audacia alla conquista del mondo e cominciò ad apparire nei territori circonvicini all’Arabia, dalla Siria, alla Palestina, all’Egitto, alla Turchia, ai territori dell’Africa del Nord, già cristiani da secoli. La cristianità si trovò così aggredita da questi eserciti fanatizzati. I predicatori e i propagandisti islamici erano accompagnati dalle truppe. Davanti a un atteggiamento così aggressivo, la cristianità si impaurì e non vide soluzione migliore che reagire con la forza. Da qui le Crociate. Oltre a ciò, il cristiano comune sentiva enorme sdegno e ripugnanza davanti a un attacco così radicale contro quanto la sua fede aveva di più sacro e quasi nessuno si accorse che in fin dei conti il Corano non predicava un’idolatria o un politeismo, ma un monoteismo, patrimonio di quella ragione che tutti gli uomini posseggono, Cristiani e Musulmani, tutti chiamati da Cristo alla salvezza. Che cosa dunque si sarebbe dovuto fare? Un’opera di discernimento nella dottrina coranica tra vero e falso (3). Il primo andava assunto; il secondo, confutato. Inoltre, in fatto di religione, occorreva dimostrare con buone prove la superiorità di Cristo su Maometto, senza misconoscerne i meriti, e non limitarsi alla sdegnata condanna, e possibilmente si doveva evitare il rifiuto totale e lo scontro frontale. L’ideale sarebbe stato che questo compito gravissimo se lo fosse assunto la Chiesa, magari dedicando al problema uno o due Concili ecumenici. E invece niente. La cosa fu lasciata nelle mani dei teologi, degli apologisti e dei Crociati. E così la reciproca incomprensione si è trascinata per secoli. Pareva che tutto il problema si risolvesse in come difendersi da un’epidemia. Ci si dimenticò che anche i Musulmani erano chiamati ad accogliere il Vangelo. Maometto, certo, era un grand’uomo; ma non poteva essere anteposto a Cristo. Si stenta a comprendere come quest’uomo sia pur grande quanto si vuole come Maometto, sia riuscito e tuttora riesca a polarizzare attorno a sè folle sterminate dei fedeli in netta competizione con quell’uomo ben più sublime, perchè è Dio, che è Nostro Signore Gesù Cristo.
Tommaso disputa con Averroè Dissertazione tra Tommaso d’Aquino ed il filosofo arabo Abū l-Walīd Muhammad ibn Ahmad Rushd, meglio noto come Averroè
Nel XIII secolo nacquero i Domenicani e i Francescani. Sembrò che essi potessero far qualcosa per avvicinare l’Islam a Cristo. Partirono coraggiosamente per la Terra Santa, lasciarono dei martiri, ma nessuno dei due Ordini alla fine riuscì a trovare il metodo giusto: i Domenicani furono troppo drastici e nel 1291 vennero cacciati, per potervi tornare solo alla fine del XIX secolo, ma solo per dedicarsi agli studi biblici (4). Il domenicano San Raimondo di Peñafort spinse San Tommaso d’Aquino a scrivere il famoso trattato apologetico Summa contra Gentes, opera meravigliosa, ricca di argomentazioni razionali, ma che purtroppo non confuta punto per punto, come sarebbe stato utile, gli errori del Corano evidenziando quanto si poteva accogliere nella teologia cristiana, per cui alla fine non dette apprezzabili risultati. I Francescani, dal canto loro, dopo lo storico e commovente incontro di San Francesco col Sultano, hanno sempre potuto restare in Palestina fino ad oggi, ma solo per aver rinunciato a convertire i Musulmani, da questi tollerati come cittadini di second’ordine. Stando così le cose, il documento del Concilio sull’Islam è da considerarsi di un’importanza epocale ed incentivo di una speranza di riconciliazione e di conversione degli Islamici a Cristo. Non era mai finora accaduto che il Magistero della Chiesa riconoscesse in modo così solenne le verità teologiche contenute nel Corano. E poichè tali verità erano già state definite altrove come appartenenti al deposito della fede (5), è da ritenersi che qui ci troviamo di fronte a dottrina del Magistero infallibile, cosa che riempie l’animo di immensa speranza circa i futuri buoni risultati del dialogo con l’Islam.
donne islamiche Donne velate
La rivelazione coranica di Dio è certo ricca di insegnamenti teologici, cultuali, religiosi, ascetici, morali e sociali, ma soprattutto è un martellante susseguirsi e ripetersi quasi senza respiro di precetti categorici e avvertimenti perentori e minacciosi davanti ad un fedele muto, che non deve fare altro che ascoltare, credere, obbedire e combattere per la diffusione dell’Islam in tutto il mondo, perchè questa e non quella cristiana è la vera, assoluta ed universale via e regola del culto divino (“Islam”), della virtù e della salvezza dell’uomo. Quanto al testo del Corano, tradizionalmente esso è inteso come Parola di Dio in modo tale da non ammettere che essa sia formulata o incarnata in una modalità o forma umana, tale da offrire aspetti legati al tempo o alle contingenze storiche. Questa maniera fondamentalista di interpretare il Corano, che del resto non è propria di tutte le scuole, ha lo svantaggio che viene a intendere come Parola di Dio concezioni, usi o pratiche oggi inammissibili o disumane, come per esempio la pena del taglione o della lapidazione o una concezione degradante ed umiliante della donna.
72 vergini il Paradiso secondo la promessa di Maometto, dove saranno concesse agli uomini giusti 72 vergini in premio
Un grande valore dell’umanesimo coranico è dato dalla chiara coscienza del destino eterno dell’uomo: o paradiso o inferno, anche se poi manca il dogma della visione beatifica, frutto supremo della grazia di Cristo, e ci si ferma a godimenti puramente umani, anche sessuali. A differenza dell’uomo biblico o cristiano, che dialoga confidenzialmente e liberamente con Dio come il figlio col padre o l’amico con l’amico in Cristo, il fedele musulmano sembra sempre un soldato sull’attenti, che non deve far altro che eseguire gli ordini. Esiste, certo, la preghiera, che chiede l’aiuto e il perdono divino; ma essa alla fine non è niente più che il chiedere a Dio il compimento inesorabile di una volontà fatalistica, che è completamente avulsa dai desideri, dal libero arbitrio o dalle iniziative personali del fedele. Così o per amore o per forza, magari con la conquista militare, il Corano deve affermarsi in tutto il mondo. Chi l’accoglie, bene, ma chi non l’accoglie od oppone resistenza e non si converte, merita la morte o quanto meno dev’essere schiavo del musulmano. E chi si converte all’Islam, è tenuto assolutamente a restare fedele, sotto sorveglianza dell’autorità civile-religiosa, e anche dello stesso ambiente sociale e familiare, perchè, se dovesse cambiare idea, come per esempio farsi cristiano, viene escluso dalla comunità e può essere anche giustiziato.
Ernesto Vecchi su IslamS.E. Mons. Ernesto Vecchi, Vescovo ausiliare di Bologna, per ascoltare la sua intervista sul rapporto tra cultura islamica e Italia, [cliccare sopra la foto per avviare il video]
Nei regimi islamici, almeno in linea di principio non esiste il diritto alla libertà religiosa. Volendo usare una facezia, benchè la cosa sia molto seria, “o mangi la minestra o salti la finestra”. Oggi l’Islam usa, per penetrare in paesi cristiani, un metodo morbido e capillare, come per esempio il fenomeno degli immigrati. Ma questi, ben lungi dal convertirsi al cristianesimo, restano fermi nella loro religione ed esigono dalle pubbliche autorità con notevole tenacia che siano loro concesse le strutture atte all’esercizio della loro religione. Laddove infatti esiste il diritto alla libertà religiosa, i Musulmani sanno abilmente avvantaggiarsene per i loro interessi, ma non la concedono ai cristiani che vivono nei loro paesi.
assenza“Assenza”, René Magritte, 1966
Una grave lacuna dell’umanesimo coranico è l’assenza di quella coscienza dell’umana fragilità e tendenza al peccato che sorge nel cristianesimo dal dogma del peccato originale. L’uomo coranico, non rendendosi conto fino in fondo della gravità delle cattive azioni umane, non è neppure in grado di porvi adeguato rimedio, tanto più che non conosce i sacramenti, la vita ecclesiale e la grazia sanante donataci da Cristo. Ciò non toglie che chi è in buona fede possa ricevere questa grazia senza saperlo. Inoltre può esistere un battesimo di desiderio. Con tutto ciò è presente nell’etica islamica l’amore per la virtù e l’odio per il vizio, ma, stanti quei presupposti, si comprende bene come la virtù evangelica debba essere assai superiore in linea di principio alla virtù coranica, senza con ciò voler far confronti di persone e tanto meno pretendere di scrutare nel sacrario delle coscienze. La religione islamica nei secoli è stata promotrice di civiltà, di scienza, di arte, di cultura, di virtù umane, di benessere economico, di organizzazione politica e statuale, ma non la si può neanche paragonare alla ricchezza sconfinata della civiltà nata in Europa col cristianesimo, la civiltà dai ricchissimi ed infiniti effetti e risultati in campo morale, giuridico, religioso, scientifico, tecnico, artistico, politico, sociale, economico, dei quali si avvale abbondantemente lo stesso mondo islamico magari per osteggiare e boicottare l’Occidente.
Il confronto tra Cristo e Maometto si impone oggi in modo sempre più smaccato ed inevitabile. Ilgesù per gli islamici guaio è che la teologia cattolica soffre oggi, soprattutto nel campo della cristologia, di una crisi mai vista in tutta la sua storia, mentre intellettuali e uomini di cultura sentono il fascino dell’esoterismo islamico, come è avvenuto per lo gnostico tradizionalista René Guénon, nonchè dello spirito comunitario islamico, come è avvenuto per il filosofo comunista Roger Garaudy, entrambi convertitisi all’Islam nel secolo scorso. In campo poi cattolico è deprimente vedere un cristologo peraltro dotto come uno Schillebeeckx, elaborare una cristologia nella quale è assente la divinità di Cristo, ridotto al livello di un semplice “profeta escatologico” e “persona umana” abitata da Dio. E’ un modo per accontentare Maometto.
david hainesesecuzione di David Haines per opera dei terroristi islamici [cliccare sopra la foto per avviare il video]
Nei regimi islamici, almeno in linea di principio non esiste il diritto alla libertà religiosa. Volendo usare una facezia, benchè la cosa sia molto seria, “o mangi la minestra o salti la finestra”. Oggi l’Islam usa, per penetrare in paesi cristiani, un metodo morbido e capillare, come per esempio il fenomeno degli immigrati. Ma questi, ben lungi dal convertirsi al cristianesimo, restano fermi nella loro religione ed esigono dalle pubbliche autorità con notevole tenacia che siano loro concesse le strutture atte all’esercizio della loro religione. Laddove infatti esiste il diritto alla libertà religiosa, i Musulmani sanno abilmente avvantaggiarsene per i loro interessi, ma non la concedono ai cristiani che vivono nei loro paesi.
La realtà islamica è estremamente composita e spesso contradditoria. Se l’Islam è da una parte oggetto di ammirazione per la sua disciplina e il suo fervore religiosi, d’altra parte suscita una comprensibile ondata di sdegno e di orrore quanto i terroristi islamici stanno perpetrando in paesi di minoranza cristiana. Ciò rischia di suscitare in certi ambienti delle reazioni scomposte, che non fanno altro che attizzare il fuoco di un odio che nulla ha di cristiano, ma che ci riporta ai tempi più bui delle interminabili guerre medioevali. Tuttavia, occorre anche tener conto di quella parte di Islam ragionevole e pacifica, che si adopera per risolvere il problema del terrorismo, in conformità alle accorate esortazioni del Papa. Occorre invece rinunciare assolutamente alle visioni unilaterali, risentite e passionali, ed alle contrapposizioni frontali, che spesso nascono dall’ignoranza e da un malinteso desiderio di reagire alla violenza e di difendere la civiltà cristiana. Esistono peraltro nei paesi occidentali moltissimi islamici pienamente integrati nella realtà sociale che li ha accolti e che contribuiscono lealmente col loro lavoro allo sviluppo e al benessere di quei paesi. Su questo punto delicato del dialogo con l’Islam resta valido l’insegnamento del Concilio e dei Papi del postconcilio fino al Pontefice presente. L’insegnamento conciliare andrebbe completato con una descrizione accurata degli errori dell’Islam, che bisogna confutare, onde illuminare i fedeli di Maometto con la luce di Cristo. Non bisogna disperare nella conversione dei Musulmani, anche se in quattordici secoli essi non ci hanno dato prova di essere interessati a Cristo. Ma anche noi cristiani dobbiamo fare un esame di coscienza e chiederci seriamente se nei loro confronti siamo stati sempre dei veri apostoli, dei veri testimoni, dei veri evangelizzatori. Indubbiamente, ciò di cui si sente la mancanza e che è urgente elaborare, è un piano sistematico di evangelizzazione dei Musulmani, confidando nel fatto che Cristo ci ha mandato ad annunciare il Vangelo a tutti gli uomini e che Egli avendo dato per tutti la propria vita, dà a tutti a possibilità della salvezza.
Fontanellato, 12 gennaio 2015
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(1) Nostra aetate, n.3.
(2) Questo insegnamento, che troviamo nel Concilio Vaticano I, si può considerare come fondamento del dialogo con l’Islam, promosso dal Concilio Vaticano II.
(3) Papa San Gregorio VII nel sec. XI scrisse bensì una saggia lettera conciliante ad Anazir, re della Mauritania, citata dal documento del Concilio; ma si tratta di un caso più unico che raro.
(4) Con la fondazione della famosa Scuola Biblica di Gerusalemme ad opera del Padre Joseph Lagrange
(5) Per esempio al Concilio Lateranense IV e al Concilio Vaticano I.
 http://isoladipatmos.com/la-questione-del-monoteismo-islamico/









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Hamid El Kohli https://www.facebook.com/rdk.hamid questo è il tuo commento precedente, io voglio capire da che parte stai! """"""" è giusto essere contro ogni " xenofobia" perché, è vero, che, non c'è, un popolo, o una religione, che, possano essere criminali, per se stessi! ] quindi, la realtà è che: la LEGA ARABA, fa della shariah: un nazismo: senza reciprocità: senza libertà di coscienza, senza laicità, che uccide, centinaia di martiri cristiani innocenti: ogni giorno, e uccide migliaia di musulmani innocenti, ] answer [ da che parte dovrebbe stare politicamente il Regno di Dio, che io rappresento? io non posso mai essere la parte di qualcuno, io sono contro ogni ingiustizia! ] [ ovunque, c'è la shariah come in Kenya, gli jihadisti non possono essere sconfitti! gli strumenti sono due: o fare il genocidio delle loro famiglie (ma, voi avete ucciso i dittatori islamici per questo motivo), oppure, c'è una battaglia culturale e spirituale da fare: la LEGA ARABA deve condannare la Shariah, ed aprirsi allo Stato LAICO! ] si dice che, il Matrimonio, è un rimedio per la concupiscenza, mentre, certamente non si può dire questo della omosessualità.. dato che, tranne rare eccezioni, proprio la concupiscenza brucia e consuma: senza freno: "sul volto degli omosessuali".. se, io fossi stato il Giudice, io avrei rimproverato entrambi, ma, non avrei dato una sanzione pecuniaria! [ Condannata per rimprovero a bacio gay, Sul litorale di San Paolo, dovrà risarcire i due ragazzi ] perché, in questo caso i contendenti hanno entrambi le loro ragioni! ed entrambi le loro responsabilità! iNFATTI, è nella natura di alcuni essere GAY(E DOVREBBERO ESSERE MEGLIO ACCOLTI E COMPRESI), ma, è normale per chiunque ergersi, a tutela della protezione della LEGGE NATURALE, che, viene profanata dalla omosessualità.. ecco perché, io ritengo che, la posizione della Russia, sia la posizione più saggia sull'argomento omosessualità! più: Pudore per tutti OGGETTIVAMENTE! E LA CONDANNA, PROIBIZIONE, CENSURA: CONTRO, OGNI FORMA di pubblicistica omosessuale: CONDANNA, PROIBIZIONE, CENSURA: CONTRO, OGNI FORMA DI PERVERSIONE SESSUALE ALL'INTERNO DELLA PORNOGRAZIA, PORNOGRAFIA!
l'Islam è così tollerante che i copti sono diventati il 5%, Sisi, dice: "Islam predica tolleranza Terrorismo è nemico. [[ allora, in: 1400 anni di storia, noi non abbiamo mai conosciuto l'Islam]] sono da 25, che, io raccolto migliaia di violazioni, stupri sequestri ed omicidi, ogni ann, attraverso il mio osservatorio sul martirio dei cristiani! ]  Hamid El Kohli https://www.facebook.com/rdk.hamid ] e da che parte dovrebbe stare politicamente: il Regno di Dio, che: io rappresento? io non posso mai essere dalla parte di qualcuno, infatti, io sono contro ogni ingiustizia!
 [ morto re Abdullah di Arabia SAUDITA ] [ lui è stato un uomo importante, perché, anche se: con metodi estremamente crudeli, e criminali: di annientamento della dignità umana, (formazione galassia jihadista, attraverso i servizi segreti, ecc.. ) lui ha fatto diventare la LEGA ARABA la seconda super potenza nucleare del pianeta! .. ed adesso: i satanisti farisei americani Bildenberg, hanno costruito le città sotterranee per poter uccidere con armi nucleari: ogni forma di vita: sulla superficie del pianeta! ... quindi, presto sparirà, ogni forma di vita, su: questo pianeta! ... ed il mio amico: re Abdullah di Arabia SAUDITA, lui ha pensato che: sarebbe stato più giusto distruggere il pianeta, piuttosto che, di darlo a Bush 322 Nwo: i suoi alieni, demoni mostri: Gmos biologia sintetica: e al sacerdote Kerry LaVey, ed a tutti i loro sacrifici umani sull'altare di satana! io ho litigato con JHWH su questo aspetto: infatti anche io penso: che, sia arrivato il momento di distruggere la storia del GENERE UMANO: i suoi 120milioni, di martiri cristiani?
potrebbero essere facilmente raggiunti!
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e se invece di una ragazza minorenne (pedofilia per due anni) si fosse trattato di un incesto tra omoessuali, cosa sarebbe cambiato? ] ADESSO LA SOCIETà SI DEVE INTERROGARE: SUL CONCETTO, DI: LA LUSSURIA, SE, questo concetto: è DI PER SE STESSA UN DIRITTO DELLE PERSONE? è giusta qualsiasi libertà sessuale? SE, LA RISPOSTA è AFFERMATIVA, POI, NON C'è NULLA CHE POTRà IMPEDIRE AL NAZISMO ISLAMICO SHARIAH: DI AFFERMARSI TRA DI NOI! QUINDI: LA CIVILTà: EBRAICo CRISTIANA: I comunisti BILDENBERG, IDEOLOGIA GENDER LA HANNO GIà CONDANNATA ALLA ESTINZIONE! ] OVVIAMENTE, LA BIBBIA ED ISRAELE NON HANNO PIù UN SIGNIFICATO CULTURALE DI POTER ESISTERE! [ Stanno insieme da quasi due anni, e ora vogliono sposarsi e avere dei figli: non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che i due sono padre e figlia. La storia shock arriva dagli Stati Uniti, e ha come protagonisti una teenager di 18 anni della zona dei Grandi Laghi e il suo genitore biologico. La ragazza non ha visto il padre per 12 anni, quindi lui l'ha contattata su Facebook e dopo una settimana i due hanno iniziato una relazione. Ora in un'intervista al New York magazine lei ha raccontato che stanno per trasferirsi in New Jersey, per costruire una famiglia. La 18enne ha poi precisato di non essere preoccupata che i suoi figli rischino di essere soggetti ai potenziali effetti negativi dell'incesto.
Paolo Pinni · Top Commentator
Dai figli ai GAY ( Elton John e Marito ), alla Pedofilia Legalizzata ( in OLANDA ), alla droga Legalizzata ( Olanda e Germania ecc ecc ), all´omicidio Legalizzato eutanasia ( AIDS + HIV e EBOLA ecc ecc in TUTTO IL MONDO ), allo Serminio di Massa Legalizzato ( GUERRE USA ), all´incesto LEGALIZZATO..... che c´e´di STRANO???? TUTTO COMBACIA PERFETTAMENTE!!!

siamo di fronte ad una gravissima minaccia sociale... la aggressione giudiziaria del pensiero, e della sensibilità altrui! è una forma di coercitivo, massimalismo, ideologia GENDER è una vera INTOLLERANZA ... che, non offre nessuna tolleranza e nessun pluralismo [ Condannata per rimprovero a bacio gay ] NON CREDO CHE DEBBA ESSERE QUESTO IL METODO DEL DILOGO, NEL PATTO SOCIALE! [ Sul litorale di San Paolo, dovrà risarcire i due ragazzi ] SAN PAOLO, 22 GEN - La proprietaria di un ristorante sul litorale di San Paolo e' stata condannata per aver rimproverato una coppia di clienti gay che si era scambiata un bacio. Il tribunale ha condannato la donna a risarcire i due ragazzi "per danni morali" con 10 mila reais (circa 3 mila euro) ciascuno
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NEW DELHI, 5 AGO - Violente proteste sono scoppiate oggi in Uttar Pradesh, nel nord dell'India, in seguito allo stupro di una donna in una 'madrassa' (scuola coranica) e alla sua conversione forzata all'Islam. Lo riferisce la tv Ndtv.
    La donna, una studentessa di 20 anni, è stata tenuta ostaggio per diversi giorni nell'istituto religioso, nei pressi di Meerut, dove diversi uomini hanno abusato di lei dopo averla costretta a cambiare la propria fede religiosa.
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Account non disponibile al momento [[ questa è la verità, con questa scusa: mi hanno distrutto un importante articolo su http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/01/23/arabia-saudita-morto-re-abdullah_d8486b95-0499-4e24-8c39-6e4e23fec168.html?fb_comment_id=fbc_815527105190470_815626051847242_815626051847242#f2c53f4e432a086 ]] [[ Il tuo account al momento non può usare la funzione di accesso ad altri siti Web tramite Facebook. Per ulteriori informazioni, accedi a www.facebook.com e segui le istruzioni visualizzate.
 Richieste di amicizia in sospeso annullate
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Almeno tredici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in seguito ad una serie di presunti colpi di mortaio che hanno centrato la fermata di un tram nel quartiere Leninski di Donetsk, roccaforte dei separatisti filorussi. Lo riferiscono i media russi e quelli dei ribelli. Secondo i testimoni oculari citati dall'agenzia dei ribelli 'Dan-news Info', la fermata sarebbe stata colpita da cinque presunti colpi di mortaio mentre stava passando un tram e un filobus, che ha preso fuoco, insieme ad un'auto di passaggio. Secondo un rappresentante del ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetesk, Eduard Basurin, ci sono nove morti e nove feriti. La tv Rossia 24 mostra un bus distrutto da un ordigno, cadaveri alla fermata e dentro lo stesso bus.
Intanto è scambio di accuse reciproche tra Kiev e i separatisti sulle responsabilità per i colpi di artiglieria caduti sulla fermata d'autobus. I ribelli hanno fatto sapere di aver catturato un gruppo di sabotatori sospettati dell'accaduto, mentre il ministero della Difesa ucraino sostiene che la fermata del bus, che dista circa 15 km dalle postazioni ucraine, è stata bombardata dalle aree della città controllate dai separatisti. Sul posto sono arrivati anche gi osservatori dell'Osce.
I separatisti filorussi hanno fatto sfilare un gruppo di 18 prigionieri ucraini nel centro della città sino alla fermata di bus dove oggi colpi di artiglieria hanno ucciso diverse persone (il bilancio varia da sette a 13) e ne hanno ferite una ventina. Lo riferisce Ria Novosti. I prigionieri hanno chiesto scusa ma sono stati assaliti dalla folla che gridava "vergogna", "non ci servono le vostre scuse". Sono quindi stati protetti dalle milizie e alcuni sono stati riconsegnati alle loro famiglie.

Mosca chiede indagine con Osce - Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, chiede un'indagine con l'Osce sul bombardamento alla fermata di bus a Donetsk, definendolo "un reato contro l'umanità" e una "provocazione volta a minare gli sforzi per ottenere una soluzione pacifica della crisi ucraina, in particolare il progresso delineatosi dopo l'incontro in formato Normandia a livello di ministri degli Esteri" a Berlino. "Diventa evidente che le vittime umane non fermano il 'partito della guerra' a Kiev e i suoi protettori stranieri", dice

Esercito Kiev lascia aeroporto Donetsk
Intanto Kiev abbandona ai ribelli l'aeroporto di Donetsk, ormai distrutto ma dall'alto valore simbolico nel conflitto tra l'esercito governativo e i separatisti filorussi: lo sostiene il battaglione di volontari filogovernativi Azov sulla sua pagina Facebook, come riferisce l'agenzia ucraina Unian. "I militari che difendevano l'aeroporto di Donetsk sono stati costretti a lasciare quello che ancora un anno fa era un magnifico aeroporto moderno", riferisce Unian citando la pagina Facebook. "L'epopea della difesa eroica dell'aeroporto - prosegue - è durata 242 giorni, cioè più della difesa di Stalingrado e di Mosca durante la guerra patriottica (la seconda guerra mondiale, ndr). Speriamo che passerà qualche tempo e che la bandiera nazionale ucraina sarà di nuovo issata sull'aeroporto". Kiev non ha ancora confermato ufficialmente la notizia dell'abbandono dello scalo, intorno al quale nelle ultime settimane si erano intensificati i combattimenti. Il bilancio delle vittime nelle ultime 24 ore di combattimenti nello scalo è di sei morti, tutti militari ucraini, mentre altri 16 sono stati feriti e fatti prigionieri. Altri 20 sono riusciti ad abbandonare il terminal. Lo riferisce il ministero della difesa ucraino, citato da Interfax.

Ribelli, in ultime 24 ore 4 civili morti, 34 feriti - Quattro civili sono morti e 34 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei bombardamenti a est dell'Ucraina, nel conflitto tra Kiev e i separatisti filorussi: lo riferiscono i ribelli, che sostengono invece di aver perso tra i propri ranghi 8 uomini, mentre 16 sono rimasti feriti.
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alleluia! Gesù è risorto alleluia.. Aleluia hermano.a ele toda gloria e louvor. So encontrmos a paz interior em deus e na oracao. Amem irmao, il diavolo non ha nessun potete, di, danneggiare coloro, che, sono di Cristo!
el diablo tiene ningún daño, de aquellos que son de Cristo. Amem: i am Unius REI, the King of Israele.. E a alegria tambem conversemos com deus ele fala conosco em nossa mente e coracao esclareca todas suas duvidas amem,
and it's a great joy even chat with God, he speaks to us in our heart and mind escolta all your questions, of: love
ed è una grande gioia anche chattare con Dio, LUI parla a noi nel nostro cuore e la mente escolta tutte le vostre domande di: amore
et c'est un chat même grande joie avec Dieu, il nous parle dans notre cœur et l'esprit escolta toutes vos questions, de : amour
и это большая радость даже общаться с Богом, он говорит нам в наш ум и сердце escolta все ваши вопросы о: любовь
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non esiste nessun diritto: di alto tradimento MASSONICO, che, lo strozzino Bildenberg: Spa FED BCE FMI: può vantare, contro: i POPOLi SOvrani! [ Grecia: Tsipras, non rispetteremo accordi fatti da predecessori ] NULLA ACCETTEREMO DI MENO DELLA NOSTRA RIPRISTINATA SOVRANITà MONETARIA! LA AGUZZINO ROTHSCHILD TROIKA MERKEL è VENUTA A FIRENZE, A VEDERE CHE, IL SUO COMPLICE RENZI, NON SGARRI!  /appello-agli-euroscettici-momento-delle-parole-finito-dal-3-febbraio-si-fa-serio/ Magdi Cristiano Allam [[ è finita! CHE VALORE PUò PIù AVERE UNA COSTITUZIONE DOPO UN GOLPE KIEV CIA? E COSA VOGLIONO I POPOLI DEL DONBASS O DELLA CRIMEA, AI SATANISTI MASSONI NON PUò IMPORTARE NULLA! LA NATO è IL CRIMINE SUPREMO! UNA MINACCIA PER LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERE UMANO! L'IMPERIALISMO SHARIAH DI SALAFITI E FARISEI HANNO UCCISO LA SPERANZA IN QUESTO PIANETA! ]] Dal 3 febbraio si fa sul serio. Renzi citato in tribunale per la svendita della nostra sovranità. L'avvocato Marco Mori, con atto di citazione insieme agli avvocati Laura Muzio e Gabriela Musu, con il prezioso supporto dell’associazione Salviamo gli Italiani, e l’aiuto altrettanto prezioso fornitomi dal materiale redatto dai giuristi e dagli economisti che compongono la squadra di Riscossa Italiana, ha convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Genova, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e quello degli Esteri per fare accertare che i Trattati UE costituiscono illegittime cessioni di sovranità nazionale non consentite ai sensi e per gli effetti del combinato degli artt. 1 ed 11 Costituzione.
Come noto la Costituzione prevede unicamente la possibilità di limitare la sovranità nazionale (peraltro in condizione di reciprocità con gli altri paesi ed all’esclusivo fine di aderire ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra i popoli). Al contrario, con particolare riferimento alla materia monetaria ed economica, la sovranità del nostro paese è stata palesemente ceduta come la stessa UE assolutamente non nega.
Tali cessioni sono illegali e costituiscono una grave menomazione della personalità giuridica dello Stato. Lapalissiano infatti che il concetto di limitare non ricomprende in alcun modo quello di “cedere” permanentemente proprie prerogative sovrane in favore di un ordinamento straniero. Una cosa infatti è limitare un proprio potere d’imperio, un’altra è consegnare tale potere ad un terzo.
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L'esercito ucraino ha ripreso all' alba l'attacco contro Sloviansk, roccaforte dei filorussi. Lo riferiscono miliziani locali: "Si e' ripreso a sparare a Semionovka e un ospedale è sotto il fuoco delle armi. I pazienti sono stati evacuati nei sotterranei". I militari ucraini continuano a usare anche l'artiglieria dal monte Karaciun, contro il villaggio di Andreevka (nella zona dove l'altro giorno è stato ucciso il fotografo italiano Rocchelli) e contro Vostochny. Feriti tra i filorussi.
Vladimir Putin ha accusato Kiev non solo di non aver fornito una risposta chiara alla proposta russa di un ritiro delle armi pesanti da entrambi i lati del fronte della guerra civile nell'est Ucraina, ma di aver dato il via a "un'azione militare su larga scala". Putin ha poi aggiunto: "La responsabilità per l'aggravamento del conflitto e la morte dei civili ricade su chi ha dato l'ordine criminale di usare indiscriminatamente artiglieria e aviazione su zone densamente abitate".
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Christian Valastro · Segui · Top Commentator · Manager presso Libero professionista
zakarchenko mostra di essere un uomo serio e io condivido pienamente le sue posizioni: ora basta!!! se i giovinastri del maidan vogliono venire in europa per fare i professionisti o avere "gli stipendi dei tedeschi" (quello che credono loro!! la realtà è quella che vediamo nei cantieri e altrove) nessuno glielo impedisce come nessuno impedisce loro di crearsi il loro stato come meglio credono (o si fanno annettere dalla Polonia o si creano al repubblica dei carpazi). Loro però addossano colpe ridicole a chi non le ha ( la russia e il donbass sarebbero colpevoli delle loro condizioni di miseria, tutto questo è falso e pazzesco!!). Più di una volta putin o zakarchenko hanno bloccato l'avanzata delle milizie per parlare di "tregua" ora basta se gli oligarchi ebrei vogliono la guerra per potere lucrare dalla morte del proprio popolo (evidentemente gli americani li pagano per aizzare l'ucraina contro la Russia, che il vero bersaglio di questo carnevale!!) guerra sia!!!
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QUESTO è UNO SCANDALO FINANZIARIO CHE RENZI DEVE CHIARIRE ] [ Meloni e Donzelli: Conferenza stampa su prestito a Chil Post di proprietà della famiglia Renzi Pubblicato il 21 gen 2015
https://www.youtube.com/watch?v=Yt5MOLOdiyg&feature=share
Vi ricordate il caso dell'azienda Chil Post della famiglia di Matteo Renzi? FdI-An ha presentato una mozione parlamentare per fare chiarezza: i debiti della famiglia Renzi non possono essere pagati con i soldi dei cittadini italiani. /watch?v=Yt5MOLOdiyg
LA SHARIAH, HA PROMESSO DI STERMINARE L'OCCIDENTE! [[ QUESTE STATISTICHE DEMOCRAFICHE, SONO UNA MENZOGNA TOTALE, E VENGONO SFORATE, soltanto, DAL FLUSSO MIGRATORIO IN DUE ANNI! CIRCA L'INCREMENTO DEMOGRAFICO: ISLAMICI HANNO MEDIADIMENTE 8 FIGLI: a coppia, E NOI 1.5.. QUESTA è LA FINE DELLA EUROPA cristiana invece ]]
Le assurdità dell’Imam di Londra:”ROMA SARÀ NOSTRA.L’Islam sarà il futuro dell’umanità.VI CONQUISTEREMO”.Video
Posted on gennaio 13, 2015   
http://jedasupport.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2015/01/Imam.jpg
Noi dopo averlo visto siamo rimasti senza parole… VI PREGO, NON LASCIATE CHE QUESTO VIDEO VENGA SOTTOVALUTATO…PER PRIMA COSA GUARDATELO E ASCOLTATE LE IDIOZIE CHE VENGONO DETTE. PER FAVORE DIFFONDIAMO, MA  PRIMA DI TUTTO VISIONATE IL VIDEO… [[ QUESTE STATISTICHE SONO UNA MENZOGNA TOTALE, E VENGONO SFORATE DAL FLUSSO MIGRATORIO IN DUE ANNI! CIRCA L'INCREMENTO DEMOGRAFICO: ISLAMICI HANNO MEDIADIMENTE 8 FIGLI E NOI 1.5.. QUESTA è LA FINE DELLA EUROPA! ]] PARIGI, 23 GEN - La popolazione musulmana nell'Unione europea cresce dell'1% ogni decennio. Questa popolazione era del 4% nel 1990, ruota intorno al 6% oggi e potrebbe arrivare all'8% nel 2030: è quanto si legge in uno studio dell'istituto americano 'Pew Forum', pubblicato oggi da Le Figaro. Secondo lo studio, risulta inoltre che Francia e Germania sono i due Paesi Ue con più musulmani sul loro territorio. In Francia sarebbero 4,7 milioni. In Gran Bretagna circa tre milioni e in Italia circa 2,2 milioni.
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    Putin individua i colpevoli dell'uccisione dei civili nel Donbass
Il presidente della Russia Vladimir Putin ha dichiarato che della morte dei civili nel Donbass sono coloro che eseguono ordini criminali.
"Le persone che fanno questo devono sapere che non ci sono altri strumenti di risoluzione dei conflitti al di fuori delle trattative di pace e di strumenti di carattere politico" - ha detto Putin in una riunione con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.
Inoltre il Capo dello Stato russo spera che possano prevalere il buon senso e la ragione da parte di Kiev: "Spesso sentiamo dire, anche dall'attuale leadership di Kiev, che in questo paese si seguono proprio questo tipo di strumenti di risoluzione delle controversie, però in pratica avviene tutto il contrario.
 http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_23/Putin-individua-i-colpevoli-delluccisione-dei-civili-nel-Donbass-2434/
Vauro Senesi: “Nel Donbass è in atto una pulizia etnica pianificata da Kiev”
Oggi in Italia si parla troppo poco del conflitto ucraino. Così poco che sembra che il problema sia stato risolto da solo. Comunque, per fortuna esistono ancora giornalisti che non si fidano solo delle fonti “ufficiali” e preferiscono vedere la realtà con gli occhi propri. Uno di loro è il famoso vignettista italiano Vauro Senesi che è appena rientrato da Sloviansk ed ha raccontato a “La Voce della Russia” del suo ultimo viaggio in Ucraina.
E’ stata la Sua iniziativa di fare questo viaggio cosi impegnativo e anche pericoloso?
“E’ stata una mia iniziativa ed è stata accolta benissimo dal Fatto Quotidiano, il giornale per cui lavoro. La cosa che mia ha spinto è stato l’incredibile silenzio su questa guerra, su questo dramma che si sta svolgendo nel cure dell’Europa. Parlo naturalmente dell’incredibile silenzio occidentale”.
Perché, a Suo avviso, la stampa europea e molto spesso anche quella italiana raccontano la guerra in Ucraina a senso unico, evitando di mettere alla luce le storie vere della gente comune? Che fine ha fatto la lodata liberta d'espressione? E' possibile in qualche modo riempire questo “vacuo” informativo ?
“La risposta che posso dare è che io ci ho provato. E’ evidente che una buona parte dei media italiani e occidentali sono al servizio dei grossi poteri finanziari internazionali, occidentali e americani. Per cui le poche informazioni che vengono passate non sono nemmeno informazioni, sono pura propaganda. Io non ho trovato niente di meglio che andare sia dalla parte dell’Ucraina sia dalla pare dei filorussi per cercare di raccontare quello che vedevo. Non è facile, però spero che questo viaggio sia stato utile ad aprire gli occhi almeno ad una parte dell’opinione pubblica italiana”.
Che cosa L’ha colpito di più a Sloviansk? Potrebbe raccontarci qualche testimonianza?
“Da Sloviansk a Pervomaisk e Lugansk - quello che appare immediatamente e tragicamente evidente è che da parte di Kiev c’è un disegno pianificato di pulizia etnica nel Donbass. Altrimenti non si spiegherebbe perché sono colpite in modo sistematico tutte le infrastrutture civili di questa aria – gli ospedali, le scuole, le centrali elettriche e idriche e le fabbriche. Resulta evidente che l’obiettivo di Kiev è di svolgere una pulizia entica – cacciare le popolazioni russofone del Donbass, creando per loro delle condizioni impossibili di vita”.
Ha avuto la possibilità di vedere in quali condizioni vivono gli sfollati?
“No perché da Rostov sono praticamente subito entrato nella Novorossya a Lugansk. Ho avuto però purtroppo la possibilità di vedere in che condizioni di vita vivono le popolazioni che sono rimaste nel Donbass: senza acqua, senza elettricità, con scarsità di cibo. Sono rimasto molto colpito, almeno nell’area di Lugansk, dalla grande solidarietà che l’armata kozaka del Don offre alla popolazione. Oltre alla difesa si occupa di distribuire acqua e cibo”.
E’ riuscito invece a pescare qualche informazione riguardo la tragica scomparsa del fotografo italiano Andrea Rocchelli? Dopo la sua morte a maggio dell’anno scorso non si parla più dell' indagine…
“Ero un grande amico di Rocchelli e questa domanda mi colpisce molto. Due anni fa a Kiev avevamo fatto insieme con Andrea Rocchelli un servizio sulla situazione dei bambini che ancora nascono con le conseguenze (leucemie e tumori) del disastro di Chernobyl e della disastrosa situazione sanitaria rispetto questo problema. Quindi, con Andrea c’era un legame molto forte. Io sono stato nel punto in cui Andy è stato ucciso. Era stata colpita prima l’automobile di Andy e del suo amico russo di cui purtroppo non ricordo il nome e me ne scuso. Il punto esatto in cui sono stati colpiti era una fabbrica italiana fra l’altro vicino al policlinico di Slovyansk. Dalle testimonianze che ho potuto raccogliere è emerso che la collina da cui sono stati sparati colpi di mortaio in quel momento era in mano alle forze ucraine”.
http://italian.ruvr.ru/2015_01_23/Vauro-Senesi-Nel-Donbass-e-stata-svolta-una-pulizia-etnica-pianificata-da-Kiev-1030/
è vero il regime Bildenberg, per i satanisti massoni è dolce il sangue umano ull'altare di satana! satanisti massoni odiano le libertà di stampa! non possono corrompere o intimidire Russia Today che viene calunniata!
Russia Today come l'ISIS, scandalo negli USA .. L’ex capo di NBC News Andrew Lack, da poco nominato presidente del Broadcasting Board of Governors ha dichiarato in un’intervista al New York Times che l’attività di Russia Today (RT) per gli USA presenta le stesse minacce dell’ISIS. Il caporedattore di Russia Today, Margarita Simonyan ha dichiarato che giudica una simile dichiarazione da parte del BBG uno scandalo politico e pretende spiegazioni dalla parte americana, che si è permessa di esprimere un simile giudizio.
Il canale televisivo RT inverà delle lettera con richiesta di spiegazioni all’indirizzo del Broadcasting Board of Governors, ed anche al Dipartimento di Stato USA ed all’ambasciata USA in Russia.
http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_23/Russia-Today-come-lISIS-scandalo-negli-USA-7601/
io lo ho sempre detto: SATANISTI MASSONI NATO CIA, BILDENBEG ROTHSCHILD 322 BUSH, NON SONO DA PRENDRE SUL SERIO QUANDO PARLANO DI PACE.. è Putin l'ingenuo!
Le autorità del Donbass non cercheranno il dialogo con Kiev per la tregua.. La Repubblica Popolare di Donetsk non tenterà più di negoziare con Kiev un armistizio, ha dichiarato oggi il presidente delle autorità separatiste Alexander Zakharchenko.
"Ora vedremo come reagirà Kiev. Kiev ora non capisce che siamo in grado di avanzare su tre fronti contemporaneamente,"- ha affermato. http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_23/Le-autorita-del-Donbass-non-cercheranno-il-dialogo-con-Kiev-per-la-tregua-7473/
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I COMUNISTI BILDENBERG, I TRADITORI DI ROTHSCHILD DEL SISTEMA MASSONICO: A QUESTA EUROPA, ED A ISRAELE, NON LASCERANNO NEANCHE LA CENERE DEL CIMITERO!
La Russia può uscire dal Consiglio d'Europa entro la fine dell'anno
assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Sede assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa
La Russia può sospendere i suoi lavori nell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa entro l'anno, se nel corso della sessione di gennaio a Mosca non verranno assegnati nuovamente i suoi poteri all'interno dell'organismo, il presidente della commissione Esteri della Duma Alexey Pushkov.
"Se rimarranno in vigore le stesse misure afflittive possono stare sicuri che la Russia abbandonerà i lavori prima della fine del 2015 in modo inequivocabile," - ha rilevato Pushkov.
In precedenza il capo della rappresentanza dell'Unione Europea in Russia Vygaudas Usackas aveva affermato che la Russia non dovrebbe affrettarsi per ritirarsi dall'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_23/La-Russia-puo-uscire-dal-Consiglio-dEuropa-entro-la-fine-dellanno-1500/
Benjamin Netanyahu è UN VERO PECCATO, che, il nostro amico ABDuAllah sia morto, e, che non ci possa più proteggere! ... ora, senza il deserto della Madiana che ABDuAllah mi aveva promesso? tutti gli israeliani si possono preparare a morire!
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La jihad con il permesso di soggiorno europeo
Quasi due settimane dopo i sanguinosi attacchi terroristici in Francia, le agenzie di stampa europee continuano a segnalare nuovi arresti di sospetti terroristi e dei loro complici. Essenzialmente si tratta di cittadini residenti nei Paesi dello spazio di Schengen che professano l'Islam radicale. Inoltre ancora una volta emergono elementi di prova, per nulla nuovi, in base ai quali quasi tutti i sospetti hanno ricevuto il loro battesimo di fuoco combattendo tra le file dei jihadisti in Siria, Iraq e in altre zone di crisi del mondo.
Come riportato dalla radio Deutsche Welle, a Bruxelles, la capitale del Belgio e cuore dell'Europa unita, nei giorni scorsi è stato dichiarato il terzo livello di allerta terroristica su una scala di quattro. Giovedi e venerdì scorso in Belgio è stata effettuata un'operazione speciale, durante la quale due sospetti sono stati uccisi ed altri quindici sono stati arrestati. Pianificavano attacchi contro le stazioni di polizia. A seguito delle perquesizioni condotte, sono stati sequestrati grandi quantitativi di armi, esplosivi e munizioni, nonché uniformi di polizia, strumenti di comunicazione, documenti falsi ed ingenti somme di denaro.
Secondo i media, nella stessa Francia, nel periodo trascorso dopo gli attacchi, sono state arrestate 12 persone sospettate di preparare nuovi attentati. In Germania, nella cittadina di Dinslaken-Lohberg, secondo il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, è stato arrestato un 24enne, membro della cellula islamica "Brigata Lohberg". Nella città di Wolfsburg è stato arrestato un jihadista 26enne. A Berlino è stato fermato un insegnante di 41 anni, proclamatosi "emiro", con il compito di persuadere gli studenti ad aderire tra le fila degli islamici radicali.
Sono degni di nota non gli stessi episodi di detenzione o uccisione di alcuni fanatici islamici. Quasi tutti, come noto dai rapporti dei servizi segreti, non erano solo i seguaci di idee radicali, ma anche combattenti in prima linea tra le fila dei fondamentalisti islamici, in particolare dello Stato Islamico (ISIS). La stessa operazione speciale condotta in Belgio, come riferito, era diretta contro i jihadisti di ritorno dalla Siria e dall'Iraq. Il canale tv RTBF ha contato fino a 100 di questi “rimpatri”. In totale, secondo i dati ufficiali delle autorità belghe, combattono in Siria e Iraq tra le fila di ISIS 184 connazionali. Secondo altre fonti, circa 350 giovani belgi hanno aderito all'Islam radicale e sono partiti in Iraq e Siria per combattere.
Nella "Brigata Lohberg", dalla cittadina tedesca di Dinslaken-Lohberg, 16 uomini si erano recati in Siria. Quattro sono rimasti uccisi sul campo di battaglia, mentre 5 hanno fatto ritorno in patria. Il discorso riguarda solo un piccolo borgo. E quanti nell'intero Paese? Secondo i media tedeschi, il dipartimento a difesa della Costituzione della Germania conta 100 cellule islamiche, ognuna delle quali composta da 10 ad 80 persone. Secondo Süddeutsche Zeitung, negli ultimi anni in Siria e in Iraq sono partiti almeno 600 giovani islamici con passaporto tedesco. Sessanta di loro sono rimasti uccisi, 10 dei quali in attentati suicidi, mentre circa 200 sono ritornati. Che cosa possiamo aspettarci da queste persone? Sono tante?
Intervenendo recentemente alla Camera dei Comuni britannica, il capo dell'Europol Rob Wainwright, citato dal portale internet europeo EUobserver, ha dichiarato che in Siria, Iraq ed in altre aree di crisi stanno combattendo dalla parte dei jihadisti dai 3.500 ai 5mila giovani europei. Negli ultimi anni non mancano i tentativi di spiegare il fenomeno del crescente numero di giovani che si uniscono tra le fila dei fondamentalisti islamici. Sostanzialmente si tratta di giovani musulmani. Ma tutti non sono neppure i figli, ma i nipoti degli immigrati che sono arrivati in Europa dai Paesi musulmani. Qual è il problema? Due anni fa i politici e gli analisti avevano dichiarato pubblicamente che il "melting pot" del multiculturalismo si era incrinato. I valori della democrazia europea non si sono radicati sul terreno islamico, poco fertile all'arricchimento sociale e spirituale.
Come sottolineato in un recente studio condotto dagli psicologi dell'Università di Bonn di Ricerche Sociologiche, "parte della gioventù tedesca si sente emarginata." Questo sentimento è proprio dei più poveri, spesso senza istruzione e lavoro. I fondamentalisti danno loro la possibilità, anche se illusoria, di sentirsi uguali tra gli uguali. In un'intervista a La Voce della Russia, il vicepresidente dell'Accademia di Geopolitica Vladimir Anokhin ha evidenziato:
L'impegno per la giustizia e verso qualche altro obbiettivo in gioventù è sempre più sentito rispetto alla generazione più matura. E quando l'Europa marcisce ideologicamente, degradata in un diverso tipo di ingiustizia, i giovani iniziano a cercare una via d'uscita. In questo caso l'Islam rappresenta un'ancora di salvezza. E naturalmente, con diverse motivazioni ideologiche, si spingono verso le zone più calde.
Un'altra sfumatura. Come rilevato dagli analisti, i recenti sforzi dell'élite politica europea e della maggior parte dei media si sono concentrati principalmente sulla creazione dell'immagine della Russia come aggressore e del suo presidente come dittatore. In questi vani tentativi di colpire un falso obbiettivo si può non notare la minaccia reale, per far fronte alla quale nessuno da solo in Europa è in grado di farlo.
  http://italian.ruvr.ru/2015_01_23/La-jihad-con-il-permesso-di-soggiorno-europeo-6672/
Terrore ISIS, i servizi segreti svedesi lavorano con le scuole
Sede dei servizi segreti svedesi
Nel sito di Radio Svezia è apparsa un'intervista con uno degli insegnanti che hanno partecipato ad un incontro con i rappresentanti del Servizio di Sicurezza di Stato della Svezia (Säpo, servizi segreti).
Si è parlato del movimento terrorista Stato Islamico e dell'estremismo tra i giovani. L'incontro è avvenuto a Umeå, nel nord del Paese, ed hanno partecipato quasi 200 insegnanti.
La Säpo non ha rivelato i dettagli della riunione. Si è inoltre rifiutata di dire se incontri simili si svolgono in altre città.
Ma per gli insegnanti che hanno partecipato alla riunione era chiaro che lo scopo dell'incontro era quello di convincerli a tenere d'occhio gli studenti. http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_23/Terrore-ISIS-i-servizi-segreti-svedesi-lavorano-con-le-scuole-6043/
Musulmani e comunisti. Il caso della rivista Charlie Hebdo ed i limiti della “satira”
21 gennaio 2015 Padre Ariel   
MUSULMANI E COMUNISTI. IL CASO DELLA RIVISTA CHARLIE HEBDO ED I LIMITI DELLA “SATIRA”
Nella strage di Parigi abbiamo assistito ad un attacco sfrontato, frontale e barbarico contro il cristianesimo da parte di due forze occasionalmente congiunte, per quanto tra loro sotto un certo aspetto feroci nemiche: il comunismo e l’islamismo.
Giovanni Cavalcoli OPGiovanni Cavalcoli OP
la vergine maria violentata da re magiCopertina blasfema dinanzi alla quale i soliti … “bigotti cattolici” potrebbero persino rimanere infastiditi, nel vedere la Madre di Dio alla quale i paladini della libertà di pensiero e di espressione hanno dedicato questo titolo: “La Santa Vergine violentata dai tre Re Magi”
La tragedia della strage a Parigi dei redattori del periodico comunista Charlie Hebdo ad opera di terroristi islamici ci suggerisce alcune riflessioni. Innanzitutto ci chiediamo quale giudizio o valutazione morale dobbiamo dare, come cattolici, sullo sconvolgente avvenimento; quali possono essere il senso o le conseguenze di un fatto così orrendo per molti motivi, un fatto che segna un gradino in più nell’escalation delle forze anticristiane ed antiumane contro il cristianesimo e la civiltà. In secondo luogo ci chiederemo quali possono essere state le cause prossime e remote. In terzo luogo ci chiederemo che cosa possiamo fare perchè non si ripetano fatti del genere.
Il primo sentimento che ci sorge nell’animo è quello della profonda commozione per i morti, redattori, attentatori, vittime innocenti prese in ostaggio, agenti addetti all’ordine. Vien fatto di pensare, a parlare con franchezza, che i redattori una simile disgrazia se la sono tirata addosso, conoscendo la suscettibilità dei musulmani. Un pensiero dunque per i morti: sdegno per i terroristi, pietà per le vittime, ammirazione per l’eroismo degli agenti. Invochiamo per i terroristi il Dio della giustizia e della misericordia. Quanto ai cristiani, essi pure disgustosamente presi di mira dalla satira sacrilega, ovviamente si sentono feriti. Ma traggono da questo episodio solo un incentivo per testimoniare con maggior chiarezza e suasività la loro fede, pregando per la conversione degli empi. Auguriamo agli organi giudiziari competenti di poter operare con saggezza ed efficacia per ristabilire in questo incresciosissimo e difficilissimo caso i diritti della giustizia lesa ed applicare con giustizia la legge nei confronti delle persone coinvolte dall’una e dall’altra parte.
charlie-hebdo - trinitasLibertà di pensiero e di espressione. Copertina blasfema sulla Santissima Trinità.
La prima cosa che mi sento di dover dire è che nella strage di Parigi mi par di constatare l’incrociarsi di due fattori potenti anticristiani, che si stanno rafforzando oggi sul piano internazionale contro il cristianesimo, per cui sembrano valere oggi più che mai le parole del Salmo: «insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia» [Sal 2,2]. Prendo come punto di riferimento per le riflessioni che propongo la vignetta blasfema contro la Santissima Trinità, vignetta che, a seguito dell’attentato, ormai tutti conoscono o perchè è stata loro sbattuta in faccia dai mass-media o perchè se la sono andata morbosamente a cercare, per cui ha fatto il giro del mondo, per la convinzione in molti diffusa che qui vi sia in gioco la difesa della libertà d’espressione.
Nel contempo l’infame periodico ha aumentato enormemente le vendite, cosa che testimonia del livello degli interessi culturali di molti nostri contemporanei, edificati dalla testimonianza eroica dei martiri comunisti. Sappiamo d’altra parte noi cattolici come il sublime mistero trinitario sia al cuore e al vertice del cristianesimo e lo caratterizzi rispetto a tutte le altre religioni e culture dell’umanità. Dunque, colpire o irridere questo augustissimo Mistero universale di salvezza, vuol dire attentare all’essenza più propria e più profonda del cristianesimo e, per chi lo fa coscientemente e volontariamente, comporta l’attirarsi i fulmini dell’ira divina, oltre che offendere la fede di tutti i cristiani.
charlie-hebdo- nataleRappresentazione blasfema della natività di Gesù Cristo: “Il presepe dentro i luoghi pubblici”. Il Verbo di Dio, che per la nostra fede si è fatto uomo ed è morto e risorto, preso e gettato dentro una latrina da questi vignettisti in nome della  libertà di pensiero e di espressione …
Nel fatto di Parigi abbiamo assistito ad un attacco sfrontato, frontale e barbarico contro il cristianesimo da parte di due forze occasionalmente congiunte, per quanto tra loro sotto un certo aspetto feroci nemiche: il comunismo e l’islamismo. Attacco congiunto, perchè entrambi rifiutano il mistero trinitario. C’è però una notevole differenza, che mentre il musulmano rifiuta la Trinità in nome di Dio o di come egli concepisce Dio, e quindi in nome della religione, il comunista ateo rifiuta la religione come tale, sia essa cristiana o musulmana. Per il musulmano la religione nobilita e salva l’uomo; per il comunista lo inganna e lo rende schiavo. Dunque l’empietà del comunista è più grave di quella del musulmano. Questi almeno accetta Dio, anche se non crede in Cristo, e rende culto a Dio; il comunista, invece, come è noto, nega l’esistenza di Dio ed odia l’idea stessa di Dio e quindi trascura di adorarlo ed di obbedirGli, sostituendo a Dio se stesso. Col musulmano ci si può accordare nel dialogo interreligioso, e nel culto di quel Dio del quale tutti gli uomini ragionevoli sanno cogliere l’esistenza, anche se non hanno la grazia di accogliere il mistero trinitario.
charlie hebdo - benedetto XVICopertina blasfema che irride il  Mistero Eucaristico rappresentato attraverso l’ostensione di un profilattico per l’opera di questi maestri della libertà di pensiero e di espressione …
Purtroppo, con i comunisti, non ci si può accordare neppure circa l’esistenza di Dio e non resta per noi cattolici che la speranza che almeno essi capiscano qualcosa della dignità umana. Resta solo, per il dialogo con i comunisti, la ragione, che noi e loro possediamo come esseri umani (animal rationale). Il che per la verità non è poco, supposta in loro la buona volontà. A parte il fatto che molti di essi possono essere in buona fede e servire implicitamente Dio attraverso il servizio al prossimo.
Qual è il senso, il significato di ciò che hanno compiuto gli assassini? Cosa intendevano fare, almeno per quello che possiamo capire o congetturare, i protagonisti della tragedia, dove da una parte si parla di martiri della libertà e dal’altra di martiri di Allàh?  Volesse Dio che tutti quelli che sono stati coinvolti nel fatto sanguinoso, benchè oggettivamente empi o assassini, avessero agito in buona fede, così da incontrarsi tutti in paradiso, come Paolo ha incontrato Stefano! Ma ho i miei dubbi, perchè purtroppo siamo ben lontani dalle dimensioni gigantesche di quei due eroi del cristianesimo. Ma non è di questo che voglio parlare, cosa misteriosa, per la quale mi rimetto al giudizio di Dio.
Charlie Hebdo - vergine mariaCopertina blasfema sul parto della Vergine Maria, all’interno uno sberleffo su “La vera storia di Gesù“, per opera dei maestri della libertà di pensiero e di espressione …
Quello che invece vorrei sottolineare è che, in occasione di questo episodio estremamente significativo e quasi paradigmatico della situazione epocale che stiamo vivendo, due gravi colpe oggettive, a prescindere dalla buona o cattiva fede degli attori, emergono con chiarezza: una, di matrice liberale, effetto di una gnoseologia scettica e relativista, la quale non pone limiti alla libertà di opinione in fatto di religione, fino a permettere il vilipendio, l’irrisione, l’impostura, la diffamazione, la menzogna, l’insulto, l’ingiuria. In questa concezione, oggi autorevole sul piano dell’ordinamento costituzionale degli Stati occidentali e del diritto civile, il credo religioso o la fede religiosa, sia essa cristiana o musulmana o ebraica o di qualunque altro genere, non riguardano la verità o la giustizia, o il bene pubblico, ma sono delle semplici opinioni private, per lo più favolose e magari superstiziose, superate comunque dalla scienza, le quali, se ad esse si desse spazio pubblico, diventerebbero, fonti di fanatismo e di intolleranza.
hedbo - gesù prestigiatore la prossima settimana vi farò anche la risurrezionecopertina blasfema sul Mistero della Risurrezione, il Gesù prestigiatore annuncia “La prossima settimana vi farò il numero della risurrezione”. I liberi maestri della libertà di pensiero e di espressione sapevano benissimo che la risurrezione del Cristo è il fondamento della nostra fede …
Da notare poi l’ipocrisia e l’astuzia dei comunisti, che operano nei paesi democratici senza essere al governo. Finchè essi non sono al potere, avanzano il diritto alla libertà di espressione per le loro irrisioni e campagne calunniose e per diffondere le loro menzogne in fatto di religione. Ma solo che essi raggiungano il potere, come dimostra la storia, non tollerano più alcun dissenso all’ideologia marxista e avviano una feroce e sistematica lotta alla religione, che soffoca con la violenza qualunque tentativo di autodifesa da parte dei credenti. Alla faccia della libertà di espressione, da loro difesa con cortei di protesta, quando non sono ancora al potere. Ma oggi si fa strada sempre di più l’arroganza e il fanatismo islamici, i quali, dopo quattordici secoli di tentativi mai riusciti, accorgendosi della crisi all’interno della Chiesa, del calo in molti delle certezze di fede, e dell’abbandono dei costumi cristiani, vedi per esempio il calo della pratica religiosa o la crisi della famiglia o la corruzione sessuale, credono che sia ormai vicino il momento di dare al cristianesimo il colpo finale, eventualmente con la conquista di Roma, come a suo tempo fecero con Costantinopoli, così da sottomettere finalmente tutto il mondo al Corano.
Charlie Hebdo - gesù casinòCopertina blasfema: Gesù gestisce il tavolo del casinò, immagine irridente che esalta i più alti concetti di libertà di pensiero e di espressione …
Così, se da una parte abbiamo l’empietà che irride sacrilegamente, propria dei comunisti, dall’altra assistiamo allo zelo religioso violento e crudele dei musulmani, i quali continuano in qualche modo anacronisticamente lo stile dei profeti o capi dell’Antico Testamento, sull’esempio di un Mattatia, il quale, come narra la Scrittura, avendo assistito ad un atto di culto idolatrico di un suo connazionale, “arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, uccise l’ebreo sull’altare; uccise anche nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l’altare. Egli agiva per zelo verso la Legge” [I Mac, 2,24-26]. È evidente che noi cristiani, con tutto il rispetto per la Bibbia, abbiamo superato da un pezzo questi atteggiamenti pur lodati dall’Antico Testamento. Cristo ci ha insegnato sì la giustizia verso gli empi, ma soprattutto, sul suo esempio, la mitezza, il sacrificio e la fiducia nella divina misericordia, essendo tutti chiamati alla salvezza.
charlie-hebdo- crocifissioneVignetta blasfema sulla crocifissione mutata in una rivista di avanspettacolo. Persino i non credenti rimangono umanamente toccati pensando a questo terrificante e doloroso supplizio dell’antico diritto penale romano, non però i maestri della libertà di pensiero e di espressione
Ci si può chiedere però se non sia il caso che la legge dello Stato, senza imporre o proibire una data religione, per la quale non ha competenza, ponga un limite alle espressioni estreme dell’ateismo, ove queste chiaramente offendono non questa o quella religione positiva o rivelata, sia quella cristiana, sia quella musulmana, sia quella ebraica o altre, ma la religione naturale come tale. Lo Stato certamente non può entrare nel merito delle varie religioni positive e dei loro dogmi e non ha competenza per giudicare delle loro controversie, che devono essere affrontate e risolte dalle rispettive comunità credenti. Tuttavia lo Stato, senza per questo essere confessionale, dovrebbe avere coscienza della fondamentale importanza del teismo, non importa quale, se cristiano, ebraico o islamico, proprio per garantire o assicurare il benessere, l’ordine e la giustizia nella società, nonchè il bene comune, la pace, la libertà e la sicurezza dello stesso Stato. La storia infatti dimostra che lo Stato ufficialmente ateo, come del resto lo Stato espressamente confessionale, è sorgente di totalitarismo, di intolleranza, di dissesto economico, di ingiustizia e disordine sociale, che poi conducono alla sovversione, alla soppressione della libertà ed all’anarchia.
charliehebdo8… libertà di pensiero e di espressione
A parte il pregio del diritto alla libertà religiosa, il cittadino può effettivamente aver diritto, negli ordinamenti civili moderni, a non esser religioso o a non professare alcuna religione; tuttavia lo Stato deve vigilare con opportune disposizioni a che il semplice agnosticismo o indifferentismo religioso non si trasformi in positiva lotta, offesa o irrisione della religione, perchè ciò minaccerebbe il bene stesso dello Stato e l’ordine civile. Lo Stato ateo, che intende distruggere la Chiesa e la religione, firma la propria condanna, come è dimostrato dalla storia. Invece lo Stato teocratico o cesaropapista, che divinizza se stesso, come si trova in Hegel e nella massoneria, con la pretesa di assicurare all’uomo la civiltà, la giustizia, la libertà e la felicità, sostituendosi alla Chiesa o asservendo a sè la Chiesa, è votato anch’esso al fallimento, come è pure dimostrato dalla storia, vedi il fascismo e il nazismo. Ma anche lo Stato luterano, che pretende di organizzare la Chiesa, e lo stesso Stato islamico che pretende di guidare l’uomo in paradiso, sono nefaste illusioni, che finiscono per causare ogni sorta di conflitto, di sopruso e di ingiustizia, come sempre è dimostrato dalla storia. Lo Stato dev’essere il promotore dell’umano, mentre la Chiesa crea i figli di Dio. Ma se lo Stato non rispetta la Chiesa e non collabora con lei nell’edificazione dell’umano, si volge contro l’uomo e lo distrugge.
vignetta interna… libertà di pensiero e di espressione
Se l’Europa possiede valori universali e benèfici per tutta l’umanità, lo deve a duemila anni di cristianesimo. Dubitare di questi valori in nome di una falsa modernità o un falso progresso, rinnegando le sane tradizioni, vuol dire riaprire le porte alla barbarie e a tragedie del passato, che si pensavano ormai superate. Vuol dire ricadere nelle mani di quel comunismo, che alcuni illusoriamente pensavano finito e condannato dalla storia, e di quell’Islam che, constatando la debolezza e l’infingardaggine dell’Europa, crede che ormai sia giunto il momento di farci suoi schiavi. Ricordo che circa venti-trent’anni anni fa si parlava con una certa soddisfazione, dopo la caduta del muro di Berlino, di “fine delle ideologie”. Pia illusione! Esse oggi sono più vive, feroci intransigenti che mai e sono entrate persino nella Chiesa con la lotta spietata fra lefevriani e modernisti. Lo Stato, dal canto suo, conserva sempre un compito preziosissimo: da una parte deve garantire l’ordine e la libertà mediante metodi pacifici; ma deve anche saper intervenire al momento giusto per opporsi alle forze della violenza, dell’oppressione, del terrorismo, della sovversione o del fanatismo, al fine di difendere e proteggere gli interessi, l’incolumità e i diritti delle persone e della popolazione, soprattutto dei più deboli e dei più indifesi. Questo vale tanto per i danni sociali provocati dall’islamismo, quanto per quelli provocati dal comunismo ateo.
hebdo - papaVilipendio alla persona del Sommo Pontefice, all’interno del numero una copiosa saga d’insulti rivolti a Benedetto XVI, anch’essi manfestazione della libertà di pensiero e di espressione
Non è il caso di ricordare anche in breve le cause storiche dell’islamismo e del comunismo. Ricordiamo solo, però, che per togliere efficacemente un male, occorre andare alle radici. Le radici più profonde stanno in quella tendenza diabolica ad odiare Cristo, chiamata dal Nuovo Testamento “anticristo”, conseguenza del peccato originale, che sempre nella storia spinge al peccato e all’ingiustizia. Siamo giunti oggi a questa drammatica crisi umanitaria ed ecclesiale perchè nei secoli passati la Chiesa non si è adeguatamente adoperata per l’evangelizzazione dei musulmani e dei comunisti. Troppo ci si è fermati a condannare gli errori e troppo poco si è fatto per favorire il dialogo. Il rischio di oggi è l’inverso: quello di un dialogo fine a se stesso che si ferma ai punti comuni e non invita l’interlocutore a correggersi dai propri errori. Una cosa importante da fare per risolvere questa difficile situazione è che la Chiesa, di concerto con gli organismi internazionali per la pace e diritti umani, prenda o studi accordi con le comunità religiose islamiche per far avanzare il dialogo interreligioso in tema di monoteismo, così da eliminare l’ateismo comunista. Occorrono inoltre accordi fra gli Stati democratici e gli Stati islamici, affinchè anche questi al loro interno concedano il diritto alla libertà religiosa rinunciando alla religione islamica di Stato.
vignette_hedbo preti fascisti… e potevano forse mancare i “preti fascisti”?
Per quanto riguarda l’elemento soprannaturale o rivelato della religione, come per esempio nel cristianesimo si dà il mistero trinitario, questo è il campo di competenza della Chiesa. Occorre al riguardo che essa, sulla base dei punti in comune tra cristianesimo ed Islam, segnalati dal Concilio, organizzi un’azione o una pastorale evangelizzatrice a favore dei musulmani, la quale li aiuti a liberarsi dagli errori contenuti nel Corano — soprattutto l’opposizione al mistero trinitario —, così da potersi accostare, con l’aiuto della grazia, al mistero trinitario e in generale alle verità della fede cristiana. Infine occorre far avanzare il dialogo con i non-credenti e i comunisti al fine di persuaderli con prove e testimonianze convincenti a riconoscere l’esistenza di Dio e rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla religione. Con i comunisti bisogna dialogare sulla base della semplice ragione, patrimonio proprio di ogni uomo. Gli Stati democratici fondati sui diritti universali dell’uomo riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), con l’appoggio diplomatico della Chiesa, hanno il dovere di difendere anche con la forza delle armi o la coercizione la democrazia, la giustizia, la pace, la libertà e il bene comune messi in pericolo dalle violenze comuniste o islamiche. Per quanto poi riguarda i cristiani, ricordiamo la preziosissima testimonianza del martirio, che è stato ed è sempre un fattore determinante della diffusione del cristianesimo tra i popoli, come dice Tertulliano: sanguis martyrum, semen christianorum.
charlie-hebdo- veniamo da te maometto jpgL’epilogo delle vignette “satiriche” contro l’Islam, che volutamente non abbiamo riportato in questo articolo, sono stati 12 morti assassinati
Una cosa importante infine da tenere presente è il mistero della Parusia. Cristo predice che nell’imminenza della fine del mondo la Chiesa sarà duramente perseguitata: «Sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati ed essi si tradiranno e si odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà». Sembrano i tempi di oggi. C’è però una differenza. Continua il Signore: «Frattanto questo Vangelo del regno sarà annunziato a tutto il mondo, perchè ne sia resa testimonianza a tutte le genti» [Mt 24, 9-14]. Esistono per la verità aree umane immense, alle quali non viene ancora predicato il Vangelo: pensiamo alla Cina comunista, all’India induista, ad immense zone animiste o idolatriche dell’Africa o dell’Oceania, agli stessi paesi islamici. Per questo i Papi del postconcilio, traendo spinta dallo stesso Concilio, invitano pressantemente all’evangelizzazione, onde assolvere al mandato di Cristo e preparare, quando il Padre vorrà, la sua Venuta.
Fontanellato, 15 gennaio 2015
Venerdì l’Isola di Patmos proseguirà su questo tema con un nuovo articolo di Padre Giovanni Cavalcoli: «Uccidere in nome di Dio»
Autore REDAZIONE dell'Isola di PatmosREDAZIONE
dell’Isola di Patmos
abbiamo scelto di accompagnare a questo articolo tutta una serie di immagini che la rivista “satirica” francese ha vibrate come coltellate al cuore del sentimento cristiano. Immagini crude e ferocemente offensive attraverso le quali desideravamo solo aiutare a livello grafico il Padre Giovanni Cavalcoli a rendere fino in fondo l’idea di ciò che ha scritto. Peraltro si tratta di immagini pubbliche diffuse in centinaia di migliaia di copie stampate e reperibili nella rete telematica attraverso qualsiasi motore di ricerca. Non abbiamo invece inserito, di proposito, le immagini dirette al mondo islamico, perché il modo attraverso il quale hanno oltraggiato la nostra fede basta e avanza, senza bisogno di inserire le immagini “satiriche” verso la fede altrui.
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SIAMO AL CAMBIO DI UN’EPOCA, SUL SANTO PADRE FRANCESCO È NECESSARIO SOSPENDERE IL GIUDIZIO E PROCEDERE SULLE ALI DELLA FEDE
C’è un esercito sempre più sbraitante di “tradizionalisti” che non riesce a capire che la Chiesa non è del Santo Padre Francesco, come prima non lo è stata di Benedetto XVI, di Pio XII, di Pio X. Non lo è stata di Pietro stesso scelto come proprio vicario in terra dal Verbo di Dio in persona. La Chiesa è di Cristo, ed è comunque governata dallo Spirito Santo; e per quanto sia stata e possa essere ancora deturpata dagli uomini, rimarrà sempre la sposa santa e immacolata del Redentore.
Autore Ariel S. Levi di GualdoAutore
Ariel S. Levi di Gualdo
Giovanni Cavalcoli in coro 2il teologo pontificio Giovanni Cavalcoli nel coro del suo convento domenicano, prova vivente di come la teologia si faccia anzitutto pregando
Compito dei padri dell’Isola di Patmos è di trasmettere la virtù della speranza, invitando le membra vive del Popolo di Dio a vivere e praticare questa virtù teologale che l’Apostolo Paolo pone tra la fede e la carità [Cf. I Cor 13, 1-8]. Una virtù collocata come spartiacque perché “nel mezzo” non c’è il compromesso, c’è il punto d’unione, l’amalgama. E dato che sulle righe di questa rivista non siamo avvezzi proceder per umori né per scomposte passioni ma sul rigore teologico scevro da sociologismi e politichese, è necessario ribadire che la fede e la carità non sono neppure pensabili, senza l’amalgama della speranza. Ogni lettore animato da sincero sentimento cattolico, libero dalle chiusure originate dal «io voglio» sempre più spesso sostituito al «cosa vuole Dio da me», capirà che da una fede senza speranza, o da una carità senza speranza, ne uscirà fuori un corpo senza ossatura, un mollusco. E un mollusco non può costituire il Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa di cui Egli è capo e noi membra [sulla “speranza” rimando al mio precedente articolo, qui].
Antonio Livi - Senato accademico 2il filosofo metafisico e teologo della scuola romana Antonio Livi durante una seduta del senato accademico della Pontificia Università Lateranense, presso la quale ha dedicato la propria vita a formare nella sana teologia cattolica generazioni di allievi
Giovanni Cavalcoli, Antonio Livi ed io, in diversi scritti abbiamo già lamentato con dispiacere, senza livori dettati da secondi fini, come una squadra di incompetenti appartenenti anche al mondo della cosiddetta “Tradizione” si stia calando sempre più nel ruolo di teologi, ecclesiologi, canonisti, storici della Chiesa … senza averne la preparazione e la maturità richiesta quando si affrontano certi complessi temi in pubblico, o per mezzo di scritti rivolti a numeri indeterminati di lettori. Non è né sano né cristiano praticare con leggerezza spesso intrisa di omocentrismi dei delicati settori della ecclesiologia, della teologia e della pastorale; materie alle quali noi tre abbiamo dedicano lunghi anni, o interi decenni di vita, come nel caso dei miei due confratelli anziani, accompagnando sempre la buona dottrina al ministero pastorale e soprattutto all’obbedienza nella fede all’Autorità ecclesiastica. Poi, se alla palese incompetenza si aggiungono pure la presunzione farisaica ed il fanatismo, il tutto risulterà più grave ancora. E se a questa aggravante di per sé già sufficiente in quanto a dannosità, si unisce come tocco estremo la mancanza di libertà derivante dalla volontaria reclusione nel microcosmo della ideologia entro la quale alberga il solo vero e il puro e unico pensare cattolico, a quel punto il disastro è totale e questi soggetti risulteranno gravemente nocivi per tutti quei devoti cattolici che finiscono spesso in buona fede col prendere sul serio certe loro affermazioni errate.
playboy la ormai storica rivista Playboy
Per questo invito i cattolici devoti che si stanno movendo con difficoltà sempre maggiori in questi nostri difficili scenari ecclesiali, cercando sempre più spesso conforto presso noi sacerdoti, sia nel confessionale sia nella direzione spirituale, a leggere gli ameni articoli di fondo che accompagnano le immagini delle conturbanti modelle di Playboy, non però i libri di Cristina Siccardi e di Carlo Manetti, evitando di abbeverarsi ad essi come fossero testi contenenti verità inconfutabili. Dico sul serio e senza pena di scandalo: perché facendo le debite proporzioni, una rivista a sfondo erotico risulterà in ogni caso meno dannosa delle fanta-ecclesiologie, delle fanta-teologie e delle fanta-storie della Chiesa diffuse da praticoni gravati da prevenzioni ideologiche e poveri di adeguate cognizioni teologiche.
siccardi ideologia mascherata da ecclesiologia
Per quanto il mio paradosso sia evidente, nell’invitare i buoni cattolici a non leggere le opere della Siccardi che strumentalizza San Pio X per tirare acqua al mulino dei lefebvriani e portare avanti un’ideologia dell’anti-concilio Vaticano II, resta del tutto pacifico che li invito al tempo stesso a non leggere neppure Playboy, perché al suo interno v’è poco di edificante, proprio come nelle opere di questa autrice. Analogo invito vale per le fuorvianti congetture “teologiche” di Maria Guarini, direttrice del seguito blog chiesa&postconcilio, che di recente ha conferito somma sacralità ad un accidente esterno, la lingua latina [vedere qui], usata per porre in immancabile discussione dietro le righe l’autorità del Concilio Vaticano II, la cui assisa era formata da tutti i vescovi dell’orbe cattolica privi però delle capacità analitiche della somma teologa Guarini, alla quale manderei volentieri in omaggio un celebre sermone di Sant’Alfonso Maria de Liguori sulla superbia. La Guarini è una persona amabile, moglie e madre esemplare, una vita di serio lavoro allcristina siccardi invernoe spalle nel corso della quale s’è cimentata anche negli studi teologici, io stesso le voglio bene ed anche per questo non mi lascio toccare dal fatto ch’ella sia caratterizzata da un elemento limitante e al contempo pericoloso: la incapacità di ascoltare al di là di se stessa i buoni maestri, fatta eccezione per quanti le dicono ciò ch’ella vuol sentirsi dire o coloro che essendo cattivi maestri e vivendo in errore le approvano ciò che di sbagliato spesso afferma. Una donna animata da serietà umana e dalle migliori intenzioni che della sacra liturgia ha fatto il proprio cavallo di battaglia, benché non le sia chiaro il concetto metafisico di sostanze immutabili e di accidenti esterni in sé e di per sé mutevoli, inclusa la lingua — che rimane un accidente esterno — usata per trasmettere l’eterna sostanza immutabile dall’ineffabile Sacrificio Eucaristico.
Disquisendo di liturgia e polemizzando sul Novus Ordo Missae la Guarini non afferma né ilmaria guarini vero né il verosimile ma solo l’ideologico ammantato da un improbabile teologico. Da certi suoi scritti emergono carenze sia riguardo la storia della Chiesa sia riguardo la dogmatica sacramentaria, specie quando si lascia andare ad affermazioni sicure — prese come tali da molti —, che a loro volta le fanno proprie diffondendole come fossero verbum Domini. Un solo esempio per far capire che cosa intendo dire quando parlo dei danni che possono derivare dall’ideologia supportata spesso da carenze di conoscenza: un cattolico mi scrive citandomi uno scritto della Guarini che facendo critiche al Novus Ordo Missae ed esaltando il Vetus Ordo, parla della de-sacralizzazione dell’Eucaristia legata anche al fatto che con la riforma liturgica il celebrante ha preso a recitare la “formula consacratoria” ad alta voce. Ho risposto al giovane: «Forse questa teologa non conosce a fondo la storia della liturgia, quindi il motivo per il quale fu imposta la recita sottovoce di quella e di altre parti della Santa Messa. Scelta affatto connessa a chissà quale arcana sacralità legata al tono non udibile delle parole in sé, visto e considerato che il Signore Gesù disse ad alta voce in modo udibile agli Apostoli: «Questo è il mio corpo … questo è il mio sangue»; e per quanto fosse stato chiaro nel pronunciare quelle parole, se non fosse disceso in seguito lo Spirito Santo nel cenacolo sopra agli Apostoli, questi non sarebbero riusciti neppure a percepire la portata del mistero che si era realizzato attraverso il Verbo di Dio fatto uomo. La voce sommessa non udibile dall’assemblea, o le cosiddette secrete, furono imposte per questioni di carattere pedagogico-pastorale, evitando in tal modo al Popolo, che aveva ormai imparate a memoria tutte le parti della Santa Messa, di recitare ad alta voce col celebrante l’intero Canone Eucaristico. Lungo sarebbe il discorso e numerose le rubriche liturgiche poste da certi “tradizionalisti” al di sopra degli stessi misteri della fede, che nascono solo per motivazioni e ragioni di pura opportunità pastorale, non per chissà quali arcani e sacri misteri; e queste motivazioni e ragioni si chiamano “accidenti esterni”, caratterizzati come tali da mutevolezza, quegli accidenti che la Guarini ed il codazzo di “tradizionalisti” al seguito suo e di altri autori affini d’area lefebvriana rischiano di mutare non in elementi sacri, ma in veri e propri idoli: l’idolatria del rubricismo.
gnocchi e palmaroParticolare scalpore fece l’articolo «Questo Papa non ci piace» di Alessandro Gnocchi e del compianto Mario Palmaro [vedere qui] contenente opinioni e perplessità del tutto legittime, partendo dalle quali bisognerebbe non solo aprirsi alla discussione — sale della Chiesa e lievito della speculazione teologica — ma anche all’ascolto. Noto invece che queste persone sembrano troppo impegnate ad ascoltare se stesse per prestare ascolto ad altri. Gnocchi si è fatto anch’esso le proprie opinioni, rispettabili e legittime, che persegue in modo deciso senza curarsi di ascoltare teologi, ecclesiologi e pastori in cura d’anime che forse avrebbero da dirgli molto, in particolare certi miei confratelli anziani che in mezzo secolo di studi, ricerche, applicazione al ministero pastorale e vita di preghiera, forse potrebbero trasmettergli pure parecchio, se da parte sua vi fosse la disponibilità ad ascoltare ed eventualmente ad accogliere, anziché vivere ripiegato sulla sicurezza di “possedere” quella verità che proprio perché tale non si possiede, si ascolta docilmente ed altrettanto docilmente si serve. E la Verità si serve nella Chiesa, con la Chiesa, per la Chiesa e dentro la Chiesa, non certo accusando la Chiesa di non essere fedele alla Verità. Ignari che certi pensieri ed atteggiamenti molto insidiosi nascono spesso a monte da una nostra idea di Chiesa, perché quando non si riesce a proiettarsi con speranza nel futuro, allora ci si rifugia nell’immobilismo di un passato reso statico che come tale non deve passare mai. A chi non riesce a vivere con serenità il presente ed a viverlo proiettato nella speranza futura, non resta quindi che il rifugio nel passato, negazione, questa, temibile e terribile, di chi rifiuta un elemento non proprio secondario della nostra fede: la Chiesa intesa come popolo in crescita ed in perenne cammino sino al ritorno del Cristo alla fine dei tempi.
cristina siccardi con Paolo VI e con lefebvre“Con Paolo VI … e con Lefebvre“, che equivale a dire: con il monarca e con l’anarchico … semmai non fossero chiare le idee confuse di questa autrice vedere qui
Visto poi che tutte queste persone attive nella difesa della Verità e dei valori non negoziabili, parlano sempre di coerenza, verrebbe da fare un discorso molto serio non tanto sui contenuti di certi loro scritti, ma pure sul contenitore privilegiato nel quale da tempo li raccolgono. Discorso nel quale andrebbe coinvolto anche lo storico Roberto de Mattei, oggetto della mia profonda stima ieri, oggi e domani. Questa la mia perplessità: è opportuno, per dei cattolici indefessi che si proclamano difensori di una vera Traditio sempre più insidiata da venti tempestosi, usare come contenitore il giornale di un ateo dichiarato come Giuliano Ferrara, uomo noto per la sua sagace intelligenza ma altrettanto noto per avere attraversato tutto quello che c’era da attraversare nel mondo della politica italiana, cambiando ripetutamente carro e cavaliere, bandiere e stendardi? Perché se a questi “maestri” della “cattolica coerenza” non fosse chiaro, allora provvederò a chiarirgli l’ovvio palese. Giuliano Ferrara ed Eugenio Scalfari sono entrambi accomunati da un elemento di unione: l’ateismo.
il foglio gnocchi e palmaroUno dei tanti articoli comparsi sul Foglio a firma di Alessandro Gnocchi e del compianto Mario Palmaro, basati su una non conoscenza del modo complesso e anche grave attraverso il quale si sono svolti realmente certi fatti che hanno imposto all’Autorità ecclesiastica di intervenire [vedere qui]
Questi paladini della autentica traditio che firmano articoli sul giornale di un ateo dichiarato e che gemono dalle sue colonne su quanto «questo Papa non ci piace», non hanno alcun ragionevole diritto di stracciarsi le vesti dinanzi ai colloqui del Santo Padre con l’ateo Eugenio Scalfari, al quale dobbiamo invece riconoscere quella lineare continuità di pensiero protratta nel tempo che pare un po’ carente in Giuliano Ferrara; il tutto precisando, a massimo beneficio ed a meritato onore di Ferrara, che solamente gli sciocchi non cambiano mai opinione e che spesso, mutare opinione, può essere segno di intelligenza ed anche di coerenza. Diversamente invece, quarant’anni fa, Eugenio Scalfari era esattamente quello che è oggi, cosa questa che potrebbe denotare sia coerenza nella continuità sia mancanza di apertura ad una evoluzione e trasformazione del pensiero umano. Dinanzi a tutte queste incongruenze — che non sono incongruenze di Ferrara ma di certi cattolici duri&puri che usano le colonne del suo giornale come vetrina — la chiave di lettura nella quale possiamo trovare adeguata risposta è ancora una volta tutta racchiusa in una parola: ideologia.
manifestoI quotidiani comunisti non esistono più neppure in Russia, sopravvivono però in Italia, Francia, Spagna …
Io che non oserei mai presentarmi come difensore della autentica Verità e della pura Traditio che “la Chiesa sta dissipando” — posto che della Verità e della Traditio sono solo devoto servitore nei modi in cui la Chiesa mi comanda di esserlo — non accetterei mai di pubblicare miei scritti su Il Manifesto Comunista, perché oltre ai contenuti è necessario valutare il contenitore, chi lo gestisce e chi lo dirige. Ciò detto mi domando: a tutto questo ci hanno mai pensato Roberto de Mattei, Alessandro Gnocchi e tutte le punte di spicco del loro battagliero e critico entourage?
giovane e vecchioin certi ambienti della “Tradizione” dura&pura dove si fanno le pulci a tutti, dai Sommi Pontefici agli interi documenti dei concili ecumenici, circolano realmente coppie di questo genere e solitamente non si tratta mai di anziani pensionati che percepiscono 500 euro al mese di pensione; e quando i preti lefebvriani si recano presso questi circoli a celebrare, non prestano mai attenzione a certe “coppie originali”, forse perché troppo impegnati a predicare agli adolescenti che per gli “atti impuri” si va diritti all’Inferno?
Questo tipo di “tradizionalisti” che di recente ho paragonato ai comunisti italiani e francesi che dinanzi ai carri armati russi che invasero Praga tacquero, quando ad essere toccato è stato un loro beniamino, il Vescovo di Albenga Mario Oliveri [vedere qui], hanno reagito col silenzio, palesandosi come una riedizione della Fattoria degli animali di George Orwell: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri». Mi duole dirlo, ma i disastri emersi nella Diocesi di Albenga, ed in specie sul versante morale, non si sono invece verificati con episodi di siffatta gravità nelle diocesi rette da certi vescovi cosiddetti iper-conciliaristi. Dobbiamo allora dare per scontato che per questi paladini della Traditio che accolgono senza particolari problemi morali nelle loro fondazioni ed alle loro Sante Messe in rito antico piccoli eserciti di pluridivorziati; per questi difensori dei sacri valori della famiglia che non rimangono turbati, anzi fingono proprio di non vedere certi loro ricchi benefattori sessantenni che si presentano nei loro circoli traditional con la fidanzata di trent’anni Cop Francescani.indd… ebbene, per questi difensori dei sacri valori della famiglia, forse esistono anche due tipi di ateismo: l’ateismo di sinistra, quello di Scalfari, che è un ateismo cattivo perché di sinistra; e l’ateismo di destra, quello di Ferrara, che invece è un ateismo buono, perché è di destra. E detto questo resto in attesa di smentite, non di silenzi, come quando di recente ho accusato queste persone sulla pubblica piazza di avere usato i poveri Francescani dell’Immacolata per scopi ideologici recando loro un danno maggiore che poteva essere evitato, mandando a tal scopo alla carica il celebre “ecclesiologo” ed esperto “canonista” Carlo Manetti, autore di un libro avulso dalla realtà dei fatti, come a tempo e luogo sarà dimostrato dai competenti uffici della Santa Sede [vedere qui], posto che questo autore, fatta salva la mia ironia a dir poco dovuta, non sa neppure dove albergano, la ecclesiologia ed il diritto canonico; e ciò non perché lo dica io, ma perché lo dimostra il suo libro.
Masturbazione” […] Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito” [Mt 23, 1-12]
Vorrei che queste persone dalla morale malleabile, capaci per un verso a minacciare coi loro catechismi gli adolescenti di abbrustolire tra le fiamme dell’inferno se oseranno masturbarsi, ma per altro verso così indulgenti, o meglio non vedenti quando si tratta delle vite allegre di certi loro ricchi finanziatori, ci rassicurassero di non avere mai preso un soldo dall’estrema destra americana, né da certi ricchi imprenditori brasiliani, o da europei che si sono arricchiti per incanto in Brasile, grazie ai quali e per causa dei quali in quel Paese ci sono da una parte le loro ville faraoniche — semmai con annessa cappella eretta nei pressi della piscina olimpica dove si celebra la Santa Messa col Messale di San Pio V — dall’altra le favelas ed i fanciulli abbandonati per le strade che non possono marciare per la vita, essendo troppo impegnati a cercare di salvarsi la vita. Inutile a dirsi: chi conosce i miei scritti ed i miei libri, sa bene che non sono un esponente della Teologia della Liberazione, sono un prete ed un teologo cattolico, apostolico romano con una certa vocazione a dare un po’ di filo da torcere ai farisei ipocriti, dicendo all’occorrenza ai buoni fedeli: fate attenzione, perché quelli «filtrano il moscerino e poi s’ingoiano il cammello […] puliscono l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza» [Cf. Mt 23, 24-25], ed in questo caso, oltre a non fare quel che fanno, i nostri buoni fedeli non devono fare soprattutto quello che di gravemente sbagliato dicono e diffondono.
de Mattei libro in portogheseedizione brasiliana del libro di Roberto de Mattei: “Il Concilio Vaticano II, una storia mai scritta”
Negli anni Sessanta la Chiesa ha celebrato il suo XXI° concilio nel quale non tutto è andato bene, ma un fatto è certo: quel Concilio celebrato dai Padri della Chiesa sotto l’autorità di Pietro ha sancito delle nuove dottrine che sono vincolanti per tutto il corpo dei fedeli, soprattutto per i vescovi, i presbiteri, i diaconi, i religiosi e le religiose. Usare il concetto di pastoralità per giungere a dire sopra e sotto le righe che «in fondo è stato solo un concilio pastorale» e come tale lascia il tempo che trova, non è errato ma teologicamente aberrante. Tutti sappiamo che al Concilio ha fatto seguito un post concilio che in nome della interpretazione o della applicazione ha creato problemi, grazie a potenti cordate di modernisti e di teologi che a forza di ascoltare solo se stessi sono caduti anche in eresia, dopo avere creato il proprio concilio egomenico e le proprie dottrine. Una consapevolezza, questa, che non solo mi è chiara ma della quale sono ripieno, perché Dio ha avuto la bontà di farmi incontrare sul mio cammino grandi uomini e testimoni della fede come Divo Barsotti e Cornelio Fabro; perché da anni sono in relazione coi due teologi anziani assieme ai quali portiamo avanti questa rivista, entrambi esponenti ed eredi delle più insigni scuole di teologia, che hanno vissuto a stretto contatto con alcuni uomini per i quali non è escluso che domani la Chiesa possa proclamarli santi e confessori della fede, come nel caso del giovane e geniale teologo domenicano Tomas Tyn. E alla prova dei fatti, come uomo di cinquant’anni, ritengo di avere maturato una caratteristica utile a me ed ai fedeli che mi avvicinano come confessore, direttore spirituale e maestro di dottrina: i saggi maestri dotati di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, io li ascolto e li seguo rendendo lode a Dio per avermi benedetto facendomeli incontrare sul mio cammino umano e sacerdotale. Mi guardo bene dall’aggredirli o dal censurarli, meno che mai dal dimenticarli o dal negarli in nome del mio opinabile e arrogante “ti sbagli” perché “io dico che…”, ergo “è vero solo ciò che dico io”.
gherardini concilio equivocoil celebre teologo Brunero Gherardini, ha di fatto finito col sostenere che il Concilio Vaticano II non è in linea di continuità con la precedente tradizione
Essere però consapevoli che all’interno della Chiesa stiamo vivendo una grande crisi di fede che genera una terribile crisi dottrinale e di conseguenza una crisi morale, non vuol dire affermare erroneamente, come fanno i lefebvriani e le persone vicine alla loro area, che il problema è il concilio e che il post concilio ne è la ovvia conseguenza, perché ciò equivale in tutto e per tutto ad affermare che siccome un giovane incapace ha preso di nascosto ad un pilota professionista la sua Ferrari, causando con essa un incidente e danneggiando l’autovettura stessa, la colpa è della fabbrica di Maranello e di Luca Cordero di Montezemolo che della società era amministratore delegato.
Temo che taluni non vogliano capire che il problema ecclesiale attuale non è più il concilio od il postsostanze e accidenti concilio che spesso ha stravolto il concilio; il problema è che a distanza di mezzo secolo dalla celebrazione del concilio, dopo decenni di devastazioni operate dal meglio del peggio di molti teologi, oggi siamo giunti al radicale cambio di un’epoca nel corso del quale sarà sepolta la struttura ecclesiastica come sin oggi l’abbiamo intesa ed esteriormente vissuta, per proiettare nel divenire futuro la Chiesa Corpo Mistico di Cristo che vivrà sino al suo ritorno alla fine dei tempi. Gli accidenti esterni, metafisicamente parlando, prima sono mutati, poi hanno finito col risultare non più adeguati per preservare l’immutabile ed eterna sostanza del Verbo di Dio fatto uomo che si è rivelato nascendo dal ventre della Vergine Maria, morendo e risorgendo dalla morte; e che prima di offrire se stesso in sacrificio ha fondato la sua Chiesa sulla roccia di Pietro, donandoci la sua perenne presenza viva attraverso l’Eucaristia, suo memoriale vivo e santo, centro e cuore propulsore della vita ecclesiale.
Il pericolo e l’autentica aberrazione del mondo di una certa “Tradizione” è di avere smarrito questo concetto metafisico basilare finendo col credere che la sussistenza della sostanza dipenda dagli accidenti esterni, dal passato che non deve passare e che per questo va immobilizzato, mummificato, sino a considerare come elementi eterni ed immutabili gli accidenti esterni; proprio come se da essi dipendesse la sostanza eterna ed immutabile. Non a caso ho usato il termine di aberrazione teologica intesa nel senso etimologico del termine: vagare al di fuori della via della verità.
ci mancavano le corna!Nella cultura filippina questo gesto significa “vi amo”, adesso però cerchiamo di spiegarlo alla maggioranza assoluta degli abitanti di questo mondo costituita da non filippini, che non si tratta di una riedizione de Il Marchese del Grillo …
In questo tempo ecclesiale nel quale è in corso un radicale cambio d’epoca, la figura centrale e determinante è quella del Santo Padre Francesco, quel pontefice che a molti cattolici non piace ma che al tempo stesso piace a tutti coloro che hanno improntate le proprie esistenze su un vivere e un pensare non cattolico. Molti che si sentono disorientati o imbarazzati da certi suoi gesti finiscono con l’affermare «questo Papa non ci piace». Qualche esempio: il Sommo Pontefice che apre le mani giunte ad un piccolo chierichetto domandandogli «ti si sono incollate le mani?» [qui], che saluta col pollicione alzato come fosse il vecchio zio d’America, che si mette un naso da clown accanto ad una coppia di sposi con tanto di sposa introdotta alla presenza del Santo Padre un po’ troppo scoperta e scollacciata. Oppure l’ultima in ordine di serie: in visita apostolica nelle Filippine, il Santo Padre saluta facendo un paio di corna assieme ad un suo cardinale. Ovviamente è stato subito spiegato appresso che quel gesto, nella cultura filippina, non ha nulla a che fare col rock satanico al quale hanno fatto subito richiamo gli apocalittici ed i cacciatori di anticristi, si tratta di un gesto che significa: «Vi amo».
marchese del grillo 2Paolo Stoppa nei panni di Pio VII e Alberto Sordi in quelli del Marchese del Grillo
Ovviamente sono il primo a discutere senza paure e falsi pudori clericali su quanto possa risultare inopportuno un gesto simile fatto dal Romano Pontefice ripreso dai fotografi e dalle televisioni di mezzo mondo, anche perché non è detto che sia semplice né agevole spiegare a molti non filippini — ossia la maggioranza degli abitanti di questo mondo — che quelle corna significano «Vi amo» e che non si tratta invece di un gesto uscito da una scena del film Il Marchese del Grillo, dove il grande Paolo Stoppa nei panni di Pio VII chiude la pièce comica facendo le corna, dopo che il nobiluomo romano impersonato da un altro grande, Alberto Sordi, aveva fatto traballare come suo solito uso il Sommo Pontefice sulla sedia gestatoria, che avvertita la scossa sbotta: «Vuoi farmi rompere l’osso del collo?». Replica il gentiluomo burlone: «Santità, morto un Papa se ne fa un altro!» [vedere qui]. Ma erano appunto Paolo Stoppa nei panni di Pio VII e Alberto Sordi in quelli del Marchese del Grillo, non era il Regnante Pontefice in visita apostolica in un paese asiatico in compagnia di un suo cardinale, circondati da fotografi e cineoperatori delle agenzie stampa e delle televisioni di mezzo mondo, mentre entrambi finivano immortalati sorridenti con un bel paio di corna stampato sulle loro mani destre.
berlusconi esempio di arcaica promessa solenne, in questo caso rivolta al Popolo Italiano
Nella tradizione ebraica arcaica, per sigillare una fedele promessa solenne gli uomini si mettevamo il palmo della mano aperta sopra l’organo genitale, sul quale era stato impresso con la circoncisione il Patto dell’Alleanza. Ebbene, poniamo che il Santo Padre, dopo avere mangiato peperoni la sera ed altri cibi pesanti decida il mattino seguente di crearmi cardinale, rischiando in tal modo di causare arresti cardiaci in tutti coloro che certi esempi paradossali non li fanno perché nella berretta rossa ci sperano per davvero. Dubito che durante il concistoro, ricevendo la berretta rossa, mi porterei la mano sull’organo genitale per manifestare attraverso un significativo gesto arcaico la mia fedele devozione al Romano Pontefice usque ad effusionem sanguinis, mi limiterei ad inginocchiarmi a baciargli la mano destra. Perché io sono io, non sono il Marchese del Grillo redivivo, perlomeno durante le pubbliche cerimonie ufficiali, poi, in privato con gli amici, posso essere anche peggiore del goliardico nobiluomo impersonato da Alberto Sordi.
_unacos-3 una delle tante satire sul Santo Padre che in numero sempre maggiore stanno circolando soprattutto sulla rete telematica ed attraverso le quali vengono trasmessi precisi messaggi ed a volte anche dei chiari moniti …
Altra lamentela che a volte udiamo è «questo Pontefice non è adeguato». Se ci pensiamo bene nessuno può dirsi adeguato ad essere sacerdote, vescovo, romano pontefice. A certi uffici, all’interno dei quali è racchiuso il mistero stesso della Chiesa ed il mistero dei Sacramenti di grazia, nessuno può dirsi adeguato. Neppure i santi erano degni di partecipare al sacerdozio ministeriale di Cristo o di divenire successore della roccia sulla quale Cristo in persona ha edificato la sua Chiesa. A riprova di quanto testé scritto sarebbe bastato andare da San Giovanni Maria Vianney o da San Pio da Pietrelcina e domandargli: «Tu ti senti degno, di partecipare per mistero di grazia al sacerdozio ministeriale di Cristo, vero?». Temo infatti che il secondo di questi due santi in modo del tutto particolare avrebbe potuto reagire anche in modo violento. Tra l’altro non bisogna mai dimenticare che Pietro stesso, scelto dal Signore in persona, era un uomo limitato che ha manifestato tutte le sue debolezze e fragilità. Proviamo allora a vedere la cosa per altro verso: e se il Santo Padre Francesco ci sbattesse in faccia in modo diretto e salutare quanto nessuno di noi, a partire da lui, sia adeguato, dinanzi al mistero di grazia del sacerdozio ministeriale? E se dietro le righe, al di là di certi suoi gesti talvolta sconcertanti, volesse infrangere la patina di tutti quegli elaborati accidenti esterni mutevoli per mezzo dei quali, attraverso strati e strati di solidificato clericalismo e di pappa&ciccia coi peggiori poteri mondani, abbiamo finito col sentirci persino adeguati a ciò per il quale nessun umano può dirsi adeguato e degno? E se il Santo Padre volesse dissipare tutte quelle strutture e quegli orpelli che hanno finito con l’essere usati non per rendere onore e dignità alla Santa Chiesa di Cristo — come dovrebbe essere — ma agli ecclesiastici che ricoprono se stessi di onori usando a proprio sommo pretesto l’onore che dobbiamo tributare sempre alla Santa Sposa di Cristo, verso la quale nessun palazzo, nessun metallo, nessuna pietra e nessuna stoffa può essere sufficientemente preziosa? Motivo per il quale la povertà dovrebbe finire sempre sotto i gradini dell’altare e dentro le chiese la parola sciatteria andrebbe bandita, perché a Dio si offre sempre l’ottimo e il massimo.
Tre mesi dopo la sua elezione, rispondendo ad un intervistatore, definii il Santo Padre Francesco un enigma. Del resto ogni uomo a suo modo lo è [vedere qui]. Oggi, a distanza di quasi due anni, confermo ciò che risposi all’epoca, con una certezza ulteriore maturata: dietro a questo enigma c’è lo Spirito Santo, che non sappiamo ancora come intende operare. Una cosa è certa: sta operando, siamo noi che ancora non siamo in grado di decifrare il suo operato; forse neppure il diretto interessato è in grado di capire i progetti che Dio intende compiere attraverso di lui.
dubbia autorità del concilioquesto testo che stilla autentica mancanza di conoscenza e rifiuto ad un ragionare ecclesiale è promosso sul sito della Fraternità Sacerdotale di San Pio X [vedere qui]
Sono amareggiato per il continuo aumento di riviste telematiche che dietro al tradizionalismo celano il sedevacantismo. È blasfemo che sedicenti cattolici mettano in rete dei blog titolati Acta Apostaticae Sedis [atti della sede apostatica], dove rendono il Romano Pontefice, indicato come apostata, oggetto d’insolenze e insulti. È desolante constatare l’alto numero di siti e di blog che inseguono catastrofismi apocalittici nella più adulterata accezione del termine, perché l’Apocalisse dell’Apostolo Giovanni è il libro della speranza per antonomasia che narra la grande vittoria sull’antico nemico, l’Anticristo, la cui sconfitta è già scritta sin dall’inizio dei tempi. L’Apocalisse è il trionfo della fede, della speranza e della carità in chiave escatologica. E tutti i Gentili Signori e le Gentili Signore più o meno titolati e blasonati che ho citato uno a uno in questo mio articolo, sono direttamente colpevoli di tutto questo, perché per questa gente, loro, ed i loro scritti, rappresentano un punto di riferimento, pertanto hanno poco da fare i falsi amanti della Chiesa che soffrono al suo interno, perché ben altra è la verità: con un piede stanno dentro di essa, con l’altro tra i lefebvriani che idolatrano il passato che non deve passare e con i sedevacantisti catatonici.
In uno dei numerosi siti di Vera&Pura Tradizione lessi tempo fa lo sproloquio di un prete della Fraternità chiesa santa 5Sacerdotale di San Pio X che mostrando lo squallore di una formazione teologica e di una formazione al sacerdozio forse improntata su quattro formule della neoscolastica decadente peraltro mal comprese, spiegava che il Regnante Pontefice era la giusta punizione data da Cristo alla Chiesa per le derive post conciliari. Che nel post concilio ci siano state delle gravi derive è indubitabile, i lettori che ci seguono su queste pagine telematiche sanno bene come e con quali ragionamenti articolati i padri dell’Isola di Patmos le hanno sempre indicate una ad una. Affermare però che Cristo, attraverso il Successore di Pietro, punisca la sua Chiesa, è una tale asineria che non merita neppure l’alto appellativo di eresia. Come possono esistere e trovare seguito menti a tal punto meschine da affermare che Cristo, attraverso Pietro sul quale ha edificato la sua Chiesa, ha deciso di punire … se stesso? Proprio così: se stesso! Perché la Chiesa è il corpo di cui Cristo è capo e noi membra vive. La Chiesa è di Cristo, non è dei Pontefici del periodo antecedente al Concilio Vaticano II né di quello successivo. La santità del Corpo della Chiesa di cui Cristo è capo, sta in quel potere di santificazione che Dio esercita malgrado la peccaminosità umana. Per questo la Chiesa è definita da sant’Ambrogio casta meretrix, santa e peccatrice, mentre il paragrafo VIII della costituzione dogmatica Lumen Gentium recita:
Cristo, “santo, innocente, immacolato” [cf. Eb 7, 26], non conobbe il peccato [cf. 2 Cor 5, 21] e venne solo allo scopo di espiare i peccati del popolo [cf Eb 2, 17], la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento.
Affermare che la Chiesa è peccatrice è fuorviante, se il tutto è espresso fuori da un contesto chiaro come quello a cuichiesa santa 4 si riferisce Sant’Ambrogio o la Lumen Gentium; perché peccatori sono gli uomini che la compongono e che spesso la deturpano.
Non temo ad ammettere con dolore e onestà che da molti nostri seminari e da molte nostre facoltà teologiche escano preti infarciti delle peggiori eresie moderniste, o cresciuti coi venefici teologismi di Karl Rahner. Ma pure dal “santissimo” seminario di Ecône escono a quanto pare preti inquietanti capaci a parlare di Cristo che attraverso il successore di Pietro punisce la Chiesa. Per questo mi domando se ad Ecône, dove peraltro recitano o cantano la professio fidei in splendido latino “sacro”, non sono forse abituati a recitare parole che suonano più o meno così: Et unam sanctam cathólicam et apostólicam Ecclésiam. O dobbiamo dedurre che dopo il Vaticano II la Chiesa ha perduto la propria connaturata santità e indefettibilità, ha cessato di essere il corpo di cui Cristo è capo e che per questo è stata punita da Dio? Perché affermare che Cristo punisce la sua Chiesa è teologicamente coerente come lo sarebbe affermare che Dio Padre, attraverso il suo sacrificio sulla croce, ha castigato il Figlio e che lo Spirito Santo, dissentendo su siffatta scelta, ha finito a sua volta per arrabbiarsi e litigare con Lui.
papa naso clownCiò che il Sommo Pontefice dovrebbe evitare, visto che Jorge Mario Bergoglio è chiamato a lasciare spazio al Santo Padre Francesco che esprime la suprema dignità del Mistero della Chiesa in virtù del ministero affidato a Pietro da Cristo Signore.
A tutti coloro che si sentono a disagio per nasi da clown, corna di saluto ai filippini e via dicendo, ribadisco quel che spesso ripeto dentro il confessionale o durante le direzioni spirituali a non pochi fedeli sconcertati: andate al di là dell’uomo in sé e venerate la verità di fede del mistero della Chiesa eretta su Pietro che ricevuto mandato da Cristo ha trasmesso il proprio ministero d’autorità a tutti i suoi successori. La Chiesa non è del Santo Padre Francesco, come prima non lo è stata di Benedetto XVI, di Pio XII, di Pio X. Non lo è stata di Pietro stesso scelto come proprio vicario in terra dal Verbo di Dio in persona. La Chiesa è di Cristo, ed è comunque governata dallo Spirito Santo; e per quanto sia stata e possa essere ancora deturpata dagli uomini, rimarrà sempre la sposa santa e immacolata del Redentore.
Durante l’assisa del Concilio Vaticano I, il Beato Pio IX fece imprimere queste parole riguardo il rapporto tra fede e ragione:
[…] anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione. Lo stesso Dio, infatti, che rivela i misteri e infonde la fede, ha deposto anche il lume della ragione nell’animo umano […] non solo la fede e la ragione non possono mai essere in contrasto fra loro ma possono darsi un aiuto scambievole. La retta ragione, infatti, dimostra i fondamenti della fede, illuminata dalla sua luce può coltivare la scienza delle cose divine; la fede libera protegge la ragione dagli errori e l’arricchisce di molteplici cognizioni. Per ciò, la Chiesa, è ben lontana dall’opporsi allo studio delle arti e delle discipline umane, tutt’altro le favorisce e le promuove in ogni maniera [sessione III del 24 aprile 1870, capitolo IV: «Fede e ragione»]
Centoventi anni dopo, San Giovanni Paolo II, rifacendosi al magistero del suo Predecessore Pio IX, nella propria Enciclica Fides et Ratio scrisse:
«La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso».
Fino a un certo punto abbiamo usato la ragione, con la quale siamo giunti alla grande porta aperta della fede, adesso, per varcare laaprite le porte 1 porta della speranza oltre la quale c’è Cristo, occorre procedere con un vero atto di fede, che non è un agire cieco, ma un agire con quella certezza interamente riassunta nel Credo. Nel Santo Padre Francesco noi dobbiamo vedere il mistero fondante della Chiesa, senza rimanere intrappolati davanti all’ingresso di questa porta spalancata, irretiti da un naso da clown e da un paio di corna. Perché lo Spirito Santo sta operando e Cristo salverà comunque la sua Chiesa. E in un futuro, forse vicino, quando ci saranno svelati quelli che erano i progetti di Dio, capiremo che anche questo Sommo Pontefice è stato frutto della grazia e della misericordia del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Per questo ritengo necessario sospendere il ragionevole giudizio umano e procedere sulle ali della fede, quindi credere, venerare e seguire la roccia sulla quale Cristo ha edificato la sua Chiesa.
Possano certi “tradizionalisti”, apocalittici cosmici, scopritori di anticristi, cacciatori di presunte eresie papali, adoratori di rubriche e di un passato statico che non deve passare, indomiti difensori del moscerino dei loro valori non negoziabili tutti quanti soggettivi ma al tempo stesso ingoiatori professionisti di cammelli, abbandonare il cupo fascino omocentrico di Pelagio e seguire con fede il modello del santo vescovo e dottore della Chiesa Agostino d’Ippona, vedendo malgrado tutto ed al di là di tutto l’opera di Dio anche nella povera e inadeguata persona del Santo Padre Francesco, servo dei servi di Dio, non all’altezza dinanzi al Mistero come da sempre lo siamo tutti quanti noi nati col peccato originale e soggetti alle insidie del male.
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LE PROFEZIE DELLA BEATA ELENA AIELLO SULLA FINE

"Voglio che si sappia che il flagello è vicino: fuoco mai visto scenderà sulla terra e gran parte dell'umanità sarà distrutta... Quelli che resteranno troveranno nella mia protezione la misericordia di Dio, mentre tutti coloro che non vogliono pentirsi delle loro colpe periranno in un mare di fuoco!... La Russia sarà quasi completamente bruciata. Anche altre nazioni scompariranno. L'Italia sarà salvata in parte per il Papa". (11/04/52)
"L'ira di Dio è prossima e il mondo sarà travagliato da gran calamità, sanguinose rivoluzioni, forti terremoti, carestie, epidemie e spaventosi uragani, che faranno straripare i fiumi e i mari! Il mondo sarà tutto sconvolto da una nuova terribile guerra. Le armi più micidiali distruggeranno popoli e nazioni. I dittatori della terra, veri mostri infernali, atterreranno le Chiese con i Sacri Cibori e distruggeranno popoli e nazioni e le cose più care. In questa lotta sacrilega, per il feroce impulso e l'accanita resistenza molto verrà abbattuto di tutto quello che è stato fatto dalla mano dell'uomo. Nubi con bagliori di incendio compariranno infine nel cielo e una procella di fuoco si abbatterà su tutto il mondo. Il terribile flagello, mai visto nella storia dell'umanità, durerà settanta ore. Gli empi saranno polverizzati e molti andranno perduti nell'ostinatezza del loro peccato. Allora si vedrà la potenza della luce sulla potenza delle tenebre". (16/04/55)
"Se gli uomini non torneranno a Dio, verrà una grande guerra da est a ovest, guerra di terrore e di morte, ed infine il fuoco purificatore cadrà dal cielo come fiocchi di neve su tutti i popoli e una gran parte dell'umanità rimarrà distrutta. La Russia marcerà su tutte le nazioni d'Europa, particolarmente sull'Italia, e innalzerà la sua bandiera sulla cupola di San Pietro!... Manifesterò la Mia predilezione per l'Italia, che sarà preservata dal fuoco; ma il cielo si coprirà di densa tenebra e la terra sarà scossa da spaventosi terremoti che apriranno profondi abissi, e verranno distrutte città e province; e tutti grideranno che è la fine del mondo! Anche Roma sarà punita secondo giustizia per i suoi molti e gravi peccati, perché lo scandalo è arrivato al colmo. I buoni però che soffrono e i perseguitati per la giustizia e le anime giuste non debbono temere, perché saranno separati dagli empi e dai peccatori ostinati, e saranno salvati!". (1959)
"L'ora della giustizia di Dio è vicina e sarà terribile! E se gli uomini non ravviseranno in questi flagelli i richiami della Divina Misericordia e non ritorneranno a Dio con una vita veramente cristiana, un'altra guerra terribile verrà da est ad ovest, e la Russia con le sue armi segrete combatterà l'America, travolgerà l'Europa e si vedrà specialmente il fiume Reno della Germania pieno di cadaveri e di sangue. Anche l'Italia sarà travagliata da una grande rivoluzione e il Papa dovrà molto soffrire. Oh, che orribile visione vedo! Sta succedendo una grande rivoluzione a Roma! Stanno entrando in Vaticano. Il Papa è da solo, sta pregando. Stanno tenendo il Papa. Lo prendono con la forza. Lo picchiano fino a farlo cadere. Lo stanno legando. Oh Dio! Oh Dio! Gli stanno dando dei calci. Che scena orribile! E' terribile!…Nostra Signora si sta avvicinando. Quegli uomini malvagi cadono a terra come cadaveri! Nostra Signora aiuta il Papa ad alzarsi prendendolo per il braccio, lo copre con il Suo manto e gli dice: Non temere!". (Venerdì Santo 1961).
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PROFEZIA DI DON GOBBI SULL'ANTICRISTO

“Vi ho più volte annunciato che si approssima la fine dei tempi e la venuta di Gesù nella gloria. Ora voglio aiutarvi a comprendere i segni descritti nella Divina Scrittura, che indicano ormai vicino il suo glorioso ritorno. Questi segni sono chiaramente indicati dai Vangeli, dalle lettere di S. Pietro e di S. Paolo, e si stanno realizzando in questi anni.
– Il primo segno è la diffusione degli errori, che portano alla perdita della fede e all’apostasia. Questi errori vengono propagati da falsi maestri, da celebri teologi che non insegnano più le verità del Vangelo, ma perniciose eresie, basate su errati ed umani ragionamenti. E’ a motivo dell’insegnamento degli errori che si perde la vera fede e si diffonde ovunque la grande apostasia.
- Il secondo segno è lo scoppio di guerre e lotte fratricide, che portano al predominio dell’odio e della violenza e ad un generale raffreddamento della carità, mentre si fanno sempre più frequenti le catastrofi naturali come epidemie, carestie, inondazioni e terremoti.
- Il terzo segno è la sanguinosa persecuzione di coloro che si mantengono fedeli a Gesù e al suo Vangelo e permangono forti nella vera fede.
- Il quarto segno è l’orribile sacrilegio, compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè dall’Anticristo. Entrerà nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono, facendosi adorare lui stesso come Dio . Figli prediletti, per capire in cosa consiste questo orribile sacrilegio, leggete quanto viene predetto dal profeta Daniele . La Santa Messa è il sacrificio quotidiano. Il sacrificio della Messa rinnova quello compiuto da Gesù sul Calvario. Accogliendo la dottrina protestante, si dirà che la Messa non è un sacrificio, ma solo la sacra cena, cioè il ricordo di ciò che Gesù fece nell’ultima cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa. In questa abolizione della Messa consiste l’orribile sacrilegio compiuto dall’anticristo, la cui durata sarà circa tre anni e mezzo, cioè 1290 giorni.
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10 gennaio 2015 Padre Ariel. DIFENDO VITTORIO MESSORI CONTRO I FALSI DOGMI DI LEONARDO BOFF
intervengo sulla vicenda di Messori non per approvare o disapprovare quello che ha scritto, ma per difenderlo doverosamente dalle critiche violente e dissennate di un religioso che si presenta come teologo e accusa il giornalista di malafede o di ignoranza in materia teologica. Si tratta di Leonardo Boff. La sua critica a Messori rappresenta, per così dire, la summa di tutte le sciocchezze che gli ideologi della “teologia della liberazione” hanno scritto, prima e dopo la condanna da parte della Santa Sede,  sul messaggio del Vangelo e sull’azione della Chiesa nel mondo.
Autore Antonio LiviAutore
Antonio Livi
vittorio messoriil giornalista e scrittore cattolico Vittorio Messori
Le considerazioni che Vittorio Messori ha pubblicato sul Corriere della Sera  sul pontificato di papa Bergoglio lo scorso 24 dicembre [vedere qui] hanno suscitato, come era prevedibile, tante diverse reazioni. Molti le hanno condivise, altri le hanno criticate aspramente. Non entro nel merito di quelle sue valutazioni, che comunque reputo legittime. Si tratta di un giornalista serio, di uno storico documentatissimo e soprattutto di un cattolico di fede sincera e illuminata. Lo conosco personalmente da tanti anni, ho letto tutti i suoi libri, a cominciare dal primo e più celebre, quelle Ipotesi su Gesù che davano troppo spazio a un’interpretazione fideistica di Pascal ma ebbero comunque un’efficacia apologetica notevole. In questi ultimi tempi leggo sempre con interesse e anche con piacere la sua rubrica sul Timone. Ce ne fossero di giornalisti cattolici così! Peccato, mi sono detto sempre, che non gli fosse stato consentito di continuare a scrivere su Avvenire… Sarebbe stato un bene per il “quotidiano dei cattolici”  (e anche per me, che da quel quotidiano sono stato letteralmente messo alla gogna).
Ma, ripeto, non entro nel merito delle sue considerazioni sul pontificato di papa Bergoglio, perché sono dell’opinione che per le vicende della Chiesa i giornalisti dovrebbero limitarsi all’informazione, che è il loro mestiere e la loro specifica mission, senza influenzare l’opinione pubblica cattolica con le loro opinioni personali, inevitabilmente parziali, nel senso che riescono a descrivere solo una parte della realtà ecclesiale ed esprimono su di essa solo il punto di vista di una parte del popolo di Dio.
Come ho già scritto anche sulla Bussola, preferisco che l’attualità ecclesiale sia trattata e con competenza autenticamente teologica e da un punto di vista esclusivamente pastorale. Io stesso, preoccupato come sacerdote del disorientamento dottrinale che percepisco tra i fedeli, sono intervenuto più volte sulla “questione Bergoglio” invitando i cattolici a disinteressarsi di ciò che è pane quotidiano dei “vaticanisti” (le frasi e i gesti che fanno pensare ad “aperture” o a “chiusure”, le nomine e le destituzioni di alti prelati), interessandosi invece intelligentemente di ciò che è propriamente magistero della Chiesa. Lì, nei documenti del  magistero della Chiesa (che è in determinati punti fondamentali immutabile e perenne, in altri procede storicamente con le opportune “riforme nella continuità”) i cattolici, oggi come sempre, trovano la guida sicura della loro coscienza, l’orientamento sicuro per professare e vivere la fede nella loro esistenza quotidiana.
leonard boffLeonardo Boff, ex frate francescano e sacerdote dimesso dallo stato clericale, oggi convivente con la propria compagna e dedito alla diffusione di palesi eresie e di dottrine “dogmatiche” ecologiche e filo-marxiste
Ora però intervengo sulla vicenda di Messori, non per approvare o disapprovare quello che ha scritto, ma per difenderlo (è doveroso) dalle critiche violente e dissennate di un religioso che si presenta come teologo e accusa il giornalista di malafede o di ignoranza in materia teologica. Si tratta di Leonardo Boff. La sua critica a Messori (clicca qui) rappresenta, per così dire, la summa di tutte le sciocchezze che gli ideologi della “teologia della liberazione” hanno scritto, prima e dopo la condanna da parte della Santa Sede,  sul messaggio del Vangelo e sull’azione della Chiesa nel mondo.
boff Gesù liberatore una delle pietre miliari della teologia della liberazione
Boff accusa Messori di disconoscere il ruolo dello “Spirito”, il quale, a sua detta, agirebbe anche e ancora meglio fuori della Chiesa cattolica, che non sa «imparare dagli altri». A questo proposito Boff, col tono del difensore d’ufficio di quello che egli chiama lo Spirito Santo, arriva a scrivere: «Significa essere blasfemi contro lo Spirito Santo pensare che gli altri hanno pensato solo in modo sbagliato. Per questo è sommamente importante una Chiesa aperta come la vuole Francesco di Roma. Bisogna che sia aperta alle irruzioni dello Spirito chiamato da alcuni teologi “la fantasia di Dio”, a motivo della sua creatività e novità, nelle società, nel mondo, nella storia dei popoli, negli individui, nelle Chiese e anche nella Chiesa Cattolica», la quale, prima di Francesco, sarebbe stata troppo legata a Cristo, troppo “cristocentrica”.
Secondo l’ex francescano, che quando gli interessa si atteggia ad amante della dottrina (la sua), Vittorio Messori è terribilmente carente in teologia: egli  «incorre nell’errore teologico del cristomonismo, cioè, solo Cristo conta. Non c’è propriamente un posto per lo Spirito Santo. Tutto nella Chiesa si risolve con il solo Cristo, cosa che il Gesù dei Vangeli esattamente non vuole».
Poi, tornando a vestire i panni dell’antidogmatico, aggiunge: «Senza lo Spirito Santo la Chiesa diventa un’istituzione pesante, noiosa, senza creatività e, ad un certo punto, non ha niente da dire al mondo che non siano sempre dottrine sopra dottrine, senza suscitare speranza e gioia di vivere». Ignorerebbe anche, il povero Messori, la sociologia religiosa: non avrebbe ancora capito che l’America Latina è il vero centro della Chiesa cattolica di oggi, anche se il numero dei latinoamericani che si dichiarano cattolici va diminuendo per effetto del proselitismo capillare delle sette protestanti (anzi forse proprio per questo Boff ritiene l’America Latina all’avanguardia).
Il cristianesimo e la teologia avrebbero fatto grandi passi avanti in America Latina (in Brasile che è la patria di Leonardo Boff, in Perù che è la patria di Gustavo Gutiérrez, e in Argentina che è la patria di Jorge Mario Bergoglio) per il fatto di aver dato ascolto allo “Spirito”, grazie anche alla cultura autoctona (precolombiana) che avrebbe liberato la Chiesa dall’astrattezza dottrinale della teologia europea, di quella tedesca in particolare (il bersaglio polemico è Benedetto XVI, ricordato con affetto da Messori), sapendo interpretare il Vangelo in sintonia con le istanze di liberazione delle masse  popolari. Sia detto tra parentesi, perché non è molto importante in questa sede, il mito della teologia latino-americana autoctona è subito smentito, involontariamente, da Boff stesso quando cita come sola autorità teologica il suo maestro Johan Baptist Metz, iniziatore in Germania di quella “teologia politica” dalla quale derivano i teologi della liberazione sudamericani, formatisi tutti in Belgio, Francia e Germania, a cominciare dal peruviano Gustavo Gutiérrez. E non è centro-europeo, anzi proprio tedesco, Karl Marx, l’ispiratore primo della “teologia della liberazione”?
boff arcobaleno la religione della nuova Chiesa Ecologica …
Ma questa, dicevo, è solo una parentesi sarcastica. Il discorso serio è quello teologico, innanzitutto perché è l’approccio teologico l’unico che mi interessa quando di parla di attualità ecclesiale e di possibili cambiamenti della dottrina della Chiesa, e poi perché l’argomento principale del discorso di Boff è appunto la “voce dello Spirito”, che papa Bergoglio avrebbe ascoltato docilmente mentre i suoi predecessori, in particolare Benedetto XVI, avrebbero ignorato, chiusi come erano nel “cristocentrismo”, che per Boff significa dogmatismo, giuridicismo, tradizionalismo, centralismo vaticano.
Ora io mi domando: che senso ha, teologicamente parlando, arrogarsi l’esclusività nell’interpretazione di “ciò che lo Spirito dice alle chiese”?  E ancora. che senso ha, teologicamente parlando, opporre alla dottrina dogmatica e morale della Chiesa la propria interpretazione dei disegni dello Spirito Santo?  Discorsi del genere  sono comprensibili, anche se illogici, in bocca a eretici e scismatici, in bocca ai propagandisti di una delle tante sette che hanno invaso l’Occidente cristiano, vagamente imparentate con il cristianesimo o direttamente ispirate al buddismo, ma non in bocca a chi si presenta come cattolico e per di più teologo.
La norma fondamentale di un discorso autenticamente teologico, come ho spiegato chiaramente nel mio trattato su Vera e falsa teologia (dove Leonardo Boff non è citato, ma sono citati i suoi maestri). È l’intenzione di illustrare razionalmente la verità rivelata da Dio in Cristo Gesù, il quale ha affidato l’interpretazione autentica del suo Vangelo alla sua Chiesa, cioè agli Apostoli e ai loro legittimi successori, i vescovi in comunione con il Papa, il quale gode anche individualmente del carisma dell’infallibilità.
In termini pratici, ciò vuol dire che uno come Boff, che disprezza i dogmi e attribuisce a sé quell’infallibilità che non riconosce al magistero della Chiesa, non parla da teologo. Certo, io gli riconosco il diritto di avere le sue idee, anche le più pazze, sul cristianesimo, ma se parla in pubblico rivolgendosi ai cattolici,  ho il dovere di avvertire i credenti che costui non ha l’autorità che compete a un teologo nella Chiesa cattolica: come dico sempre i questi casi, si tratta di un falso profeta e di un cattivo maestro. L’ho detto varie volte a proposito di Vito Mancuso e di Enzo Bianchi, non mi sono peritato di dirlo anche a proposito di Bruno Forte e di Gianfranco Ravasi, che occupano posti di rilevo nella gerarchia ecclesiastica. Chi vuol dare retta alle loro teorie, sappia almeno che lo fa a suo rischio e pericolo (dell’anima, s’intende); io ho avvertito tutti quelli che ho potuto.
boff teologia della liberazioneil manuela del piccolo incendiario …
Per terminare con Boff. Che cosa sa un cristiano dello Spirito Santo, che come Dio è assolutamente trascendente? La sua Persona, in seno alla “Trinità immanente”,  è particolarmente inaccessibile alla conoscenza umana, tanto che Egli viene chiamato “il Dio sconosciuto”, e anche la sua azione nel mondo (la cosiddetta “Trinità economica”) è del tutto invisibile, se non per rivelazione pubblica. Ma la rivelazione pubblica è quella del Figlio di Dio, il Verbo Incarnato, l’Emmanuele, il “Dio-con-noi”.
Quello che possiamo sapere dei misteri di Dio è solo quello che Cristo ci ha rivelato. Come si fa a contrapporre le proprie (pretese) conoscenze dell’azione dello Spirito a quello che dello Spirito medesimo ci ha rivelato Cristo? E Cristo ci ha rivelato che lo Spirito Santo ci è stato inviato da Lui stesso e dal Padre, il giorno della Pentecoste, per rendere efficace in tutto il mondo, per tuto il tempo della storia, l’azione salvifica della Chiesa di Cristo, mediante l’annuncio del Vangelo e la grazia dei sacramenti. Questo è quello che sappiamo dello Spirito Santo, e quindi solo questo si può dire teologicamente, cioè seriamente, con la pretesa di essere ascoltati dai credenti.
Il vero teologo  spiega e applica al suo tempo e alla gente cui si rivolge la verità contenuta nella rivelazione pubblica, cioè nella dottrina della Chiesa. Il vero teologo  non pretende, come fanno gli gnostici, di sapere di più di quanto possa sapere, dei misteri di Dio, un qualunque fedele, una persona che in qualsiasi tempo abbia accolto con fede sincera la rivelazione divina. Il vero teologo, soprattutto, non spaccia per verità divina quelle che sono le sue personali e arbitrarie congetture, quale che sia la sincerità con cui queste vengono propinate al popolo (qualora mentissero sapendo di mentire, i falsi profeti non sarebbero solo degli illusi ma proprio dei “seduttori”, come l’Anticristo del quale parla la Scrittura).
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Articolo Pubblicato il 2 gennaio 2015 su
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io ho disperatamente bisogno di un tutoraggio, di una mediazione di tuo fratello in mio favore!
il Gesto che l'Arcivescovo ha fatto contro di me è brutale ingiusto... io sono imbarazzato oltre ogni limite, anche per parlare con l'Arcivescovo io ho bisogno di un testimone
questa è la Raccomandata con RR.. che io ho spedito
Oggetto: FRATELLANZA UNIVERSALE, io voglio essere considerato soltanto come un poeta che ha saputo incantare il genere umano!
Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto S. E. Mons. FRANCESCO CACUCCI
Arcivescovado di Bari - Piazza dell'Odegitria, Bari BA 080 524 5979
Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese.
Gran Cancelliere della Facoltà Teologica Pugliese.
Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese.
oggetto: richiesta spiegazioni formali circa della Sua decisione di sospensione del mio Ministero di Accolito
Ecc.za Rev.ma Arcivescovo Bari Bitonto Mons. FRANCESCO Cacucci, la gioia nel Signore Risorto sia nella sua vita e nel suo ministero santo,
Ella ha generato uno scandalo ed un turbamento enormi sia nella mia famiglia che nella mia Comunità parrocchiale, interrompendo drasticamente dopo 32 anni, il mio ininterrotto Ministero di Accolito conferitomi con: Protoc. N. 27/183C in Bari 12 Dicembre 1983. Conferitomi e conservatomi, per espressa autorità di Sua Ecc.za Mons. Mariano Andrea MAGRASSI. Lo Scrivente e soprattutto sua moglie, si vergognano di andare in Chiesa in Parrocchia e tuttavia si recano quasi nascondendosi, perché non sanno cosa rispondere alle domande dei fedeli cristiani, circa la Sua grave e incomprensibile decisione di sospensione del Ministero di Accolitato avverso lo scrivente, e tuttavia nessuna comprensione esiste della Sua deliberazione sia nel mio Parroco Padre Sabino, sia nel Vicario Episcopale Mons. Domenico Ciavarella, che nel responsabile dei ministeri Mons. Vito Bitetto, il cui percorso formativo e spirituale lo scrivente ha seguito in modo costante ricevendone tutte le consistenti formali autorizzazioni. lo scrivente Suo figlio devoto in Cristo è orgoglioso di avere supportato con tutta la sua vita, e in tutti gli ambiti della sua vita per convincimento interiore, profondo e motivato tutto il ministero dogmatico dei nostri Santi Pontefici dal Santo Padre Papa Giovanni Paolo II [il cui nome ha imposto al suo figlio primogenito] fino al nostro Papa Francesco orgoglio di tutti popoli e non solo della Chiesa Cattolica universale.
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Bari 12 Dicembre 1983 Protoc. N. 27/183C Conferitomi e conservatomi, da Sua Ecc.za Mons. Mariano Andrea MAGRASSI, con la seguente benedizione: "Sia zelante il tuo servizio all'altare animatore di unione fraterna e promotore del culto di Dio "in spirito e verità", nutri ed accresci in te un amore sempre più profondo per il popolo di Dio, specialmente per i sofferenti, con l'esercizio assiduo della carità. Per te e per la tua vocazione invoco dal Signore la più ampia benedizione
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Il diritto canonico riconosce due tipi di sospensione: Scomunica: allontanamento di un fedele da una comunità cristiana, in quanto ritenuto indegno di professarne il culto.
Sospensione a divinis: impedimento nei confronti di un vescovo a celebrare l'eucarestia e gli altri sacramenti. TANTO PREMESSO ai sensi del Diritto Canonico a tale formale istanza è richiesta alla S.S. Ill.ma un altrettanto formale dichiarazione di risposta.
Suo in Cristo Lorenzo Scarola
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LA CRISTOLOGIA DELLA LUCE EUCARISTICA
ED IL BUIO DEI TOTALITARISMI POLITICI E RELIGIOSI
… può accadere che la cecità del marxismo e la cecità di certe espressioni di vita religiosa si incontrino, pur combattendosi duramente, accomunate da materialismo omocentrico ed eresia pelagiana. Autore Padre ArielAutore
Ariel S. Levi di Gualdo, […] talune correnti teologiche e religiose hanno modulato i propri movimenti di fede e di pensiero attingendomarx inconsapevolmente proprio dal nemico che si prefiggevano di combattere: quel Marxismo applicato nei regimi comunisti dove l’individuo era svuotato e mutato in un ingranaggio di quella personalità di massa chiamata Stato, una sorta di entità perfetta o per così dire pseudo-divina che assieme ai suoi leaders carismatici non poteva essere posta in discussione. Non bisogna infatti trascurare che il Marxismo è una “religione” atea e che il suo impianto strutturale “dogmatico” è costruito sugli schemi propri degli assolutismi religiosi.
Sul piano filosofico prima che teologico, essere ingranaggi spersonalizzati di un sistema marxista è cosa antitetica all’essere membra del Corpo Mistico. Così come l’essere ingranaggi spersonalizzati di correnti di pensiero teologico o di sistemi religiosi modulati non sull’assoluto teologico ma sull’assolutismo ideologico rappresenta un’antitesi all’essere membra del Corpo Mistico della Chiesa che è Cristo, anzi peggio, perché mentre il Marxismo attaccava la Chiesa da fuori queste correnti l’hanno colpita da dentro con l’aridità dei propri pensieri de-strutturanti e confondenti. E il caposcuola del Novecento di questa de-strutturazione confondente è Karl Rahner.
legionari di CristoAvere molte vocazioni, è veramente una prova della grazia dello Spirito Santo? Una delle nuove congregazioni religiose al cui interno sono confluite nel tempo molte vocazioni, inclusi ottimi e motivati giovani, assoggettati per mezzo secolo alla oscura figura del proprio fondatore in un regime di cieca obbedienza che non ammetteva senso critico alcuno. Ai membri di questa Congregazione era imposto anche il voto di “non critica” dei superiori, forse in cattolico ossequio ai migliori criteri di Fides et Ratio?
Sul piano strutturale le correnti religiose filo marxiste totalitarie fiorite in parallelo nella storia della Chiesa del Novecento che ritenevano giusto indirizzare e controllare la ragione dell’uomo al “cristiano” fine che questi non cadesse ragionando in peccati d’orgoglio, che limitavano la sua libertà di figlio di Dio per evitargli il potenziale rischio di cadere dalla libertà al libertinaggio, che giudicavano il senso critico una sorta di attentato di lesa maestà divina da curare prontamente con la panacea dell’obbedienza cieca … ebbene, questi totalitarismi religiosi d’impianto pseudo neoscolastico fondati sulla scolastica decadente del tardo Settecento anziché sul gran patrimonio scolastico il cui recupero fu auspicato dell’Enciclica Aeterni Patris, hanno mostrato la loro storica chiusura spirituale e teologica alla grazia, il loro modo di ristagnare non-pensando, di agire in spazi delimitati e circoscritti per impedire ogni autonomo agire al fine di evitare chissà quali insidie, la volontà di chiudere ogni quesito al dubbio perché per tutto avevano una risposta metafisica pronta. E tutto questo ha segnato varie esplosioni di pelagianesimo religioso moderno, semmai proprio mentre i propagatori di questi pensieri erano impegnati a insegnare il De Natura et Gratia di Sant’Agostino nel più profondo ossequio agli schemi formali della migliore ortodossia cattolica.
rigidità di pensierochiusura mentale
La loro impostazione di pensiero di prassi rigida, a tratti spietata nel suo formalismo concettuale esasperato ed esasperante ricalcava spesso ― inconsapevolmente ― la psicologia di Pelagio: la convinzione di poter giungere alla perfezione attraverso il rigore, l’auto-disciplina, la mancanza di qualunque cedimento a qualsiasi perplessità o dubbio; che espresso in termini più moderni equivale al Superuomo e alla Volontà di Potenza di Frederic Nietzsche modulate in versione religiosa. Alcune di queste correnti di pensiero del tardo Ottocento e del Novecento hanno inaugurato la stagione di quell’ateismo religioso tipico di chi chiude il cuore alla Grazia di Dio nella certezza di poter giungere alla santità col rigore della disciplina interiore ed esteriore, che troviamo appunto raffigurata negli schemi nietzschiani de La Volontà di Potenza.
Giovani Paolo II firma fides et ratioS.S. Giovanni Paolo II firma la Enciclica Fides et Ratio, accanto a lui l’allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger
Oggi noi parliamo teologicamente con gran disinvoltura del tema Fides et Ratio; argomento non certo nuovo nella storia e nell’economia della salvezza se consideriamo che fu dibattuto dai grandi Padri della Chiesa: lo fu dai Padri Cappadoci, da Anselmo d’Aosta, da Tommaso d’Aquino, sino a giungere al Pontefice Pio IX che fece scrivere al Concilio Vaticano I queste parole:
[…] anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione. Lo stesso Dio, infatti, che rivela i misteri e infonde la fede, ha deposto anche il lume della ragione nell’animo umano […] non solo la fede e la ragione non possono mai essere in contrasto fra loro ma possono darsi un aiuto scambievole. La retta ragione, infatti, dimostra i fondamenti della fede, illuminata dalla sua luce può coltivare la scienza delle cose divine; la fede libera protegge la ragione dagli errori e l’arricchisce di molteplici cognizioni. Per ciò, la Chiesa, è ben lontana dall’opporsi allo studio delle arti e delle discipline umane, tutt’altro le favorisce e le promuove in ogni maniera.
[..] quale è il rapporto tra fede, ragione e libertà all’interno degli ordini religiosi e di certe nuove congregazioni religiose che nella stagione del Concilio Vaticano II riscriveranno tutte quante le loro costituzioni per uniformarle al pensiero teologico e pastorale conciliare, ad esempio cancellando ogni riferimento anche vago a vetuste forme di obbedienza cieca che non ammettevano umana ragione, anteriori per impostazione e tradizione allo stesso Concilio di Trento, oltre che in netta contraddizione col pensiero teologico dei più grandi Padri della Chiesa?
francescani immacolataI Frati Francescani dell’Immacolata, caso doloroso di una congregazione commissariata dalla Santa Sede senza che molte altre, inclusi diversi ordini storici, abbiamo seguito le stesse sorti per motivazioni molto più gravi. A peggiorare la situazione ed a recare immane danno a questa Congregazione è subito accorso l’esercito di cosiddetti “tradizionalisti” che hanno usato questi religiosi per portare avanti il loro astio verso il Concilio Vaticano II e per legittimare l’uso puramente ideologico del vetus ordo missae
Questi quesiti, se li sono mai posti certi “tradizionalisti” ideologici solerti cacciatori di eresie — incluse presunte eresie papali — prima di partire all’attacco con patos liberal democratico e spirito referendario, quindi con tanto di “raccolta firme”, dopo che la legittima Autorità della Chiesa aveva deciso di intervenire su una giovane Congregazione in seno alla quale stavano emergendo anche problemi di teologia ecclesiale, di corretta disciplina e di adeguata formazione? E sotto vari aspetti l’Autorità ecclesiastica ha fatto bene, perché non è sano e nemmeno cattolico riportare indietro le lancette dell’orologio ed instaurare di nuovo criteri di formazione religiosa su modelli di fine Ottocento inizi Novecento. Ma siccome questa famiglia religiosa celebrava col vetus ordo Missae, dinanzi al latinorum ridotto da certi “tradizionalisti” ad un feticcio pelagiano, ecco che si sono subito mostrati talmente preoccupati della pagliuzza da non vedere la trave, vale a dire che proclamare “di fatto” il dogma di Maria Corredentrice e stabilirne relativa teologia e culto al proprio interno e massiccia campagna di diffusione esterna, è molto peggio della de-costruzione del dogma messa in atto dalle peggiori derive della Nouvelle Théologie; perché “proclamare” o “dare per esistente” un dogma mariano che sino ad oggi la Chiesa non ha mai inteso proclamare — cosa di cui personalmente sono felice — è molto peggio del de-costruire e distruggere i dogmi di fede proclamati dalla Chiesa. Il tutto per cantarla in modo onesto e veritiero a certi ideologi della “tradizione” ai quali per mesi ho inutilmente ripetuto nel corso di numerosi colloqui privati che il problema non era il Messale di San Pio V, che dunque la smettessero di usare quei poveri frati per ideologizzare un messale e per legittimare se stessi. A quante di queste persone ho spiegato in tono rasente la supplica che io stesso avevo cessato di fare riferimenti nei miei articoli alle vicende di questa Congregazione, dopo avere avuto prove e controprove che i problemi erano altri e non la Messa secondo il vecchio rito? Sui risultati ottenuti — o meglio: sui non risultati — sorvolo con amarezza, ritengo però che qualcuno dovrebbe interrogarsi seriamente per il modo strumentale in cui questi frati sono stati danneggiati dai “tradizionalisti” d’assalto, capaci a ricondurre tutto, persino l’arte pasticcera napolenata, ad una questione di vetus ordo missae … incapaci di capire, sebbene fosse stato a loro spiegato, che non sempre «Parigi val bene una Messa», com’ebbe a dire quel cinico ugonotto di Enrico IV di Borbone. E detto questo evito di entrare nel merito tutto quanto teologico della ostinata chiusura alla grazia di Dio tipica di coloro che sono certi di possedere la Verità ed esserne unici e fedeli propagatori, persino contro l’Autorità della Chiesa …
Giudico da sempre perniciosa la teologia di Karl Rahner, ma l’onesta intellettuale e la mia gherardinifede cattolica mi impongono di affermare che criticare giustamente e legittimamente questo teologo tedesco, per giungere attraverso di esso ad intaccare, se non peggio ad invalidare l’autorità del Concilio Vaticano II, è molto peggio del dare vita alla confusa, equivoca e ambigua teoria dei “cristiani anonimi”. Cosa questa che un nostro venerabile e saggio confratello della caratura di Brunero Gherardini dovrebbe insegnare a tutti quanti noi, anziché prestarsi nella vecchiaia a certi equivoci che ruotano attorno alla teoria di quel Concilio “solo pastorale” che da anni manda in sollucchero il meglio del peggio di un certo “tradizionalismo”, che sul concetto di “concilio pastorale”, ergo non dogmatico, ha finito col sentenziare: … “vale a dire che non conta niente”; abusando e spendendo a sostegno di siffatte tesi aberranti il nome di questo teologo illustre che mai sosterrebbe cose simili, semplicemente perché non le ha mai pensate, essendo un uomo di Dio devoto all’Autorità della Chiesa ed un autentico maestro di teologia.
Serafino LanzettaPadre Serafino Lanzetta, giovane uomo di profonda pietà cristiana, acuto teologo dotato di autentico talento, ha ricevuto la propria formazione all’interno della Congregazione dei Francescani dell’Immacolata. Neppure una punta di diamante può però costituire patente di merito per una intera istituzione religiosa, così come una rondine non può fare primavera. Padre Serafino è una patente di merito per la Chiesa e per il mondo teologico, che malgrado i duri tempi odierni riesce a partorire pensatori come lui.
Sorvolo sulla totale mancanza di coerenza da parte di questi ideologi della “tradizione” che da anni hanno preso a tirare Brunero Gherardini per i bordi della veste. Soggetti che da una parte sono capaci — e lo hanno fatto, scritto e più volte pubblicato — ad esaltare la enciclica Mirari Vos di Gregorio XVI, nella quale vengono espresse nel lontano 1832, ovvero in tutt’altro mondo, società e contesti politici, anche parole di dura condanna verso la libertà di pensiero e di stampa, o verso il concetto di separazione tra Stato e Chiesa … e chiedendo infine di essa l’applicazione salutifera nella Chiesa d’oggi. Fatto questo, esaltano e mettono però in pratica forme di liberal democrazia referendaria contro l’Autorità ecclesiastica all’interno della Chiesa (!?). Mi domando: mi sono perduto qualche cosa, sono io ad essere incoerente, o forse sono questi ideologi della “tradizione” ad avere problemi seri nei loro insani rapporti con la presunta traditio catholica, la ecclesiologia e soprattutto la legittima Autorità della Chiesa?
Cop Francescani.inddRiguardo quanti si ostinano a fare un mestiere che non è il loro, rimando all’ articolo del Padre Giovanni Cavalcoli sulla fantateologia dei giornalisti, quindi degli ecclesiologi e dei canonisti variamente improvvisati … QUI
A questa Congregazione alla quale un esercito di praeficae “tradizionaliste” digiune di teologia e di ecclesiologia hanno finito purtroppo col peggiorare la situazione usandola per i propri scopi ideologici, forse dedicherò un apposito scritto, se avrò tempo; non è detto però che di tempo ne abbia e che lo faccia, desiderando occuparmi di cose più interessanti nel corso dei decenni di vita che mi separano dalla mia morte, fissata all’incirca attorno ai 120 anni d’età, avendomi affidato la Persona Santissima dello Spirito Santo l’apostolica missione di far rodere diversi fegati.
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se, non verrà bruciato questo Fondo Monetario Spa NWO 322 Banca Mondiale... poi, tutti i popoli dovranno essere bruciati, sacrificati per lui: la piramide massonica! se, le 12 Tribù di Israele, non torneranno, tutte, nel loro deserto della Madiana: in Arabia Saudita, i Rothschild finiriranno per portare a satana ogni cosa!

alleluia! Gesù è risorto alleluia.. Aleluia hermano.a ele toda gloria e louvor. So encontrmos a paz interior em deus e na oracao. Amem irmao, il diavolo non ha nessun potete, di, danneggiare coloro, che, sono di Cristo!
el diablo tiene ningún daño, de aquellos que son de Cristo. Amem: i am Unius REI, the King of Israele
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L’ANTICRISTO E LA PROFEZIA DI VLADIMIR SOLOVIEV



Ma se proprio vuoi una regola, ecco cosa ti posso dire: sii saldo nella fede, non per timore dei peccati, ma perché è molto piacevole per un uomo intelligente vivere con Dio [Vladimir Sergeevič Solov’ëv, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo]
Autore Ariel S. Levi di GualdoAutore
Ariel S. Levi di Gualdo
San Giovanni Paolo II 2una splendida immagine fotografica di San Giovanni Paolo II

Durante la sua seconda visita apostolica in Germania, San Giovanni Paolo II disse nel lontano 1984: «… oggi il mondo sta vivendo il XII capitolo del Libro dell’Apocalisse dell’Apostolo Giovanni». Affermazione che dovrebbe indurci ad un preciso quesito: se il Santo Pontefice si esprimeva trent’anni fa a questo modo, oggi, in quali termini si esprimerebbe? Come però i fatti dimostrano, pare che da un po’ di tempo a questa parte gli Augusti Pontefici è più facile proclamarli santi e beati anziché ascoltarli e seguirli, venerando in essi e nel loro sommo magistero il mistero ed il dogma di fede del mandato conferito dal Verbo di Dio a Pietro [cf. Mt 16, 14-18]. È infatti noto e risaputo: fare una bella cerimonia di canonizzazione in fondo non costa niente. Come non costa mettere in piedi fondazioni dedicate a San Giovanni XXIII, a San Giovanni Paolo II, al Beato Paolo VI. Qualche banca con un consiglio di amministrazione composto da massoni sempre lieti di foraggiare a botte di soldi la spocchia incontenibile di qualche vescovo e cardinale, allo scopo di colpire e di distruggere quanto meglio possibile la Chiesa da dentro, in giro per l’Italia si trova sempre, ciò che paiono invece scarseggiare sono vescovi e cardinali che facendosi carico di tutti i pericolosi rischi del caso accettino di essere linciati dalla piazza non più disposta ad ascoltare e recepire certi messaggi evangelici. O peggio: ad essere dilaniati all’interno dello stesso mondo ecclesiale per avere invitato l’esercito sempre più fitto di modernisti e di apostati a mettere in pratica ciò che certi santi e beati pontefici esortano a praticare attraverso gli atti del loro magistero, scritto per la gloria di Dio e per la salvezza dell’uomo, non per la gloria dell’uomo, che di secolo in secolo è capace di usare come pretesto Dio, la sua Chiesa e tutti i suoi Santi per la propria vanità.
Benedetto XVI atto di rinunciaCliccare sopra l’immagine per ascoltare l’atto di rinuncia del Sommo Pontefice Benedetto XVI con traduzione del testo latino

Oggi che abbiamo sofisticati mezzi di comunicazione in grado di trasmettere immagini in tempo reale, il ricordo della cerimonia di beatificazione, poi quella di canonizzazione di Giovanni Paolo II, dovrebbe indurre a riflettere, perché mai s’erano visti sino a prima tutti i principali responsabili della condizione di degrado in cui oggi versa la Chiesa di Cristo immortalati dalle televisioni internazionali come stars a quello che loro stessi chiamavano «grande evento», intrisi di mondano clericalese e privi ormai di adeguati linguaggi ecclesiali. A festeggiare il nuovo beato e santo pontefice hanno così sfilato, in rosso e violaceo sulle passerelle d’onore, anche tutti coloro sui quali incombe la responsabilità d’aver gettato la Sposa di Cristo sul marciapiede come una prostituta. Gli stessi a causa dei quali il Sommo Pontefice Benedetto XVI farà atto di rinuncia al ministero petrino pochi anni dopo, dichiarando di non essere più in grado, per età e per mancanza di forze fisiche, di reggere certe situazioni, che in altre parole equivale a dire: l’incapacità di far fonte a certe persone, posto che “situazioni” — semmai a qualcuno sfuggisse — vuol dire “persone”, ossia coloro che siffatte situazioni le hanno generate e che tutt’oggi le reggono in piedi facendo uso del peggiore autoritarismo e delle peggiori vessazioni verso coloro che osano denunciare il male solo perché desiderano risollevare la propria amata sposa dal marciapiede dove questi scellerati l’hanno gettata, non certo per l’inutile piacere di denunciare il male fine a se stesso.
Lapidazione di Santo Stefano, opera pittorica del XVI sec.

Alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, per reale paradosso legato come tale a quel mistero del male che ci insidia sin dall’alba dei tempi, in pratica s’è assistito a questo: … come se coloro che avevano assassinato il diacono Stefano a colpi di pietre [Cf. At 6, 8-12; 7, 54-60], pochi anni dopo lo avessero dichiarato protomartire, partecipando primi avanti a tutti alla sua cerimonia di beatificazione e magnificando a giornali, televisioni e ad un nugolo di vaticanisti privi di memoria storica, la eroicità delle sue virtù. E pensare che molti romantici sono convinti che le meretrici esercitano il proprio antico mestiere solo dentro i lupanare e non certo dentro i palazzi ecclesiastici. Io che però sono sacerdos in aeternum e che sono nato col peccato originale lavato dal Battesimo al quinto giorno di vita, le cose tendo a vederle in altro modo, forse con meno romanticismo e più realismo, anche per quanto riguarda l’esercizio dell’antico mestiere del meretricio, un mestiere tanto diffuso quanto trasversale …


Vladimir Solovievritratto di Vladimir Sergeevič Solov’ëv [Mosca, 16 gennaio 1853 – Uzkoe, 31 luglio 1900]

Solov’ëv è scomparso all’alba del Novecento, secolo nel quale s’era affacciato dopo aver vissuto i travagli dell’Ottocento e profetando il futuro che si sarebbe aperto; un futuro fatto di tanti “ismi“: filosofismi, liberalismi, modernismi, comunismi, psicanalismi, sociologismi, teologismi … Egli si colloca quindi nel mondo della belle époque, in anni in cui l’uomo era certo del sorgere di un mondo felice, ispirato dalle nuove grandi spinte di un progresso tecnologico che giunge talora a vere e proprie forme di idolatria della tecnologia; una tecnologia in nome della quale spesso, il pensiero moderno, ha cercato di sfrattare l’idea stessa di Dio dalla società contemporanea. Il tutto all’ombra orientata e ispirata dalla nuova religione del progresso, del principio evangelico di carità divenuta mecenatismo svuotato di sentimenti e di sostegni metafisici, in un mondo sicuro di marciare verso una èra illuminata dalla libertà di una nuova sicurezza sociale.
titanic 1Una copia d’epoca del New York Times che annuncia il disastro del Titanic

Nel primo decennio del Novecento il mondo fu toccato da un episodio che scosse l’opinione pubblica: l’affondamento del Titanic inabissatosi alle ore 2.20 nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 in acque temperate attorno a zero gradi. Di 2.223 passeggeri 1.523 persero la vita morendo per assideramento. Tutti erano provvisti di salvagente ed avrebbero potuto salvarsi grazie ai soccorsi, che quando giunsero poterono solo raccogliere centinaia di corpi che galleggiavano nelle acque gelide. Questo disastro, considerato il più grande nella storia della navigazione, ha prodotto una copiosa letteratura, alla quale s’è poi unita la cinematografia.
titanic 2cliccare sopra l’immagine per vedere il filmato del relitto

Il Titanic fu a suo modo espressione di un uomo certo di dominare sulle leggi della natura; invincibile e sicuro di dare vita a cose indistruttibili, inattaccabili. C’è poi un forte elemento simbolico, per dirla con un celebre maestro e col suo celebre allievo divenuti poi avversari: Sigmund Freud e Carl Gustav Jung: il ghiaccio. Questo titano inaffondabile e invincibile creato da un uomo auto proclamatosi altrettanto invincibile, non è colpito dalla calda passione del sole ma dal ghiaccio, dal gelo al quale aveva iniziato a dare vita l’uomo moderno che può fare a meno di Dio. E mentre i maestri del moderno pensiero spingevano i locomotori verso barriere di ghiaccio, Solov’ëv non si lascia ammaliare e preannunzia in modo lucido e profetico i mali che sarebbero nati dalle metastasi che l’uomo stava mettendo in circolo; mali che poi, alla concreta prova dei fatti, ad uno ad uno si sono avverati.
lenin e stalinLenin e Stalin, dipinto sovietico degli anni Cinquanta

Discorrendo nel 1880 sul Secondo discorso sopra Dostoevskij, sembra quasi che Solov’ëv intuisca le brutalità del Comunismo che dopo la Rivoluzione di Ottobre del 1917 principieranno a ripercuotersi sull’umanità, dando al mondo un assetto del tutto diverso dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. L’uomo viene spersonalizzato nel progetto sociale e politico del Socialismo Reale, divenendo da protagonista biblico dell’umanità creata a immagine e somiglianza di Dio, anonimo ingranaggio vittima di una ideologia creata a immagine e somiglianza di un uomo socialmente e umanamente corrotto, attraverso il quale si giungerà ai noti processi di disumanizzazione portati avanti da Lenin e soprattutto da Stalin.
San Michele giardini vaticaniStatua a San Michele Arcangelo eletto protettore della Città del Vaticano, voluta dal Sommo Pontefice Benedetto XVI e poi collocata nei pressi del Palazzo del Governatorato, con la scritta sottostante a Lucifero trafitto dalla lancia: “Et portae Inferi non praevalebunt“…

Nella sua ultima pubblicazione, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, opera compiuta la domenica di Pasqua del 1900, è impressionante rilevare la chiarezza con cui Solov’ëv prevede che il secolo XX sarà l’epoca delle ultime grandi guerre, delle discordie intestine e delle rivoluzioni [Cf. Ed. Marietti pag. 184]. Dopo di che afferma che tutto sarà pronto perché perda di significato la vecchia struttura in nazioni separate e quasi ovunque scompaiano gli ultimi resti delle istituzioni monarchiche [pag. 188]. Si arriverà così alla Unione degli Stati Uniti d’Europa [pag. 195]. È invero stupefacente la perspicacia con cui Solov’ëv descrive la grande crisi che colpirà il Cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento, raffigurata attraverso l’Anticristo che riuscirà ad influenzare e condizionare un po’ tutti. In lui, come qui è presentato, non è difficile ravvisare l’emblema della religiosità confusa e ambigua di questi nostri anni: egli — seguita a narrare Solov’ëv — sarà un convinto spiritualista, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo. Sarà, tra l’altro, anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa della facoltà di Tubinga. Soprattutto, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza [pag. 211]. Nei confronti di Cristo non avrà un’ostilità di principio [pag. 190]; anzi ne apprezzerà l’alto insegnamento. Ma non potrà sopportarne — e perciò la censurerà — la sua assoluta unicità [pag. 190]; e dunque non si rassegnerà ad ammettere ed a proclamare che egli sia risorto e oggi vivo.
Marietti solovievI Tre Dialoghi ed i Racconti dell’Anticristo editi dall’Editrice Marietti

In queste righe prende forma la critica al Cristianesimo dei “valori”, delle “aperture” e del “dialogo”, dove pare rimanga poco spazio al mistero della Persona del Verbo di Dio fatto Uomo, crocifisso per noi e risorto. Tutto appare assorbito nelle melasse sentimentali delle tenerezze vaporose. Certo abbiamo di che riflettere, se pensiamo alla militanza di fede ridotta ad un’azione umanitaria di tipo socio-culturale; al messaggio evangelico identificato nel confronto irenico con tutte le filosofie e con tutte le religioni; alla Chiesa di Dio scambiata per un’organizzazione di promozione sociale nella quale si moltiplicano “eventi” costruiti su strategie di marketing. Siamo sicuri che Solov’ëv non abbia davvero previsto ciò che è effettivamente avvenuto e che non sia proprio questa l’insidia odierna più pericolosa per la “nazione santa” redenta dal sangue di Cristo? È un interrogativo molto inquietante che proprio per questo non dovrebbe essere eluso; ed invece proprio per questo viene rifiutato, a volte anche in modo violento, dentro la Chiesa e fuori dalla Chiesa.
martiri del 2014tavolta si ha l’impressione che il mondo sul baratro della follia sia troppo impegnato a difendere i “diritti” alle peggiori perversioni proprinate dalla cultura del gender, per volgere lo sguardo verso un massacro di cristiani che negli ultimi anni ha superato quello dei primi secoli di storia del Cristianesimo

Solov’ëv ha compreso a fondo il XX secolo, forse siamo noi che non abbiamo capito lui, o più semplicemente non vogliamo capirlo per una chiusura reattiva-difensiva, tanto da non avergli mai prestato ascolto. Lo dimostrano molti atteggiamenti odierni di numerosi cristiani che si reputano colti ed impegnati sul versante ecclesiale, o che si reputano “cristiani adulti”. Proviamo solamente a pensare alle forme sempre più esasperate ed esasperanti di individualismo egoistico determinanti i nostri costumi e le nostre leggi attraverso le quali è progressivamente sovvertito l’ordine naturale. Basta solo analizzare quella cultura del gender che sta assumendo sempre più i connotati di una devastante dittatura, con tanto di censure ai sensi di legge e di condanne dei tribunali a carico di soggetti riconosciuti rei di avere espresso attraverso la libertà di pensiero e di parola un pacifico dissenso, considerato però non più diritto alla libertà di pensiero e di parola bensì reato, se in qualche modo tocca la potente mafia sociale e politica dei sodomiti, che già in più Stati hanno imposto protocolli attraverso i quali si insegnano i “valori” delle peggiori perversioni sessuali sin dalle scuole elementari, camuffati sotto la falsa etichetta luciferina di “diritto alle diversità”. In certi Paesi della decadente Europa, che ormai ammalata d’odio verso se stessa e verso le proprie radici cristiane si sta progressivamente consegnando all’Islam, chi afferma che quella proprinata da certe potenti mafie di pederasti e di lesbiche incattivite è una venefica cultura di morte che ci porterà al collasso, come già accaduto nel corso della storia a molte antiche civiltà sprofondate dalla gloria alla decadenza e per questo spazzate via, rischia ormai di finire condannato per omofobia. Per seguire col pacifismo mutato spesso in violento pacifondismo e la non-violenza mutata spesso in aggressione ideologica intrisa di sprezzo verso gli altri. Gli ideali di pace e di fraternità non sono più letti in chiave evangelica ma illuministica e come tali strutturati sul furore giacobino, vale a dire in chiave ideologica anti-cristiana, col conseguente risultato che dinanzi alle aggressioni ed alle peggiori prepotenze non pochi nostri pastori finiscono debolmente col cedere correndo subito a trattare, o come Esaù svendono la legittima primogenitura per un piatto di lenticchie [Cf. Gen 25, 29-34], lasciando senza alcuna difesa i deboli e gli oppressi, in modo del tutto particolare se sono cattolici e cristiani perseguitati a causa della loro fede, dentro la Casa di Dio e fuori dalla Casa di Dio.

In tutto questo si collocano certi potenti filoni della moderna teologia che dopo avere confuso il concetto metafisico di assoluto inteso come assolutezza della fede, col concetto socio-politico del tutto diverso di assolutismo, hanno proceduto ad una vera e propria de-costruzione e distruzione del dogma, dopo avere minato quel concetto di assolutezza della fede in virtù del quale Cristo è per noi il Verbo di Dio incarnato, morto è risorto, che come tale rappresenta il centro del nostro presente, del nostro essere e divenire futuro, quindi il fine ultimo escatologico del nostro intero umanesimo.
giornata del massone  Della serie ” e mo’ che m’envento pe’ stupì ” – Padre Geraldo Magela de Silva, presbitero della Diocesi di Pesqueira nel Brasile, celebra una Santa Messa per i massoni che sfilano nella Parrocchia di Nostra Signore della Concezione, ricevono l’Eucaristia e salgono sul presbiterio con squadre e compassi.

Cosa dire della virtù teologale della Carità, la più importante, come la definisce San Paolo [Cf. I Cor 13, 13], alla quale a poco a poco si è sostituito uno dei concetti più cari alla cultura massonica: la solidarietà? Non mi ripeto e mi limito a rimandare al mio articolo sulla neolingua in cui parlo delle parole svuotate del loro significato e riempite d’altro, il tutto sulla scia di un dramma odierno che a volte pare irreversibile: abbiamo perduto il nostro linguaggio, che è quello metafisico, per andare incontro non a “parole nuove”, ma a concetti senza senso che minano i fondamenti della nostra fede, che per esprimersi ha bisogno di chiare e precise parole [vedere qui], di un vocabolario comune che ci permetta di ricercare la perfezione nell’unità [Cf. Gv 17, 20-21.23]. Quale è invece quella concreta realtà ecclesiale che molti nostri vescovoni e cardinaloni fingono di non vedere, per evitare di dover correre quanto prima ai ripari? Narrata da chi come me vive molto da dentro la vita ecclesiale come membro del Collegio Sacerdotale, la desolante realtà è questa: se mettiamo assieme tre o quattro preti scopriremo che ciascuno di loro ha un “suo” linguaggio, una “sua” ecclesiologia, una “sua” pastorale … e tutto questo finisce spesso per tradursi in una “sua” dottrina. In una sola cosa questi preti saranno uniti da un nefasto elemento comune — ed in tal caso mi permetto di dire eccetto il sottoscritto — : nello spirito clericale, nella malitia clericorum, perché quando si mina e si distrugge lo spirito ecclesiale sorge al suo posto il peggio dello spirito clericale. Se poi prendiamo come paradigma la Diocesi delle Diocesi, quella di Roma, sede della Cattedra Episcopale di Pietro, ed andiamo in giro per le parrocchie durante la celebrazione delle Sante Messe, scegliendone per esempio dieci a caso sparse per l’Urbe, scopriremo in esse dieci preti che celebrano il Sacrificio Eucaristico in dieci modi diversi, alcuni mossi pure dall’evidente spirito del …”e mo’ che m’envento pe’ stupì “? Sorvoliamo del tutto su certi gruppi neocatecumenali e carismatici che ormai hanno di fatto dei “riti” propri, inclusi riti propiziatori, sciamani e sincretistici finiti nel rituale cattolico; ma sorvoliamo allo stesso modo anche su certi cosiddetti tradizionalisti, nell’ambito dei quali il numero di coloro che “adorano” gli accidenti esterni della sacra liturgia anziché le sostanze immutabili ed eterne del Memoriale Vivo e Santo, è purtroppo molto alto. Insomma: sembra talvolta di essere in un campo aperto senza possibilità alcuna di riparo con le granate che piovono da tutte le parti.
dolce e gabbanaSe non fossero chiari i risultati della “mitica” rivoluzione sessuale e della “liberazione” della donna, ecco una pubblicità dell’azienda degli stilisti Dolce&Gabbana nella quale si simula lo stupro di una autentica donna oggetto del XXI secolo, figlia della donna finalmente “liberata” quattro decenni prima dal furore dei movimenti femministi

Il Novecento, dopo una rivoluzione sessuale che ha manifestato un tripudio di egoismo, che non ha liberato affatto la donna ma l’ha resa veramente “oggetto” più di quanto storicamente e socialmente sia mai stata e che ha scisso la sessualità dall’amore umano, è infine giunto a livelli tali di perversione istituzionalizzata da rendere difficile trovare adeguati eguali storici, persino andando a prendere a prestito le immagini di Sodoma e Gomorra, che però non rendono l’idea, soprattutto non rendono “giustizia” alcuna alla realtà del nostro presente.

Il Novecento è stato anche il secolo più oppressivo della storia, privo di rispetto per la vita umana e privo di misericordia; e certi istinti ormai in circolo da un secolo nel sangue delle nuove generazioni non si eliminano con inviti cinetelevisivi alla tenerezza, perché il lavoro che si richiede è molto più complesso, ma soprattutto più drastico, perché basato su un rischio che non si può evitare di correre: il non piacere alle masse ed alle elites di potere. Per non parlare della misericordia vera, quella correttamente intesa, recepita e praticata secondo il Mistero della Rivelazione, esposta e riassunta in numerosi passi dei Vangeli, prendiamone solo uno tra i diversi:

«Se il tuo occhio destro è motivo di scandalo cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna» [Mt 5, 29-30]
piede diabetico 2quale saggio medico, sarà così scelleratamente “misericordioso”, da lasciare che la cancrena assalga l’intero corpo, anziché salvarlo attraverso l’amputazione dell’arto infetto?

Se però all’interno della Chiesa contemporanea qualcuno è davvero convinto che dinanzi ad un corpo assalito da un devastante diabete degenerativo che ha generato una cancrena al piede, sia invece molto misericordioso non amputarlo, perché non è bene privare un essere umano di un arto, in tal caso è presto detto: ci si preparari alla inevitabile conseguenza della cancrena che da lì a breve assalirà anche tutti gli altri arti del corpo.

Il Novecento è stato il secolo che ha assistito allo sterminio degli ebrei, che non è stato il solo, anche se pochi ricordano il genocidio degli armeni a cavallo della prima guerra mondiale. Nessuno commemora le decine e decine di milioni di uccisi sotto il regime sovietico e pochi si avventurano a fare il conto delle vittime sacrificate nelle varie parti del mondo all’utopia comunista. Nel corso di questo secolo si è imposto a intere popolazioni l’ateismo di Stato, mentre nell’Occidente secolarizzato si è diffuso un ateismo edonistico e libertario, fino ad arrivare all’idea grottesca della “morte di Dio”.
Soloviev fotoVladimir Sergeevič Solov’ëv

Solov’ëv è stato profeta e maestro inattuale e inascoltato, a lungo relegato nella letteratura visionaria. In realtà è stato un appassionato difensore dell’uomo schivo ad ogni filantropia. È stato un apostolo infaticabile della pace e avversario del pacifismo. Auspicò l’unità tra i cristiani e fu duramente critico verso ogni irenismo. Fu innamorato della natura ma totalmente distaccato dalle odierne infatuazioni ecologiche, o per dirla in breve: fu amico innamorato della Verità rivelata del Verbo di Dio e nemico ostile di ogni ideologia e di ogni socio-teologia pseudo religiosa. Queste sono le guide di cui oggi abbiamo estremo bisogno, assieme alla vera misericordia. Non abbiamo bisogno, né mai un corpo infetto da arti in cancrena sarà salvato con l’acqua distillata della vaporosa tenerezza, ma solo dalla grande misericordia del bisturi …